Bentornati al nostro appuntamento fisso con le Muse! Quest’oggi pubblichiamo una bella e appassionata poesia di Danilo Esposito: versi liberi nei quali si alternano agli endecasillabi e ai settenari di tradizione leopardiana anche dei novenari, in un continuum ininterrotto di allitterazioni, rime, assonanze. Dello stesso Danilo troverete invece sul nostro sito internet un ermetico e densissimo sonetto che ricorda quelli dei “Sonetti dell’anniversario” (1938-42) e de “Gli anni tedeschi” (1944-45) di Giorgio Caproni.
Fragranze passate di Danilo Esposito
In notti ostiche al sonno
di morfeiche carezze,
tu nube profumata
dileguati dai miei ricordi!
Pur penetri la mente, ti confondi
tra passate passioni,
riaccendi i gusti, convulse emozioni
e notti insonni e repentine fughe
di raffinati amori.
Non soffocarmi infausta
con questa onirica catena,
or evocandomi nefasti ardori,
bensì strappami il cuore,
finisci la mia pena!
Seppur io resti immobile, non cedi
e sinuosa e intensa
mi continui a sfiorare,
e come agrume maturo mi spremi,
così le lacrime alle labbra giunte
avranno l’agrodolce
sapore del passato.
Il folle volo di Danilo Esposito
Se l’uomo avesse ali pel folle volo
verso un alto mare senza stella in cielo,
non svelerei ormai di rugiada il velo
che cela e croma il mio marino suolo,
ché rivolgendo ai sensi opachi violo
l’arcano ordire d’un Dio reo, e l’ho
priva di vista l’alma ch’ivi anelo
dove il pensiero gusta il buio bolo:
d’emozioni ibride mi nutro, e odo
pensieri liberi volare e guardo
le urla di echi che attonito tocco.
Pur cadendo in me, senza il lieto socco,
per il piè che più non regge il baluardo,
invano alla ragione stringo il nodo.