Finalmente ci siamo: il mondiale di Formula Uno, la manifestazione più attesa e seguita nel mondo dei motori, è cominciato. Milioni e milioni di appassionati, da ogni parte del globo, si attendono, da questo sport, un’annata di riscatto dopo un 2009 in cui l’attenzione del pubblico, più che alle gare, è stata focalizzata su carte e tribunali, sugli intrighi nel paddock e su regolamenti più o meno rispettati. La guerra fra l’ex presidente della FIA Max Mosley e i principali costruttori ha lasciato scorie che ancora oggi sono lontane dall’essere smaltite.
Questo mondiale 2010 si prospetta interessantissimo, visti i numerosi cambi di volante nelle scuderie di vertice, ma soprattutto per il rientro alle gare, dopo tre stagioni, del pilota più grande (numeri alla mano quantomeno) di tutta la storia di questo sport: Michael Schumacher. Il ritorno è ancora più clamoroso se si pensa alla squadra per cui guiderà. Non sarà la “Rossa” italiana, che ha ricondotto ai vertici della Formula Uno, portando in bacheca cinque mondiali piloti e sette campionati costruttori, ma la “Freccia d’Argento” teutonica: la Mercedes. La casa tedesca, dopo aver fornito motori vincenti, per molti anni, alla Mc Laren e, la scorsa stagione, alla Brawn GP campione del mondo, ha deciso di rientrare “in toto” in pista acquistando il team iridato di Ross Brawn.
Come hanno reagito tifosi ed appassionati? C’è chi ha sempre pensato che Schumi non avrebbe mai dovuto abbandonare le corse, a fine 2006, e che, se avesse voluto continuare, avrebbe portato altri successi a Maranello. C’è chi credeva ad un ritorno in tempi brevi. I segnali non mancavano: le gare in moto, i test da collaudatore, ben oltre il ruolo di “superconsulente” con cui era ancora sotto contratto con la Rossa, la decisione di sostituire Massa dopo l’incidente nel Gran Premio d’Ungheria dello scorso anno (poi tramontata per problemi al collo), insomma si capiva che Michael era già stufo del pre-pensionamento dorato.
Ma in quanti avrebbero pensato ad un rientro come pilota titolare e, per di più, non alla Ferrari? Non in molti, probabilmente, ma, senza dubbio, tanti, ferraristi e/o appassionati di Formula Uno, lo hanno percepito come un tradimento verso la scuderia a cui il tedesco, è vero, aveva dato tanto, ma dalla quale aveva ricevuto comprensione e fiducia (oltre a stipendi da favola) anche negli anni delle sconfitte contro Villeneuve, Hakkinen ed Alonso. Sono cominciate, allora, a circolare voci secondo cui Schumacher si era già promesso alla Mercedes molti mesi prima dell’acquisto della Brawn GP. Sarebbe stata dunque la casa tedesca, e non i problemi fisici, ad impedire a Schumi di sostituire Massa. Forse sono solo fantasie da tifoso deluso ma rendono l’idea di come i ferraristi si siano sentiti all’annuncio dell’ingaggio del sette volte campione del mondo da parte delle Frecce d’Argento.
C’è chi sostiene, invece, che un campione come Schumacher avesse tutto il diritto di rimettersi in gioco per illuminare di nuovo le corse con il suo talento unico. D’altra parte, la Mercedes lo aveva corteggiato anche in passato, attraverso la Mc Laren, e non aveva mai nascosto il sogno di un illustre binomio tedesco pilota-costruttore. In una competizione tra professionisti strapagati, dove girano milioni di euro in progetti e sviluppo tecnologico, è normale cambiare squadra o cercare il miglior offerente per rilanciare la propria carriera. La casa tedesca rappresentava un’occasione troppo invitante e prestigiosa oltre che ricca.
Alla luce di come si è risolta la vicenda, resta il dubbio di come sarebbero andate le cose se, nel 2006, Schumi non avesse avuto quel calo di motivazioni che lo spinse ad abbandonare il volante della Rossa. Sicuramente la Ferrari avrebbe puntato ancora sul suo fenomeno e non avrebbe ingaggiato Raikkonen e, forse, oggi non avrebbe scelto Alonso. O forse Schumacher, a Maranello, aveva davvero fatto il suo tempo e, con il ritiro, ha permesso alla sua ex scuderia di rinnovarsi per vincere ancora? Il mondiale vinto da Raikkonen nel 2007, quello sfiorato da Massa nel 2008 e le possibilità di Alonso di conseguire il titolo 2010 sembrano avvalorare quest’ipotesi. Nuove conferme potremo averle solo dalle gare. Sarà la pista a giudicare.

molto ben scritto come articolo, da appassionato e adepto del Kaiser io continuo a ripetere che se adesso guida per la MercedesGP la colpa è solo della Ferrari stessa che invece di vaneggiare l’introduzione della fantomatica terza macchina avrebbe dovuto fare pressioni più o meno insistenti su Schumacher per fargli tornare la fame. io non parlerei di tradimento anche perchè in una formula1 fatta di sponsor Schumacher ha tenuto il casco rosso che stona alquanto con la livrea della Mercedes (a titolo di confronto date un’occhiata al casco di questo anno di Nico Rosberg suo compagno di squadra e confrontatelo con quello dell’anno passato quando correve in Williams) e soprattutto perchè è grazie a questo signore che siamo la scuderia più titolata dal 1999 ad oggi (non condivido infatti l’opinione abbastanza diffusa che andati via Todt, Brawn, Byrne e Schumacher sia finita un’era perchè chi dirige al momento la scuderia guarda caso strano si è formato proprio in quel periodo).
Grazie per il complimento.
Dall’articolo traspare la grande stima che ho per Schumacher, come pilota, e per quanto ha fatto per la Ferrari. Su questo nessuno può discutere. Però, ripeto, anche la Ferrari ha fatto molto per lui sostenendolo nel biennio 97-98 in cui il mondiale è stato perso, è vero, per inferiorità della macchina ma anche per gravi errori del Kaiser. Per non parlare degli stipendi che nessuno prima di lui aveva mai ricevuto.
Certo, per come vanno le cose in Formula Uno il rientro di Schumacher con un’altra scuderia ci poteva anche stare, anche perchè non si tratta di un cambio di squadra da un anno all’altro, però il tifoso più “sentimentale” ha il diritto di essere deluso dopo aver sentito le parole di “amore eterno” pronunciate molte volte, dal tedesco, verso la Rossa. In questo senso si può parlare di “tradimento”.
Sulle colpe della Ferrari, invece, non sono d’accordo. Secondo me non ha sbagliato: Schumacher era appagato e quindi si è cautelata per il futuro con Raikkonen ed Alonso che, insieme ad Hamilton, sono stati i piloti più forti degli ultimi anni. I risultati danno ragione alla Ferrari.
Molto oggettivo.. Analizzi i vari punti di vista ma lasci col dubbio finale senza sbilanciarti. Complimentoni! (non commento altro, visto che ne so veramente poco di questi argomenti!)
grande Aloio! anche se di sport non ci capisco nulla ti approvo ugualmente! E non a caso sei il nostro campione imbatutto a trivial pursuit….
Caro Alessandro,
questo articolo è lo specchio di molte idee e prospettazioni che riflettono una tua competenza in materia…ma soprattutto una dote che è la lungimiranza non troppo azzardata…sinonimo di una certa “saggezza sportiva”.
Marco