Dopo l’importante mostra Boldini e gli italiani a Parigi, l’arte italiana del XIX secolo torna protagonista al Chiostro del Bramante, seguendo la scia di quello che si direbbe l’inizio di un vero e proprio revival ottocentesco. Con la mostra Giacomo Favretto (1849-1887). Venezia fascino e seduzione si riscopre un maestro rimasto finora nell’ombra, figura di spicco nell’arte veneta del suo tempo.
Difficilmente questa mostra attirerà un gran numero di visitatori, per via del nome poco noto dell’artista, eppure il carattere fresco e vivace di molte opere può divertire anche il pubblico meno curioso. È chiaro, però, che è innanzitutto il valore storico a rendere interessante questa rassegna espositiva, prima vera e propria monografica dedicata a Favretto. Non mancano opere di altri artisti a corredare il percorso, utili per mettere meglio a fuoco il contesto di un’arte accademica ormai perduta. Giacomo Favretto si ricorda come il re incontrastato della pittura veneziana à la mode: la sua fama di virtuoso della tecnica e del colore l’ha portato ad essere considerato il continuatore della tradizione che va da Tiziano a Tiepolo. Risulta quasi ironico constatare come il suo nome, tanto celebrato in vita, durante il secolo scorso si sia inabissato lentamente nell’oblio. Il gusto della visita risiede proprio nella riscoperta di questa realtà impolverata, quasi difficile da immaginare: gran parte delle tele esposte sono evocative istantanee di vita quotidiana, dal celebre “Sorcio”, a “Musica in famiglia”, passando per quello che sembra essere il vero capolavoro presente in mostra, “Dopo il bagno”, squisita scena di intimismo domestico, venata di una sottile sensualità inedita in Favretto. Altra opera da segnalare è “Vandali. Poveri antichi!”, attraverso la quale l’autore si fa portavoce di una polemica verso i grossolani restauri delle pitture, soprattutto settecentesche, che si eseguivano in quegli anni. Proprio il recupero nostalgico del ‘700 caratterizza alcune delle altre opere, in cui giovani dame si lasciano corteggiare con languore in ambientazioni e abiti rococò: a tal proposito occorre ricordare che tra gli anni ’60 e i ’70 dell’Ottocento, anche se in un contesto diverso, la scuderia Goupil di Parigi si arricchiva con le tele di Mariano Fortuny, ambientate in un fastoso Settecento (vedi “La Vicaria”).
La vista dei quadri è allietata da un leggero sottofondo di musica classica, tra cui il Debussy dei chiari di luna, e dall’allestimento ancora una volta misurato e gradevole. È lo stesso Paolo Serafini, curatore della mostra, a parlare di Favretto nei commenti dell’audioguida: seppure un po’ costosa come anche il biglietto d’ingresso, essa è consigliata a chi volesse inquadrare più facilmente la figura dell’artista qui nuovamente celebrato. È una vera e propria celebrazione, infatti, quella che viene fatta fino all’11 luglio al Chiostro del Bramante, attraverso una mostra che, ancora una volta dopo più di un secolo, torna a far parlare di Favretto e gli restituisce il meritato posto nella memoria della storia dell’arte contemporanea.
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Orari
MARTEDì – DOMENICA 10.00-20.00
LUNEDì chiuso
(La biglietteria chiude un’ora prima
Prezzi
Ridotto il martedì per tutti €7,50
Intero €10,00
Ragazzi (dai 14 ai 18 anni ) € 7,50
Bambini (dai 4 ai 13 anni) € 4,50
Gruppi (min.15 max 25 persone) durante la settimana € 7,50 durante il fine settimana € 9,00
Scuole € 4,50
* Per i gruppi e le scuole la prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata mediante bonifico bancario entro 8 giorni dalla data della prenotazione.
Tariffe gruppi
Prenotazione € 20,00
Visita guidata gruppi € 70,00
Visita guidata scuole € 50,00
* è escluso il costo del biglietto
Disabile ridotto € 7,50
- con accompagno gratuito
- con accompagnatore € 7,50
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Bellissima recensione, come al solito, quando c’è la passione la bravura nella recensione viene da sola.