Il razzismo e i fenomeni ad esso riconducibili sono tutt’altro che scomparsi dalla nostra società ed anzi spesso riemergono come specchi di un disagio sociale e di problematiche collettive da non sottovalutare. Il calcio non è immune a questa tendenza e, in particolare, le degenerazioni del tifo ultrà sono spesso il focolare di pulsioni razziste che inquinano il tradizionale universo delle rivalità sportive. Ma si tratta davvero di razzismo? O forse siamo di fronte a manifestazioni volgari del tifo più becero che veste l’abito razzista, ignorando cosa sia il vero odio razziale, solo per sentirsi più forte? Il caso di Mario Balotelli è un chiaro esempio di questa realtà.
È senza dubbio il giocatore più discusso del momento, il talento più promettente del calcio italiano, capace di colpi d’alta classe e, allo stesso tempo, di atteggiamenti irrispettosi e provocatori. Potenzialità fuori del comune unite all’arroganza di un ragazzo che, appagato dai soldi e dal successo, si sente già troppo importante, indispensabile ed indiscutibile. Il suo carattere prepotente ed aizzatore attira, come pochi altri, l’antipatia dei tifosi avversari e, ultimamente, anche quella degli stessi interisti. Se a tutto ciò aggiungiamo anche il colore della pelle di questo ventenne italianissimo, ecco spiegato perché Balotelli sia stato bersaglio di cori razzisti durante alcune partite.
Le origini ghanesi del calciatore lo rendono, agli occhi di alcuni supporter non nerazzurri, un “diverso” non solo per la maglia che indossa ma anche per i tratti somatici non italiani. Si crea perciò una situazione in cui il razzismo si mescola all’odio sportivo, riducendo ad un confine molto labile la differenza fra chi è coscientemente razzista e chi invece utilizza insulti razzisti solo perché lo ritiene il modo più efficace di attaccare il giocatore della squadra rivale.
Senza voler ovviamente giustificare nessuna delle due categorie, è evidente come i periodi in cui Balotelli è stato maggiormente preso di mira hanno coinciso con i momenti in cui il giocatore ha fornito le peggiori esibizioni del suo difficile carattere. Inoltre, non è un caso che i gruppi ad averlo bersagliato più di tutti appartenessero alla tifoseria della Juventus, acerrima rivale dell’Inter. Questi elementi inducono a credere che i cori siano da ricondurre prevalentemente alla seconda delle tipologie sopra citate. Sarebbe quindi il provocatore e giocatore avversario ad essere attaccato più che il Balotelli “nero”. Non sembra essere della stessa opinione certa informazione che, forse per superficialità ed eccesso di buonismo, tende troppo spesso a trattare il caso Balotelli come un episodio di razzismo.
È chiaro che, qualunque sia la causa di questi episodi, bisogna evitare che si ripetano. L’antipatia verso un calciatore di una squadra rivale, per quanto sia più o meno meritata, non può assolutamente giustificare il ricorso all’insulto razzista. Allo stesso tempo, però, ci si deve augurare che il giornalismo sportivo, nell’affrontare simili fenomeni, sappia andare oltre le maschere del perbenismo ipocrita e sia in grado di analizzare i problemi in tutta la loro complessità, evitando semplificazioni facili e superficiali. Infine, l’intero movimento calcistico italiano, tifosi ed appassionati inclusi, dovrebbe sperare che Balotelli, oltre che coi piedi, diventi un campione anche mentalmente. Solo così, infatti, potrà affermarsi come una delle nuove leve di cui la nostra Nazionale ha disperato bisogno.
Io credo che l’insulto razzista nei confronti di questo calciatore, come ha detto Alessandro De Vecchi, sia più un alibi che un voluto intento di offendere un giocatore di colore.
Palese il modo irritante e irriverente con cui si rivolge non solo agli avversari ma anche ai suoi compagni.
Vorrei ricordare un episodio: nella partita contro la Roma giocata a S.Siro l’anno scorso si procurò un rigore (clamorosa simulazione) e lo realizzò.
Come gesto di esultanza mostro la linguaccia verso il settore dei tifosi della Roma presenti allo stadio meneghino.
Questo è l’uomo, non il calciatore.
D’accordissimo con il De Vecchi: gli insulti a Balotelli,nella maggior parte dei casi, non sono di stampo razzista,ma cosi’ vogliono farci credere,soprattutto per una questione di buonismo. Questo secondo me puo’ influire anche sulla crescita mentale del giocatore,in quanto ogni suo gesto sbagliato viene mascherato e anche difeso, visto che chiunque attacca il giocatore viene poi giudicato un razzista: non ultimo Francesco Totti…
Quoto in toto il discorso sostenuto sia dall’ autore dell’articolo ,che da Valerio e Luca.Secondo me se un certo tipo d’ informazione tende subito ad additare certe manifestazioni ,non solo alcune realmente definibili razziste, ma anche altre che non hanno nulla di razzista,come tali ciò è causa del timore di sembrarlo a loro volta.Mi spiego meglio:è come se ,per evitare che la società possa venir definita come xenofoba ,si condanni ogni azione offensiva,aggressiva etc ai danni di uno straniero,come per tutelarsi.L’effetto però è quello opposto,un esasperazione della situazione la situazione.
P.s.Scusate l’italiano contorto ,spero che si riesca a comprendere il mio pensiero.
Infatti caro Luca lo squallido tentativo della murena/procuratore di Balotelli di far passare Totti per razzista è andato a vuoto.
L’episodio del rigore a San Siro, durante la scorsa stagione, è solo uno degli esempi di quegli atteggiamenti provocatori che hanno reso il giocatore così antipatico a tanti giocatori e tifosi avversari.
D’accordo anche con Luca: se passasse il messaggio che ogni attacco a Balotelli sia causato dal razzismo, non solo si darebbe un’interpretazione troppo superficiale del problema ma, come dici tu, Balotelli potrebbe sentirsi in qualche modo giustificato per i suoi comportamenti sbagliati. Anche il calcio di Totti è stato un gesto da condannare assolutamente ma accusare il capitano della Roma di essere razzista sarebbe stato assurdo.
Condivido anche il pensiero di Chiara: il fenomeno che hai descritto è proprio un effetto del buonismo e dell’ipocrisia con cui certa informazione tratta queste tematiche, senza così contribuire a migliorare la situazione.
Anche io penso che in quella circostanza sia stato commesso un gesto, sicuramente sbagliato, ai danni del giocatore Balotelli,non della persona,indipendentemente dal colore della pelle e che sia inutile e anche assurdo cercare a tutti i costi di tradurlo in un gesto razzista. dunque sono assolutamente d’accordo con l’autore di questo articolo,che ha centrato in pieno il vero problema di tutta questa spiacevole situazione