Home » Archivio rubriche » Lettere Sportive » Nell’anno in cui Davide ha quasi sconfitto Golia

Nell’anno in cui Davide ha quasi sconfitto Golia

Il calcio non è solo lo sport più popolare del mondo. Il calcio è fonte di emozioni, gioie e dolori per milioni di appassionati in Italia e nel globo. L’annata della Serie A, da poco conclusa, è stata particolarmente intensa per molti italiani, le cui giornate possono letteralmente cambiare colore in base alle fortune o alle disgrazie della propria squadra del cuore. L’overdose calcistica ha lasciato i suoi effetti sia su chi ha potuto esultare, sia su chi è rimasto deluso. Chi teme una crisi d’astinenza può stare tranquillo: i mondiali di Sudafrica sono alle porte, pronti a regalare quasi un altro mese di trepidazioni di fronte ad un rigore non assegnato, ad un colpo di tacco o un goal da fuori area.

La dominatrice della stagione è stata l’Inter di Mourinho, vincitrice del quinto scudetto consecutivo, trionfatrice in Coppa Italia, e finalmente regina d’Europa con pieno merito. La Serie A 2009-2010 non sarà ricordata solo per la tripletta nerazzurra, ma anche per il disastro juventino, la delusione laziale, il ritorno della Sampdoria in Coppa dei Campioni e soprattutto la grande annata della Roma di Ranieri, unica squadra in grado di riaprire e tenere vivo fino all’ultimo un campionato che in inverno sembrava già scritto. L’allenatore testaccino ha preso in mano, dopo due giornate, le ceneri di quella che, per anni, era stata la splendida macchina da gioco di Spalletti e da quell’ottima base è ripartito. Ha saputo fornire nuova linfa vitale ad un gruppo che aveva incantato per anni con la grandezza estetica del proprio calcio, ma che era diventato l’ombra di sé stesso in un’inevitabile decadenza da fine ciclo. Maggiore pragmatismo, grinta, carattere, agonismo e fase difensiva più efficace sono state le parole d’ordine dell’ex tecnico di Valencia, Parma, Chelsea e Juventus. Chissà in quanti, a Torino, si sono mangiati le mani dopo averlo attaccato senza gratitudine per il buon lavoro svolto e dopo un esonero senza dignità. Ranieri si è preso una grandissima rivincita sui suoi ormai ex detrattori ed è stato capace inoltre di rilanciare giocatori che sembravano ormai in declino irreversibile, come Perrotta e Taddei, e di esaltare il rendimento di altri, come Riise, Burdisso e Menez.

Il duello Inter-Roma è stato il filo conduttore del calcio italiano dopo gli scandali del 2006. Quella dei giallorossi è stata la lotta di una società, con pochissime risorse economiche, contro un club il cui presidente può spendere, ad ogni sessione di mercato, decine e decine di milioni di euro. Una sfida, che ha quasi i caratteri del titanismo, di un calcio che combatte arrangiandosi come può ma che, alla fine, non riesce a prevalere contro le super-squadre forgiate dal dio denaro. La Roma ha regalato ai propri tifosi un sogno inimmaginabile, un sogno che si è dissolto di fronte al cinismo della realtà e che forse, in un mondo ideale e con un tocco in più di equità, si sarebbe realizzato. Sfiorare la vittoria non è come ottenerla, ma certe emozioni sono un regalo che solo veri amanti del calcio sanno apprezzare, come si è visto a Fiumicino, con l’accoglienza riservata alla squadra di Ranieri, al rientro dalla partita di Verona, da migliaia di sostenitori. La Roma non avrà vinto, ma ha compiuto un’impresa sportiva che la storia non dimenticherà.

L’elogio dei capitolini non sminuisce, ma semmai esalta il successo di un’Inter troppo forte per non vincere. Mourinho, anche quest’anno, ha fatto parlare di sé dentro e fuori del campo. Il contributo dello “Special One” è stato decisivo per dotare i nerazzurri di quella marcia in più che i milioni spesi da Moratti non erano riusciti a comprare, soprattutto in campo continentale. Senza l’allenatore portoghese, l’Inter non avrebbe eliminato Chelsea e Barcellona e non avrebbe conquistato il trofeo per club più prestigioso al mondo. Mourinho ha sputato sentenze contro il calcio italiano, piatto ricco da cui ha attinto uno stipendio da favola, ed è stato abilissimo nell’adattare le sue doti di provocatore all’ambiente sportivo-giornalistico del nostro paese. Professionalmente è indiscutibile, i successi parlano per lui più della sua lingua tagliente, ma umanamente non lascia un ricordo così limpido. L’abbandono della festa nerazzurra per trattare il suo passaggio al Real Madrid è stato l’apice di un biennio di atteggiamenti molto discutibili. Di fronte a questo gesto, le sue lacrime di commozione, dopo il triplice fischio della finale di Madrid, perdono valore e credibilità.

Lo spettacolo del rettangolo verde non deve però far dimenticare i problemi del calcio italiano che, anche dopo questa stagione, continuano ad essere sotto gli occhi di tutti: stadi dalle strutture obsolete e troppo spesso vuoti, tifo violento, trasferte vietate e problemi d’ordine pubblico nel gestire quelli che dovrebbero essere semplicemente eventi sportivi. In questo panorama poco incoraggiante, colpisce l’inadeguatezza di FIGC e Lega Calcio, incapaci di proporre rimedi validi per i mali del nostro sport nazionale. La conquista della Champions League rilancia indubbiamente il nostro movimento, ma non copre le mancanze gestionali ed organiche. La debolezza organizzativa e dirigenziale del calcio italiano, del resto, non è purtroppo una novità ed il nuovo, recente fallimento per l’assegnazione dei Campionati Europei è una sentenza amara e senza appello. Dopo essere stati battuti, per Euro 2012, da Polonia ed Ucraina, non esattamente due giganti del pallone, il fiasco clamoroso si è ripetuto per Euro 2016, con la scelta della Francia, e ci può anche stare, ma con l’Italia superata perfino dalla Turchia.

La speranza è che i potenti del calcio si decidano, finalmente, ad affrontare i problemi reali con la stessa prontezza con cui sono pronti a chinare il capo di fronte alle esigenze delle pay per view, augurandoci ovviamente che sia possibile incassare i soldi dei diritti televisivi senza sacrificare la regolarità delle partite nel gioco degli anticipi e posticipi.

Passaparola:

3 Risposte: a Nell’anno in cui Davide ha quasi sconfitto Golia

  1. Valerio Chiocchio Valerio Chiocchio says:

    Bravo Alessandro e complimenti ai protagonisti della Serie A, un torneo che ha visto moltissime squadre per protagonista nel bene (inter, Roma, Sampdoria) e nel male (Juventus, Lazio).
    Due parole su Mourinho: ottimo comunicatore e motivatore, stop.
    Ora che andrà al Real Madrid dubito che i giocatori dell’Inter siano in grado di disputare un annata paragonabile a quella appena trascorsa.
    Il loro cammino è stato irripetibile, ma il campionato è stato vinto dall’Inter con poco merito e sportività a mio avviso, “e il modo ancor m’offende”: mentre hanno dimostrato di essere i più forti in Europa questo non è valso per il campionato italiano.
    @ Alessandro: ancora complimenti per l’articolo, ma la foto di Milito e Totti accoppiati sarebbe stata davvero bella inserita all’interno dell’articolo!

  2. Alessandro De Vecchi Alessandro De Vecchi says:

    Sì hai ragione, ci sarebbe stata bene anche all’interno dell’articolo ma ho pensato di usarla come immagine da mettere nella home page per dare l’idea della “grande sfida” in una sola foto.
    Grazie per i complimenti. Per me Mourinho è anche un ottimo allenatore, oltre che provocatore e comunicatore, e penso anche io che l’Inter perda molto con il suo passaggio al Real Madrid. Ciò nonostante i nerazzurri resteranno comunque una squadra fortissima e quasi imbattibile in campionato. Avranno ancora molti più soldi degli altri per rinforzarsi sul mercato e se poi dovessero ingaggiare, come sembra, Benitez come nuovo allenatore allora potrebbero ridire la loro anche in Europa. Lo spagnolo ha poco da invidiare allo “Special One” come talento e palmares, ed umanamente sembra una persona decisamente più degna di stima.

  3. Valerio Chiocchio Valerio Chiocchio says:

    Mah, considera che probabilmente diversi interisti cambieranno aria.
    Secondo me l’era Inter è finita e il concorrente più fresco l’anno prossimo sarà la Juventus.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>