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Verso i nuovi Dipartimenti di Lettere e filosofia

Le tappe della “riforma Frati” dei Dipartimenti della Sapienza con sguardo sulla facoltà di Lettere e filosofia

La cosiddetta riforma Gelmini dell’università, ancora in discussione nelle aule parlamentari, ha sollecitato un processo di riforma interno alla Sapienza. “Si è convenuto sulla necessità ed opportunità per la Sapienza di proporre ed attuare, con l’autorevolezza dall’essere il principale Ateneo del Paese, una riforma della propria organizzazione attivando una fase di revisione dello Statuto”- così leggiamo nel verbale del Senato accademico del 26 gennaio 2010.
Se la dichiarata necessità, in virtù di una presunta autorevolezza dell’Ateneo, non vi convince del tutto, vi invito a leggere l’articolo La testa di Medusa di L. Di Iorio per un approfondimento sulle cause di tale decisione.

Provo qui a delineare i momenti e le modalità del processo di riorganizzazione dei Dipartimenti concentrando l’attenzione sulla facoltà di Lettere e filosofia e sul caso del Dipartimento di Filologia greca e latina.
Le delibere del Senato accademico del 26 gennaio 2010 contengono i seguenti principi fondamentali per l’organizzazione dei nuovi Dipartimenti:

<<- limiti dimensionali precisati in misura pari a 55, aumentabili a 60 se assunti come indicatore medio di macroarea o di Facoltà, con il limite, in questa fase, abbassato a 45;

-  stesso settore scientifico-disciplinare e settori affini;

- aggregazione strutturale con integrazione di settori scientifico-disciplinari anche funzionale ai percorsi formativi.>>

Tra queste righe di burocratese si può leggere, accanto al criterio di omogeneità dei settori scientifico-disciplinari, una certa elasticità della componente numerica di docenti e ricercatori nei Dipartimenti con limite minimo fissato a 45.

Attualmente l’attività di didattica e ricerca della facoltà di Lettere e filosofia si articola in 12 Dipartimenti. Si tratta dei Dipartimenti di: “Filologia greca e latina”, “Italianistica e spettacolo”, “Lingue, letterature e culture moderne”, AGEMUS acronimo di “Scienze dei segni, degli spazi e delle culture”, “Scienze storiche, archeologiche e antropologiche dell’antichità”, “Storia dell’arte”, “Storia moderna e contemporanea”, “Studi europei e interculturali”, “Studi filologici, linguistici e letterari”, “Studi orientali”, “Studi storico-religiosi” e “Studi sulle società e le culture del medioevo”. Alcuni di questi dipartimenti sono il frutto di aggregazioni avvenute in anni recenti; un esempio su tutti: il dipartimento AGEMUS è nato nel 2007 dalla fusione dei Dipartimenti di Studi glottoantropologici, Musicologia e Geografia umana.

L’altra tappa decisiva di questo processo è il Senato accademico del 23 marzo 2010, in cui vengono sanciti i nuovi Dipartimenti, con proroga al 30 giugno della scadenza per la definizione degli assetti dipartimentali.
Assistiamo così all’accelerazione di un processo già esistente, che porterà alla definizione dei seguenti Dipartimenti: “Storia dell’arte e dello spettacolo”, “Scienze dell’antichità”, “Storia, Culture, Religioni”, “Istituto Italiano di Studi Orientali – ISO”; “Studi europei, americani e interculturali”; “Italianistica e Spettacolo”; “Scienze documentarie, linguistico-filologiche e geografiche”; con la proposta di un Centro interdipartimentale di “Studi filologici”.

Il passaggio ai nuovi Dipartimenti può avvenire in pratica secondo due modalità: fusione degli attuali Dipartimenti o cancellazione dell’esistente e libera scelta di afferenza ad un nuovo Dipartimento da parte dei singoli docenti e ricercatori.

Questo comporta inevitabilmente la fine di Dipartimenti anche dalla lunga storia; è il caso del Dipartimento di Filologia greca e latina, che, composto da 39 docenti e ricercatori, è al di sotto della soglia minima per costituirsi come nuovo dipartimento. Dinanzi a questo ostacolo, forse insormontabile, per la sopravvivenza del dipartimento, si pone un bivio rappresentato da due proposte di nuove costituzioni dipartimentali da parte del Dipartimento di “Italianistica e spettacolo” e da parte del Dipartimento di “Scienze storiche, archeologiche e antropologiche dell’antichità”.
Benché nel verbale del consiglio di dipartimento del 15 marzo venga professata una vocazione maggioritaria nella direzione di un nuovo Dipartimento dedicato al mondo antico nella sua accezione più estesa, alcuni docenti optano per il progetto avanzato dal dipartimento di Italianistica e spettacolo. Ecco dunque lo smembramento del Dipartimento in virtù delle scelte dei singoli docenti.
In considerazione della delicatezza di questo momento costitutivo, appare doveroso appellarsi al buonsenso dei protagonisti del riassetto, cioè i professori, affinché la futura organizzazione sia oggi determinata da criteri trasparenti ed esclusivamente in funzione del bene degli studenti e della ricerca.

Un’ultima precisazione in merito alla didattica; essendo quest’ultima affidata alle Facoltà e ai Corsi di laurea, non dovrebbe subire sconvolgimenti anche perché è stata già presentata la programmazione per il prossimo triennio secondo la normativa 270 e secondo i percorsi previsti anche nel corrente anno accademico.

Passaparola:

5 Risposte: a Verso i nuovi Dipartimenti di Lettere e filosofia

  1. Mario says:

    Ottimo pezzo, finalmente un po’ di chiarezza su tutto questo casino. Curioso il concetto di “scienze documentarie”: nuovi Piero Angela?

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