Oggi abbiamo ricevuto questa mail dal personale TAB (Tecnico – Amministrativo – Bibliotecario) appartenente alla biblioteca dell’ex Dipartimento di Filologia Greca e Latina. L’argomento, di cui avevamo già trattato, riguarda non solo gli studenti del suddetto ex Dipartimento, ma molti altri studenti (Dipartimenti dell’area di italianistica e di letteratura, musica e spettacolo, del settore archeologico e della storia dell’arte) che ora si ritroveranno insieme a loro nei nuovi mega-dipartimenti della Facoltà. Il problema, esemplificato da questa ingarbugliata situazione, riguarda l’utilizzo e la gestione delle biblioteche di cui usufruiranno la maggior parte degli studenti di questa Facoltà nei prossimi anni. Ecco la lettera:
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“Il Dipartimento di Filologia greca e latina, a partire dal 1 luglio 2010, chiude i battenti, in applicazione D.R. n. 329 del 30.04.2010.
Il Dipartimento si è trovato, in tempi brevissimi, a dover scegliere a quale altra struttura aggregarsi. Tale scelta ha diviso i docenti tra coloro che hanno optato per Scienze dell’antichità e coloro che hanno invece scelto di unirsi al nuovo Dipartimento di Studi greco-latini, italiani e scenico-musicali.
Sin quasi alla fine di maggio, la questione della biblioteca sembrava restar fuori dalla discussione sulle nuove scelte dipartimentali, in vista dell’attuazione del progetto del Sistema Bibliotecario d’Ateneo, che dovrebbe portare ad una riorganizzazione razionale delle biblioteche sulla base di accorpamenti per aree disciplinari, svincolandole dai Dipartimenti e dotandole di autonomia finanziaria. Malgrado questa fosse la posizione ufficiale delle Autorità accademiche fino al 27 maggio, in quella data arrivava in Dipartimento la circolare n. 0029476 del 24/05/2010, a firma del Direttore amministrativo della Sapienza, che disponeva l’obbligo di opzione al personale TAB per uno dei Dipartimenti suddetti, entro e non oltre il 31/5/2010.
Vista l’incongruenza di questa richiesta con quanto precedentemente comunicato rispetto al problema della riorganizzazione delle biblioteche e della posizione dei bibliotecari all’interno delle medesime, abbiamo ritenuto necessario rivolgerci alle autorità competenti (Rettore, Direttore amministrativo, Presidi delle Facoltà, Direttore dell’attuale Dipartimento e Presidente della commissione biblioteca) tramite e-mail; con questa rendevamo palese il nostro smarrimento di fronte all’inaspettata nuova situazione e chiedevamo spiegazioni su cosa avrebbe comportato la nostra opzione in un senso o nell’altro, sottolineando che il nostro primo intendimento sarebbe stato quello di non optare. Sottolineavamo inoltre la nostra difficoltà nell’effettuare una scelta, data la mancanza di informazioni sul destino della biblioteca, ribadendo il nostro desiderio di continuare ad operare nella biblioteca stessa. Le autorità non hanno ritenuto opportuno risponderci, eccezion fatta per la prof.ssa Passalacqua, nel suo ruolo di Direttrice del Dipartimento, la quale esprimeva solidarietà e tentava di metterci in contatto con l’ufficio competente in materia (mattina del 31 maggio). Esprimeva tra l’altro solidarietà e ci ringraziava il Presidente della commissione biblioteca prof.ssa Sacconi. Non siamo riusciti a comunicare con la dirigente dell’ufficio in questione, la quale ha però fatto sapere al Segretario amministrativo del Dipartimento che l’opzione era considerata obbligatoria da parte di tutto il personale e che, in caso di mancata opzione, l’amministrazione centrale si sarebbe sentita in diritto di poterci assegnare a qualunque struttura dell’Università. Allarmati, dopo breve consultazione tra di noi, per una serie di motivi su cui non è il caso di soffermarci, decidevamo tutti e tre concordemente di aderire all’opzione Studi greco-latini, italiani e scenico-musicali, ribadendo che non era una scelta contro qualcuno ma semplicemente di tutela personale.
Nel successivo Consiglio di Dipartimento (7 giugno), dove la questione biblioteca era presentata come cruciale all’interno della riorganizzazione degli spazi e dei locali del Dipartimento uscente, apprendevamo, per bocca del Preside di Scienze Umanistiche, che la biblioteca sarebbe passata totalmente (libri e personale) al Dipartimento a cui avesse aderito la maggioranza del personale docente. Curioso il fatto che in una discussione che ci riguardava personalmente, nessuno si rivolgesse a noi – se non proprio per coinvolgerci nelle decisioni, almeno come interlocutori interessati – e che solo un docente abbia fatto riferimento ai bibliotecari come soggetti e non come oggetti della trattativa. Il 7 giugno, dall’esito del Consiglio del Dipartimento, potevamo quindi evincere che della nostra opzione, richiesta come essenziale, non si sarebbe tenuto alcun conto: in quel momento la biblioteca sembrava assegnata, con due voti di scarto, al nuovo Dipartimento di Scienze dell’antichità. La mattina dell’8 giugno ci attendeva, invece, una circolare a firma del Rettore nella quale veniva testualmente detto: “Nelle more di un generale riordino del sistema bibliotecario… le attuali biblioteche dovranno… essere prese totalmente in carico dal Dipartimento nel quale affluisce la maggior quota del personale docente e tecnico-amministrativo del Dipartimento di origine”, circolare in linea, peraltro, con l’obbligo di opzione richiesto a tutto il personale del Dipartimento e che sanciva il passaggio della biblioteca al Dipartimento di Studi greco-latini, italiani e scenico-musicali. Non erano trascorse 24 ore e arrivava in Dipartimento dalla ripartizione V, che si occupa del personale, una e-mail che così si esprimeva: “su espressa indicazione del Rettore, si segnala che per mero errore materiale nella circolare emanata a sua firma… è stato richiamato impropriamente il personale tecnico amministrativo” e che dunque “ le attuali biblioteche dovranno… essere prese totalmente in carico dal Dipartimento nel quale affluisce la maggior quota del personale docente del Dipartimento di origine”. E biblioteche e bibliotecari tornano “di proprietà” di Scienze dell’Antichità.
La conclusione della vicenda è amara, per motivi che nulla hanno a che vedere con la destinazione della biblioteca a questo o a quel Dipartimento, questione dalla quale ci saremmo volentieri, a monte, svincolati, ma perché da tutto ciò si evince l’improvvisazione con cui l’Amministrazione Centrale ha curato la vicenda e la scarsa considerazione dei sottoscritti come soggetti pensanti. Ci sembra infine alquanto opinabile che il destino di una delle biblioteche storicamente di maggior rilievo della Facoltà venga deciso su basi meramente numeriche, senza tener conto di quali siano le problematiche reali di una struttura di questo tipo, trasformando il tutto in un balletto farsesco e non curandosi di coloro che quotidianamente vi lavorano.”
Walter Mazzotta
Alberto Rizzo
Laura Zadra
Leggo solo ora, pur essendo ben a conoscenza della triste vicenda. Ricordando con piacere gli anni trascorsi con voi in biblioteca nel corso dei miei studi non posso che esprimervi tutta la mia solidarietà e il mio affetto e dirvi grazie per il lavoro che sempre avete svolto – e continuate a svolgere tra mille difficoltà – con una competenza mai disgiunta dalla più autentica umanità