L’eventuale blocco degli esami oggi ha avuto il suo primo effetto. Alle ore 15:30, l’Aula I della Facoltà di Lettere e Filosofia era piena in ogni ordine di posto a sedere, senza contare gli studenti che si sono accalcati sugli usci e le oltre 650 connessioni sul nostro sito per la diretta streaming.
L’assemblea straordinaria di oggi ha visto studenti e professori gettare le carte in tavola, a viso aperto e senza differenze di status, per raggiungere un accordo comune che salvi i diritti dei docenti, oggi, e degli studenti, domani.
Dopo essersi tolto la cravatta, per il caldo o per eliminare quella barriera tra studenti e professori, il Preside Piperno dà il via alle danze: introduce l’assemblea motivando il blocco degli esami e smentendo l’idea di una vacanza anticipata dei docenti, annuncia che la decisione definitiva verrà presa venerdì mattina nel CdF nel quale esporrà anche i punti di comune accordo presi nell’assemblea odierna. Gli studenti assiepati in aula non si lasciano sopraffare dal caldo e, tra gli sventolii di giornali e libri, le reazioni della folla non tardano ad arrivare: applausi quando si dice sicuro che gli studenti non si siano lamentati della decisione blocco-esami solo per interessi personali, ma soprattutto per la salvaguardia della pubblica istruzione. Il Ddl Gelmini e la finanziaria di Tremonti sono al centro del dibattito, non si tratta più di una sortita offensiva dei professori a discapito degli studenti, ma di trovare forme di protesta comuni e che soprattutto giungano ai piani alti.
Dopo la conclusione del Preside e la lettura del documento stilato al termine dell’assemblea del 24 giugno, si apre la giostra degli interventi: studenti e professori si danno il cambio in una serie di idee per la protesta; passano, tra gli applausi, proposte di svolgere gli esami a Montecitorio o durante le diverse manifestazioni dell’Estate Romana: il filo comune è quello di sollevare un polverone, tale da far interessare i media a quello che succede all’interno delle Università (oggi erano presenti rappresentati di un emittente locale). Altro punto cruciale è il coinvolgimento delle altre Facoltà della Sapienza, se non quello delle Università pubbliche italiane (a fine assemblea è arrivato un comunicato nel quale si informava che l’ateneo di Salerno ha indetto il blocco degli esami); altre forme di protesta emerse durante il dibattito sono state l’occupazione del Colosseo o l’invito del prof. Bragantini al ministro Mariastella Gelmini ad un faccia a faccia con gli studenti “Invitiamo in un’ assemblea come questa il Rettore e la Gelmini. Voglio vederla dire, senza arrossire in faccia, che lei è per il merito” (ndr riferimento al suo passato poco glorioso in politica): gli applausi si fanno scroscianti, la standing ovation sarebbe d’obbligo.
Gli interventi dei docenti sono stati in gran parte a favore del blocco degli esami in diverse forme quali l’astensione completa o il suo rinvio a discapito del sole di agosto.
Si è parlato anche di un blocco dell’anno accademico venturo, idea rimasta sospesa, ma poco attuabile in quanto l’imminente passaggio del Ddl Gelmini porrebbe fine alle agonie della scuola italiana prima di Ottobre. L’assemblea si è sciolta con la convocazione in Aula VI per redigere il verbale dell’assemblea con le proposte per il CdF del 2 luglio.
I professori hanno lanciato la provocazione e gli studenti l’hanno raccolta con enfasi: come in fasi storiche cruciali che questa nazione ha passato, il corpo docente e quello studentesco sono accumunati dalla rabbia e dall’indignazione per quello che il governo italiano minaccia di fare all’istruzione pubblica; ora dalle parole bisogna passare ai fatti: aspettiamo e confidiamo nei professori per il Consiglio di Facoltà di venerdì, ma nel frattempo bisogna rimanere focalizzati sui problemi che l’Università sta passando e anche se il blocco degli esami verrà confermato, le vacanze quest’anno dovranno comunque iniziare in ritardo.


E’ una vergogna, per fortuna abbiamo ancora ragazzi in gamba… ma per quanto tempo resteranno ancora a contrastare questa ” metastasi ” che si chiama governo?
Complimenti per l’articolo, ben descritto.
Ok Ok….
E alzando questo polverone cosa vogliamo ottenere?
Intento nobilissimo, difenfere l’istruzione, il diritto allo studio, l’integrità degli insegnamenti, il mantenimento di spazi e strutture indispensabili perchè le cose possano andare avanti in maniera decente. Il problema scoglioso è nel fatto che il governo, i poteri che abbiamo davanti,e che la maggior parte dei nostri concittadini ha eletto, non trarrebbero che vantaggi dal blocco accademico di un anno. Ricordiamoci che per lo Stato, uno stato che corre a far tagli ovunque per mantenere i privilegi dei grandi speculatori, l’Università non è poi una grande entrata. Anzi, se gli sospendessero i servizi per un anno avrebbe una scusa in più per sputarci addosso. Il blocco degi esami invece interesserebbe alla Gelmini meno della morte di Tarricone! L
e lezioni all’aperto, o gli esami?…Iniziative di presenza e civiltà veramente mirabili, ma quanto durerebbero?
Io ricordo la protesta di due anni fa. Ero entusiasta, come tutti del resto, della fiumana di persone accorrenti ogni giorno, della miriade di iniziative, della congiuntura fra noi universitari e i ragazzi delle scuole. Ma ricordo anche la stanchezza sopraggiunta poco tempo dopo, il flusso militante che si affievoliva, i ragazzini che prendevano le botte dai fascisti a Piazza Navona mentre “quelli dell’Università” ancora dormivano nelle aule occupate, una strategia che a lungo andare ha escluso dalla protesta l’interesse della massa studentesca, sempre più sfiduciata da una stasi prolungata, generata soprattutto dalla BURATTINATA DELLA PROTESTA SENZA CAPI!!! Dico questo perchè in quel periodo i personaggi che organizzavano la protesta sembravano uno specchio in fronte alla infida e decadente dea della politica italiana, ne riflettevano la retorica suadente rovesciandola opportunamente in un’idea utopistica e superata dell’Università come “culla di una cultura superiore e universale” che invece le morta da tempo, fin dal 3+2 ecc…, non adeguandosi, per finalità ovviamente pratiche, ad una situazone ben diversa, quella di un Università che invece avrebbe proprio bisogno di recuperare quello stato di capacità e competenza,specialistica e genrale, che ormai ha perduto. Perchè non si può andare sotto a Montecitorio (come è accaduto) e vedere che l’attività più incisiva dei manifestanti è passarsi le canne sotto al parlamento!!! Non si può discriminare ogni azione concreta e incisiva in nome di quella vaga idea di democrazia con la quale hanno imbrigliato la nostra forza vitale. E soprattutto, UNA PROTESTA SI CONDUCE O IN MANIERA “TOTALMENTE LIBERA” O CON DEI CAPI “PALESI E MANIFESTI”, CHE NON SI FACCIANO SENTIRE DECIDENDO L’ORDINE DEL GIORNO DELL’ASSEMBLEA E DELLA PROTESTA, NASCONDENDOSI POI NELLA FOLLA PER RIAPPARIRE CON IL MEGAFONO E DIRE “CHE LA PROTESTA è LIBERA E DI TUTTI” MENTRE LORO IN REALTà DECIDONO AZIONE, STRATEGIA E MODALITà DEL MOVIMENTO. sI DISCOSTINO DALLA CONSUETUDINE DECADENTE ITALIANA. SE HANNO QUEST’ANSIA DI COMANDARE, DI IMPORRE (NEL BENE O NEL MALE) LA LORO IDEA, LA LORO VISIONE, SE NE PRENDANO LA RESPONSABILITà, GUIDINO, PUR ASCOLTANDO TUTTI, IL MOVIMENTO PONENDO LA LORO FACCIA COME REFERENTE, FUGGANO LA CONFUSIONE, LA DEMOTIVAZIONE, L’INCERTEZZA, LA SMETTANO DI PORSI AL CROCEVIA FRA L’HIPPY, IL POLITICO E IL GENETRALE D’ARMATA. Qualcuno potrà obbiettare e rispondermi: Perchè non lo fai tu? Risposta : perchè non ho mai manifestato questa aspirazione. Perchè? MI piace rispettare il ruolo che mi sento addosso, di fronte a me stesso e agli altri. Mi sento partecipe per comune interesse, non per passione politica. Ma, riguardo a quest’ultima parola, so per certo che, nel recinto di una legalità moralmente imposta, o si salta lo steccato correndo tutti i rischi che ne conseguono, o altrimenti è meglio restare zitti a brucare l’erba!
Correzione….
Riga 4….non il governo, saremmo noi ovviamente a non trarre vantaggio dal blocco degli esami o dell’anno accademico in generale….sorry!
30 giugno 2010
Assemblea del consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia.
Oggi hanno confermato il blocco degli esami fino al 10 luglio, per la protesta partita dai
docenti al ddl Gelmini.
Sono passata a sentire l’assemblea rimanendo fino alla fine ma mi sembra che gli studenti siano divisi e forse anche i professori. Di professori infatti non ne ho poi visti tanti.
Delusa e amareggiata dal comportamento allo sbando e miope del governo, mi faccio però qui portavoce della delusione e dell’amarezza di tanti miei colleghi studenti/esse in particolare del corso di Scienze della moda e del costume.
Questo corso ha moltissimi iscritti e non credo si possa considerare poco rilevante sia dal punto di vista culturale che da quello economico, se non altro per il ruolo trainante che ha avuto il settore moda in Italia.
Io credo che al di là di un’attitudine più estetica che politica insita in questo tipo di studi, gli studenti non riescano ad aderire unitariamente alla protesta partita dai docenti, per la poca credibilità che si riscontra in molti di questi e nell’offerta didattica in generale, sia dal punto di vista dei contenuti che dell’organizzazione.
Dispiace per quei docenti che in buona fede ed impegnati hanno aderito al blocco degli esami.
Ma sembra che una certa mentalità, direi mafiosa, si sia ormai infiltrata nell’atteggiamento e nel comportamento di molti docenti e degli studenti stessi che si sono ormai adattati ad un’offerta didattica inadeguata, spesso improvvisata e poco organica e non sufficientemente aggiornata.
Docenti più competenti e preparati sembrano poi spesso sfuggenti e poco disponibili, quando non in via di estinzione.
Con la complicità di docenti e la compiacenza di studenti sempre più cinici e rassegnati, la disorganizzazione è all’ordine del giorno e quella poca organizzazione che c’è è tutta affidata all’ iniziativa personale di pochi che si ritrovano poi sfiancati e frustrati. Prova ne è che spesso cambia il presidente del corso, il quale probabilmente non regge e non sa gestire lo sconquasso generale. Gli studenti che cercano un riferimento possono così avere la sorpresa di non trovarlo più negli orari di ricevimento, senza che nei siti ufficiali nessuno si sia premurato di darne avviso aggiornandoli.
Osservando tanto spreco e tanta trascuratezza e menefreghismo all’interno dell’università stessa, non si sa quindi a chi rivolgere la protesta.
Io penso che gli studenti, come chiunque abbia a cuore il proprio e l’altrui futuro e non voglia però buttare via il suo tempo, sarebbero disposti ad affrontare anche ulteriori sacrifici se ci fosse un progetto serio in cui investire e non un sistema marcio da alimentare.
Quindi secondo me bisognerebbe, mentre ci si unisce nella protesta verso l’esterno, cominciare a ristrutturare i corsi anche dall’interno per poter essere più precisi, concreti e incisivi nella proposta e nella protesta.
Wow,che bell’articolo,ben scritto,onesto,imparziale e completo.Finalmente un ARTICOLO di giornale,e non una riflessione personale e pretensiosa in un progetto(il giornale,appunto) che,a mio giudizio di lettrice,parte come ottima e brillante,ma si perde negli sproloqui di “giornalisti”,evidentemente poco avvezzi al giornalismo(o un pò chiusi mentalmente!!!!)! Grazie.
Abbiamo capito che la volontà del governo è quella di sfinire le risorse dell’istruzione pubblica per dirigerle verso corsi privati, che nel “guarda caso” ad esempio della moda sono costosissimi ed esclusivi?
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