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Esami sospesi e studenti indecisi

Ingresso della Facoltà di Lettere e Filosofia

Si è tenuto oggi il Consiglio di Facoltà dove, ad ampia maggioranza (solo 16 contrari e 10 astenuti), i docenti hanno deciso di interrompere gli esami a partire dal primo giorno di luglio e per tutto il periodo rimanente della sessione estiva. Niente impedimenti già da settembre, a quanto pare.

L’assemblea all’unanimità ha stabilito di procedere ad una qualche forma di protesta contro il DDL Gelmini e, soprattutto, contro il tremendo taglio ai fondi per l’Università e per la Ricerca. I problemi, come spesso capita, sono sorti quando si è dovuto deliberare sulle forme di protesta. Le voci di dissenso rispetto alla forma adottata sono state quelle dei professori Zincone, il quale ha parlato di “danni per gli studenti”, e Ferroni, che si è lamentato per il “metodo obsoleto e usurato” della protesta, invocando nuove forme, senza peraltro specificare alcunché o formulare alcuna proposta pratica.

La scopo della protesta è trovare un ampio risalto mediatico, in modo da spingere il governo a far rientrare parte dei tagli, quando verrà discusso (tra non molto) il maxi-emendamento alla finanziaria sanguinaria del Ministro Tremonti. Insomma, come fecero i camionisti bloccando strade e rifornimenti non molto tempo fa, si spera di ottenere qualcosa strillando più delle altre categorie. Il problema, però, è che fermando gli esami per due settimane il grido non sarà proprio un grido da Tarzan.

Alcuni docenti hanno proposto il blocco delle lauree, protesta che avrebbe avuto un risalto maggiore e creato maggiori problemi (se bisogna protestare, tanto vale andare fino in fondo). Come i camionisti bloccarono strade e rifornimenti, i docenti ora dovrebbero bloccare i “rifornimenti” culturali della nazione, bloccando la cerniera di collegamento tra mondo universitario e società civile: la laurea. Ma la paura delle ripercussioni negative sugli studenti ha, di fatto, bloccato ogni ragionamento in merito alla proposta. E proprio di una studentessa è stato il terzo intervento contrario allo stop degli esami.

I tre interventi studenteschi che ho ascoltato mi spingono a riflettere sul loro ruolo all’interno del Consiglio di Facoltà. I docenti, siano essi ricercatori o ordinari, parlano ovviamente per sé stessi, non devono rappresentare nessun altro. Quando parlano a nome di altri (come, ad esempio, un ricercatore che si esprime per conto di un’assemblea della categoria) lo specificano sempre, prima o durante i propri discorsi. I rappresentanti degli studenti invece no: loro sono chiamati, per l’appunto, a rappresentare il corpo studentesco. Sentirli parlare esprimendo opinioni estemporanee risulta davvero frustrante.

Se poi – e spero che da questo spunto di riflessione possa nascere una discussione stimolante – non si esprimono estemporaneamente o motu proprio, è perché hanno predisposto ciò che hanno da dire con i loro gruppi di riferimento: le liste con cui vengono eletti o, se il gruppo si è sciolto o non era bene affiatato, con altri piccolo gruppi di sodali e/o compagni politici. Questa seconda possibilità è ancora peggiore della prima, perché significa che gli atteggiamenti negativi della politica contro cui spesso noi giovani ci scagliamo, cioè la distanza dal sentire comune, la mancanza di consultazione del proprio elettorato quando si debbano prendere decisioni su cui anche il proprio gruppo è diviso, sono presenti in nuce già nel nostro piccolo mondo.

Chi ha partecipato alla vita della rappresentanza studentesca alle scuole superiori sa bene che, accanto alle divisioni politiche, c’è uno spazio di concertazione e di collaborazione tra studenti: si cerca, in qualche modo, di trovare l’accordo sulle questioni o, comunque, se ne discute prima e si cerca di giungere a compromessi che tutelino la categoria. Tutto ciò sembra lontano anni luce: i rappresentanti degli studenti universitari sono monadi.

Pensare ad assemblee di Facoltà in cui discutere le questioni che, poi, andranno a confluire nei Consigli di Facoltà è troppo? Pubblicizzare, in qualche modo, gli argomenti che si tratteranno con i docenti e consegnarli perlomeno ad una pubblica discussione è un’utopia? I docenti discutono a lungo, per i corridoi, gli argomenti all’ordine del giorno, prima di arrivare in Consiglio. Perché noi studenti dobbiamo rimanere indietro e sapere di uno sciopero il giorno stesso in cui viene proclamato? Dove sono, ogni giorno, tutti quei rappresentanti che ci chiedevano un “voto strumentale”?

Passaparola:

58 Risposte: a Esami sospesi e studenti indecisi

  1. chiarad says:

    non sono affatto d’accordo con la decisione presa dai docenti:
    non tutti devono per forza condividere i principi questo modo invece si obbligano gli studenti a seguire le linee politiche della facoltà.Io sarò costretta sperare che la Gelimini cambi la riforma per riprendere a fare gli esami.
    se i professori sono a lettere penso e spero, abbiano scelto questo corso di laurea per passione, perchè si ama la propria materia.
    Molte volte invece mi è capitato di imbattermi in persone acide, poco disponibile e con una sorta di avversione spietata verso gli studenti e le loro richieste (gli stessi che oggi protestano).
    Una vera risposta non è incorciare le braccia e dimostrare ancora una volta ancora, al mondo che siamo sempre in grado solo di spingere per “fare di meno”.
    Facciamo invece vedere quanto amiamo quello che facciamo e quanto siamo disposti a rinunciare e che l’italia senza la cultura umanistica non è nulla. così la fermiamo la cultura..

  2. Eleonora says:

    Sono confusa dalle diverse posizioni prese dai professori, per esperienza almeno alcuni con cui ho avuto rapporto diretto li considero persone che tengono al loro lavoro e agli studenti: mi confonde il fatto che non abbiano per niente una posizione unitaria, alcuni aderiscono a questa forma di protesta mentre altri prendono distanza, eppure mi sembra che abbiano uno stesso tipo di pensiero di fondo. Vedo bene i potenziali danni per noi studenti, se questo blocco mi dovesse costringere a pagare un anno in più di tasse all’università e se magari non potessi permetterlo sarei imbestialita. D’altra parte non ci sono dubbi sui danni di questa riforma e una protesta forte e visibile mi corrisponde.
    Per quello che riguarda la passività studentesca io ancora non so esattamente che funzione abbiano i rappresentanti, e so di non essere la più distratta o passiva fra gli studenti; solo che quando studiavo a tempo pieno ero appena arrivata in università e troppo presa dai meccanismi di studio, ora che lavoro e studio l’affitto a fine mese non lo copro e sinceramente è un problema di massima urgenza. Quindi il 30 cerco di farmi cambiare il turno perché mi sembra importante esserci a questa nuova riunione che spero venga resa ben visibile il più possibile, ma cavolo questo sistema non ci aiuta sotto nessun aspetto….perché ancora non abbiamo uno sportello studentesco al quale presentarci che ci offra a getto continuo lavori saltuari compatibili con lo studio visto che è un servizio che ad esempio in Germania esiste e so sicuramente che negli anni ’70 già esisteva? Perché così essere presenti e attivi anche volendolo è difficile, a me a volte proprio non riesce.

  3. Alessandro says:

    Spero che non si tratti di un modo per andarsene al mare prima. Tutti siamo d’accordo nella necessità di ostacolare la controriforma dell’università. Ma è del tutto irrazzionale penalizzare chi deve studiare, chi deve fare l’esame che gli permeta di ottenere la borsa di studio o chi deve partire per l’Erasmus. E’ inconcepibile. Non ha senso che un Docente sospenda un pubblico servizio a danno dello studente per una protesta nel merito giusta. Occupassero il Rettorato, li si che ci sarebbe da divertirsi, già vedo i titoli: I Professori espropriano il Rettore!
    Voglio essere un pò malizioso: la protesta dei Docenti potrebbe essere motivata dal prossimo accorpamento della facolà e dei dipartimenti, con la relativa perdita di prestigio e posizione per molti Docenti coinvolti! Sarà forse per la poltrona che alcuni scioperano?

  4. Esme says:

    …finalmente qualcuno che sciopera….l’università dorme….noi studenti dormiamo…non abbiamo l’occhio lungo…in questo stato è inutile fare esami tanto pure se prendiamo sta cazzo di laurea non lavoriamo….è possibile che devono scioperare i prof per noi…….cazzo..non ci credo….uniti potremmo dare un capovolgimento serio alla situazione….pensateci!

  5. Elisa says:

    Scusate ragazzi ma qualcuno sa quali sono i professori che non aderiscono???

  6. Veronica says:

    Esme, appoggio completamente! Eleonora, vieni il 30!

  7. Claudia says:

    Premettendo che sono assolutamente d’accordo con la necessità di protestare e sul fatto che noi studenti dormiamo con dice Esme.Purtroppo dissento sui modi,che impediscono prima di tutto la libertà di pensarla diversamente ma che sopratutto non danneggeranno NESSUNO SE NON GLI STUDENTI.Anzi vi dirò di più,questo a molti potrebbe creare seri problemi,con conseguente iscrizione fuori corso,slittamento lauree,e quindi PAGAMENTO TASSE IN PIU’.Non mi sembra che sia un disagio per le casse della Sapienza e dello Stato.
    Manifesterei a spada tratta contro questo scempio di riforma,e sopratutto contro questo vergognoso governo,ma non riesco veramente a capire chi oltre gli studenti verrà danneggiato dal disagio.

  8. feltom says:

    GLI STUDENTI SI LAMENTANO PER IL DANNO CHE I PROFESSORI GLI CAUSANO COL BLOCCO DEGLI ESAMI IN TUTTO IL MESE DI LUGLIO.

    MA SANNO CHE I PROFESSORI PERDONO LO STIPENDIO DI UN INTERO MESE?

    DOVREBBERO DIRE LORO GRAZIE E LOTTARE CON LORO.

    OGNUNO CI DEVE RIMETTERE QUALCOSA NELLA LOTTA.

    CHE COSA E’ IL PAGAMENTO DELL’AFFITO DELLA CASA PER ALCUNI MESI IN PIU’O LA PERDITA ECONOMICA PER ATTIVITA’ DI STUDIO PROGRAMMATE E PAGATE -DA ANNULLARE- A FRONTE DELL’ENORME PERDITA ECONOMICA CHE I PROFESSORI ACCETTANO DI SUBIRE?
    LOTTARE COSTA E I PROFESSORI LO STANNO DIMOSTRANDO RIMETTENDOCI CIFRE ENORMI. CERTAMENTE SUPERIORI AL DANNO CAUSATO AGLI STUDENTI. lA GELMINI NE TENGA CONTO.

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