Si è tenuto oggi il Consiglio di Facoltà dove, ad ampia maggioranza (solo 16 contrari e 10 astenuti), i docenti hanno deciso di interrompere gli esami a partire dal primo giorno di luglio e per tutto il periodo rimanente della sessione estiva. Niente impedimenti già da settembre, a quanto pare.
L’assemblea all’unanimità ha stabilito di procedere ad una qualche forma di protesta contro il DDL Gelmini e, soprattutto, contro il tremendo taglio ai fondi per l’Università e per la Ricerca. I problemi, come spesso capita, sono sorti quando si è dovuto deliberare sulle forme di protesta. Le voci di dissenso rispetto alla forma adottata sono state quelle dei professori Zincone, il quale ha parlato di “danni per gli studenti”, e Ferroni, che si è lamentato per il “metodo obsoleto e usurato” della protesta, invocando nuove forme, senza peraltro specificare alcunché o formulare alcuna proposta pratica.
La scopo della protesta è trovare un ampio risalto mediatico, in modo da spingere il governo a far rientrare parte dei tagli, quando verrà discusso (tra non molto) il maxi-emendamento alla finanziaria sanguinaria del Ministro Tremonti. Insomma, come fecero i camionisti bloccando strade e rifornimenti non molto tempo fa, si spera di ottenere qualcosa strillando più delle altre categorie. Il problema, però, è che fermando gli esami per due settimane il grido non sarà proprio un grido da Tarzan.
Alcuni docenti hanno proposto il blocco delle lauree, protesta che avrebbe avuto un risalto maggiore e creato maggiori problemi (se bisogna protestare, tanto vale andare fino in fondo). Come i camionisti bloccarono strade e rifornimenti, i docenti ora dovrebbero bloccare i “rifornimenti” culturali della nazione, bloccando la cerniera di collegamento tra mondo universitario e società civile: la laurea. Ma la paura delle ripercussioni negative sugli studenti ha, di fatto, bloccato ogni ragionamento in merito alla proposta. E proprio di una studentessa è stato il terzo intervento contrario allo stop degli esami.
I tre interventi studenteschi che ho ascoltato mi spingono a riflettere sul loro ruolo all’interno del Consiglio di Facoltà. I docenti, siano essi ricercatori o ordinari, parlano ovviamente per sé stessi, non devono rappresentare nessun altro. Quando parlano a nome di altri (come, ad esempio, un ricercatore che si esprime per conto di un’assemblea della categoria) lo specificano sempre, prima o durante i propri discorsi. I rappresentanti degli studenti invece no: loro sono chiamati, per l’appunto, a rappresentare il corpo studentesco. Sentirli parlare esprimendo opinioni estemporanee risulta davvero frustrante.
Se poi – e spero che da questo spunto di riflessione possa nascere una discussione stimolante – non si esprimono estemporaneamente o motu proprio, è perché hanno predisposto ciò che hanno da dire con i loro gruppi di riferimento: le liste con cui vengono eletti o, se il gruppo si è sciolto o non era bene affiatato, con altri piccolo gruppi di sodali e/o compagni politici. Questa seconda possibilità è ancora peggiore della prima, perché significa che gli atteggiamenti negativi della politica contro cui spesso noi giovani ci scagliamo, cioè la distanza dal sentire comune, la mancanza di consultazione del proprio elettorato quando si debbano prendere decisioni su cui anche il proprio gruppo è diviso, sono presenti in nuce già nel nostro piccolo mondo.
Chi ha partecipato alla vita della rappresentanza studentesca alle scuole superiori sa bene che, accanto alle divisioni politiche, c’è uno spazio di concertazione e di collaborazione tra studenti: si cerca, in qualche modo, di trovare l’accordo sulle questioni o, comunque, se ne discute prima e si cerca di giungere a compromessi che tutelino la categoria. Tutto ciò sembra lontano anni luce: i rappresentanti degli studenti universitari sono monadi.
Pensare ad assemblee di Facoltà in cui discutere le questioni che, poi, andranno a confluire nei Consigli di Facoltà è troppo? Pubblicizzare, in qualche modo, gli argomenti che si tratteranno con i docenti e consegnarli perlomeno ad una pubblica discussione è un’utopia? I docenti discutono a lungo, per i corridoi, gli argomenti all’ordine del giorno, prima di arrivare in Consiglio. Perché noi studenti dobbiamo rimanere indietro e sapere di uno sciopero il giorno stesso in cui viene proclamato? Dove sono, ogni giorno, tutti quei rappresentanti che ci chiedevano un “voto strumentale”?

Ma è un provvedimento che vale solo per lettere e filosofia o per tutto l’ateneo della Sapienza? Credo, in ogni caso, che non è questa la strada giusta da prendere, perché se c’è qualcosa che va cambiato in Italia sono le fondamenta, non le punte degli iceberg. Cosa credono di risolvere bloccando gli esami di Luglio?
Giacomo, non Generalizziamo.
Invece di criticare dai una Soluzione, prova a interagire, non a far finta di sapere tutto se in realtà non si può sapere niente.
Non ti sto attaccando, sto solo spronando un’italia che cè ma non vuole farsi vedere!
Questa decisione riguarda la Facoltà di Lettere e Filosofia. Altre Facoltà ed altri atenei hanno preso o prenderanno, i prossimi giorni, la stessa decisione. Non tutti, ovviamente, come sempre capita. Attenderemo e seguiremo l’evolversi della situazione.
La soluzione l’ho data: esacerbare tutto dal basso. Rivoluzione? Guerra civile? Colpo di stato? Potrebbero essere un’idea, ma chi le metterebbe in pratica? Chi accetterebbe la martirizzazione per un paese che non ci ha mai dato quello che ci spetta?
speriamo abbia un esito, maledetta quella puttana fascista della gelmini mo me tocca fa tutto a settembre
La decisione è definitiva?? Vale per tutti i dipartimenti???
Di definitivo c’è solo la morte, direbbe qualcuno. Comunque si, la decisione è definitiva e vale per tutti i Dipartimenti.
Mi trovo in completo disaccordo con la decisione presa dai docenti. Esattamente un anno e mezzo fa, in occasione dei primi passi della Gelmini, si sollevò la famosa e inefficace “onda” degli studenti della Sapienza. Provai a sposare la causa impegnandomi seriamente e cercando di non dare troppa importanza alle varie espressione della vita studentesca che in queste occasioni si palesano. Sorvolai sui cani nel museo dei gessi, sulle sigarette fumate in luoghi chiusi, sulla sporcizia volutamente accumulata per dimostrare la propria libertà, sugli urlatori al megafono e sugli slogan facili; sorvolai su queste cose, perché tutto sommato me le aspettavo. Però nel mio piccolo tentai una strada più costruttiva, che approfittasse dell’occasione per fare veramente il punto della situazione e per redigere un programma concreto di miglioramento, sulla base di un confronto maturo tra i vari studenti e tra i vari docenti. Così con un piccolissimo nucleo di persone del dipartimento di Storia dell’Arte, organizzammo un’assemblea estendendo esplicitamente l’invito a tutti i docenti del nostro dipartimento. Addirittura stampammo degli avvisi, che infilammo uno ad uno nella casella di posta di ciascun professore. Spargemmo ovviamente anche la voce nei giorni precedenti e affiggemmo discreti manifesti che la pubblicizzassero.
Sapete quanti ne vennero?
Tre.
Da quel momento mi sono seriamente chiesto su quali e quante opportunità di confronto ci fossero nel mio dipartimento, e nella nostra facoltà in generale.
In quell’occasione c’era l’opportunità di protestare e formulare nuove soluzioni CON gli studenti; non l’hanno fatto, e adesso per protestare vanno CONTRO gli stessi.
Non c’è coesione reale: non può esserci perché ci si unisce solo CONTRO qualche decisione, e non a favore di un’iniziativa. Se non mossi dall’avversione ad un provvedimento o ad una persona, studenti e docenti non si vogliono muovere.
Mi chiedo, anche, se l’impegno nei confronti della situazione politica e culturale attuale sia stato da parte loro costante nell’ultimo decennio: la sensazione che ho avuto in questi anni di università, relativa sia a studenti che a docenti, è che la maggior parte di essi si muova solo se minacciata nel proprio piccolo.
Non provo nessuna compartecipazione alla scelta di oggi: hanno optato per la soluzione facile, quella che non richiedeva impegno creativo. Chiedete, tra i commenti, altre forme di protesta: non ce ne sono, all’attivo, e bisogna pensarle; ma dal gruppo docenti della facoltà di Lettere e Filosofia mi aspettavo proprio che “pensassero” e che fossero un po’ più creativi, anziché impuntare i piedi e dire “adesso basta” a scapito degli altri.
Giorgio,
ti capisco benissimo, perché feci la stessa cosa nel Dipartimento di Filologia Greca e Latina. Anche là ci fu una scarsa partecipazione da parte dei docenti, ma scarsa non vuol dire nulla.
Non dimentichiamoci la grande partecipazione di alcuni docenti, le lezioni in piazza e altre iniziative.
Ovviamente la maggior parte dei professori non ha partecipato alle proteste, così come ora la maggior parte degli studenti si mostra contraria alle proteste dei docenti.
Dividi e impera, dicevano gli antichi romani.
Così come sono stato contento di vedere la partecipazione di alcuni docenti alle proteste, ora offrirò la mia partecipazione alla loro, di protesta. Alla faccia di chi non fa altro che piagnucolare senza essersi mai interessato a nulla di quanto accade nell’università tranne che agli esami e alle tasse da pagare.
ma vale per tutti i dipartimenti di Lettere, o per tutto ciò che è “interno” all’edificio?
io sono di Scienze umanistiche, ma la mia sede è sempre quella.
Io non sono d’accordo. In questo modo il danno lo fanno solo a noi studenti, tanto quelli che hanno la poltrona nemmeno ci cagano di striscio, figuratevi. Comunque volevo sapere se ci fosse la remota possibilità che la decisione sia a discrezione del docente, ovvero che magari qualcuno decida di non partecipare alla protesta e faccia sostenere comunque l’esame.
Fede
io lo dico da sempre: ci vorrebbe una bella rivoluzione come quella francese, tagliando qualche testa vedrete come si rimettono tutti in riga! a parte gli scherzi, anche scienze umanistiche è coinvolta con questo “sciopero”??
grazie in anticipo per la risposta
sono una studentessa fuori sede..qualcuno potrebbe dirmi anche nei prossimi giorni se anche la facoltà di giurisprudenza è coinvolta??grazie mille in anticipo…
Scusate ragazzi ma vale anche per scienze umanistiche????
ma io mi domando, SE e dico se questa formula otterrà pubblicità, arriverà alla bocca e agli occhi di qualcuno, cosa si spera di ottenere? è così che chi dovrebbe darmi qualche insegnamento da portare nel bagaglio vitae, vuole farmi credere che si agisca contro un sopruso? impedendo agli studenti di usufrire del loro diritto allo studio?
ora si unissero le altre facoltà, che già noi da soli non abbiamo mai contato nulla, ADESSO i collettivi organizzino qualche azione, per noi studenti, per i nostri genitori che dopo anni buttati a finanziare i loro salari, ci vorrebbe laureati, e possibilmente senza doverci pagare un fuori corso che non sia una nostra colpa. Ci pensassero i MIEI docenti che hanno dato il loro consenso, si facessero avanti, ci spiegassero che tipo di risposta è questa, danneggiare più del dovuto gli studenti. Me lo spieghi chi intasca al mese più di 3000 euro e decide di farmi questo torto.
anche io, come Elena, volevo sapere se riguarda anche scienze umanistiche della sapienza. e, se non c’entra, vorrei sapere dove trovare notizie nei prossimi giorni, quando cioè si deciderà anche per le altre facoltà..
Capisco la rabbia degli studenti, anche se non la condivido. Già da domani posteremo tutti gli aggiornamenti e le notizie che riusciremo a trovare. Al momento posso dirvi che il Senato Accademico ha approvato un documento in cui critica i tagli e il DDL Gelmini, ma non ha imposto nulla a livello di Ateneo, quindi le varie Facoltà si stanno organizzando autonomamente. Anche altri atenei partecipano alla protesta, cercate informazioni maggiori online.
Al momento non ho informazioni precise sulle altre Facoltà della Sapienza come Giurisprudenza o Scienze Umanistiche, ma domani scriveremo ogni dato in nostro possesso o ogni novità.
Alcuni professori, a quanto so, hanno dato disponibilità a fare esami, alcuni verbalizzando ora, altri verbalizzando a settembre. Bisogna, però, sentire il singolo docente. Se possibile posteremo i nomi di alcuni docenti disponibili a tenere esami già domani.
E’ interruz<ione di pubblico servizio. Se la riforma Gelmini non funziona di certo non possono prenderlo nell'ano gli studenti. Perché reggere il gioco della classe docente? Non ha alcun senso se non danneggiare gli studenti, fruitori di quel che resta dell'università pubblica. Il tanto peggio tanto meglio è un gioco vile,e in questo caso non so neanche se sia legale.
Egregio Signor Michelangelo Pecoraro,per lei è facile dire:.Se i docenti volessero fare davvero una protesta,dovrebbero aumentare gli appelli a luglio per dimostrare al governo che l’università funziona!Invece hanno subito deciso di sospendere gli esami,forse dovrebbero solamente avere un pochino di voglia in più di lavorare!
Innanzitutto mi voglio complimentare con i docenti; hanno ottenuto in parte quello che da qualche anno da uno sciopero non si ottiene più: il caos e soprattutto suscitare una sorta di interesse.
Mai ho visto tante persone preoccuparsi della questione “sciopero docenti”.
Al liceo, all’università (e direi che in realtà in quest’ultimo ambiente non ne abbia visti mai da quando vivo abbastanza consciamente) lo sciopero era interpretato come : <>.
Non mi stupisco affatto, al contrario, che la maggior parte degli interventi degli studenti sia contraria alla decisione presa in Consiglio di Facoltà.
L’anno scorso anche noi di Italianistica abbiamo organizzato assemblee interne di dipartimento che sono durate ben due mesi. I professori hanno partecipato massicciamente alla prima e meno alla seconda, ma hanno comunque mantenuto l’interesse. Questo fino a quando Quondam bloccò tutte le lezioni del dipartimento, convocò tutti i professori e studenti e avviò una discussione tra gli stessi in aula 1. Era Marzo 2009. Sapete quanti studenti c’erano? Due.
Ebbene, ci siamo lamentati che i “piani alti” non si sono mai fatti attivamente presenti; ora che lo fanno lamentiamo che lo facciano a nostro discapito.
Ma scusate: a nessuno di voi è per caso venuto in mente di leggersi il decreto o i progetti del governo sull’università?
Nessuno scrive o commenta che sta avvenendo al mondo della cultura, come è trattato?
Sì, certo: tutti conosciamo più o meno (e sottolineo il più e meno)la situazione; tutti lamentiamo e piagnucoliamo che noi di lettere siamo “gli sfigati”, “quelli che non troveranno lavoro”, tuttavia in una protesta, nel momento in cui si vuole mostrare un parere contrario ecco che tutti, ancora una volta, guardano alla propria individualità e al proprio utile immediato.
Insomma lamentiamo il nostro discapito attuale ma non lamentiamo il discapito che verrà e che è assolutamente attuale: è lo stesso discapito per cui vi state preoccupando terribilmente di non poter sostenere il millesimo esame; lo stesso discapito per cui andate fuori corso; lo stesso discapito per cui, usciti da Lettere,, faticherete a trovare lavoro.
La rivoluzione? Scardinare tutto? Ma come? Se ci disperiamo perché uno o due esami non si riescono a sostenere a Luglio?!
Ragazzi, qui c’è poco da dirsi pro o contro. Finiamola di essere i soliti; facciamoci forza delle difficoltà in cui altre generazioni ci hanno messo e facciamoci adulti, consapevoli. Non aspettiamo la manna dal cielo; secoli e secoli di storia ci dicono che tale miracolo non accade e accadrà mai.
Opporre che si sono mossi solo per interessi personali o che il loro muoversi è poco incisivo (ne siamo sicuri date le reazioni qui palesate?) e tardivo è una falsa critica negativa. Si sono mossi. Può essere un inizio.
Se li lasciamo da soli davvero la loro mossa risulterà essere stata unicamente lesiva nei confronti di coloro che non potranno sostenere esami; ma se li sosteniamo allora forse riusciremo a farci sentire almeno per un po’ e porre le nostre ragioni e le nostre opinioni; a farle rispettare da questa società che se ne frega della cultura, perché è stata diseducata! A farci considerare; perché se di questa cosa non si parlerà, sarà inutile; al solito la Cultura verrà ZITTITA! Ancora e ancora!
Per ora mi pare di aver scritto tutto.
Buon dibattito,
Veronica
scusate…non so che ho combinato…ad ogni modo tra le caporali c’era la seguente frase: fico! domani se dorme.
quoto veronica in toto, ovvio che mi giri il culo dato che così rischio di non laurearmi per tempo, ma a mali estremi, estremi rimedi. tanto, per quello che abbiamo da perdere…
Mi permetto di dire che questo provvedimento ha letteralmente dell’assurdo: sarò di parte, in quanto studente, ma davvero non riesco a capire cosa si sia risolto dopo aver danneggiato noi (perchè di fatto, in tutta onestà, mi sembra l’unico risultato ottenibile), anche e soprattutto rispetto alle altre facoltà di Ateneo ed in generale rispetto ad altri Atenei italiani (benchè si dica, poi nei concorsi – giustamente – conta il fatto di essersi laureato in tempo oppure no).
Ci sono molti metodi per protestare – probabilmente più onorevoli di questo -, ma potrei anche accettarlo, purchè se ne fosse parlato prima, in modo da darci se non altro la possibilità di organizzarci ed eventualmente dare più esami possibili nella scorsa sessione. Non l’ho trovato un atteggiamento rispettoso nei nostri confronti nè tantomeno verso le nostre famiglie, che fanno ogni giorno sacrifici per permetterci di studiare.
Grazie comunque per aver reso pubblica la notizia e per i futuri aggiornamenti che ci darete.
Sara,
capisco perfettamente. Tuttavia non è vero che è spuntato all’ultimo minuto. Alcuni parlavano della chiusura delle sessioni di laurea addirittura ben due mesi fa.
Questo, in effetti, è un altro problema: quello della pubblicità da parte dei rappresentanti delle discussioni e decisioni dei Consigli di Facoltà.
L’hanno approvato solo ora non perché siano dei “sadici” ma semplicemente perché ci sono stati pareri contrastanti da tutte le parti e sono arrivati all’accordo solo oggi.
Questo sì, si può criticare: la mancanza di decisione. Ma almeno adesso abbiamo qualcosa! Non molliamo!
Veronica
Sono Giovanna,
una delle rappresentanti degli studenti in Cdf. Premetto che sono diventata rappresentante da poco, visto che sono subentrata a una ragazza che si è da poco laureata. Capisco le critiche alle modalità con cui spesso i rappresentanti svolgono il loro ruolo, tuttavia ci tengo a precisare una serie di cose:
1) noi oggi non sapevamo che sarebbe stata portata questa proposta in Cdf. Ci siamo trovati dunque a dover votare senza avere la possibilità di consultare gli studenti o almeno capire quali fossero le posizioni in merito.
2) Da quando è nata Link a Lettere abbiamo sempre cercato di promuovere l’informazione e il dibattito su quei temi che riguardavano l’università, dal Ddl Gelmini allo Statuto Frati, passando per le elezioni del Cnsu e l’Altrariforma. Abbiamo fatto volantini, organizzato raccolte firme e tentato più volte di parlare direttamente con gli studenti. Abbiamo inoltre distribuito volantini con i nostri contatti in maniera tale da rendere più agevole possibile il confronto fra rappresentante e studenti.
3) Sì, probabilmente abbiamo ancora una serie di limiti e non riusciamo ancora ad arrivare alla maggior parte degli studenti, ma vi invito a considerare anche il fatto che il numero degli iscritti alla nostra facoltà è enorme, che noi siamo un’associazione totalmente autonoma e autofinanziata (in pratica, non teniamo una lira!) e quindi raggiungere davvero tutti non è proprio facilissimo.
Cercheremo di migliorare, specie sulla comunicazione però attenzione a non fare di tutta l’erba un fascio.
E io come faccio a finire il mio erasmus ? Mamma miaaaa non ci credo proprio… che devo fare ?
Giovanna,
non facciamo certamente di tutta l’erba un fascio, e sai che la penso positivamente sulla vostra associazione. Ho già avuto modo di esprimermi nell’articolo che ho scritto riguardo alla vostra assemblea fondativa ufficiale.
Però ci sono dei limiti, quelli che ho evidenziato nell’articolo e che tu hai ribadito ora. Sarà interessante, domani (questa, ormai) mattina parlare anche di questi problemi.
Difficile pensare che non sia solamente una scusa/soluzione facile per non lavorare a Luglio. Insomma, se davvero volessero protestare contro la manovra del governo facendo qualcosa di veramente eclatante penso andrebbero tutti a fare lo sciopero della fame, legandosi con le catene ai cancelli del parlamento, piuttosto che non arrecare danno a noi studenti.
La funzione primaria di un professore, ancora prima di agire contro manovre discutibili e difendere la sua posizione di docente, dovrebbe essere quella di garantire l’istruzione dello studente, cosi facendo questa viene meno. Ma soprattutto, pensate che alla classe dirigente possa importare qualcosa se i docenti si rifiuteranno di dare esami a luglio? Al massimo aspetteranno settembre e se a settembre non cambierà nulla allora gli andrà comunque bene visto che a quel punto gli studenti inizieranno a rivoltarsi contro gli stessi professori, non contro il governo. In questo modo gli unici che lo prenderanno in quel posto saremo noi ragazzi, come sempre.
Io lo ripeto, seriamente, volete fare qualcosa di eclatante? Volete dimostrare che non lo state facendo solamente per andare in vacanza prima? Volete davvero non arrecare danno a noi studenti? Allora legatevi con le catene sotto il cancello del parlamento facendo lo sciopero della fame, tutti, vedrete la visibilità che avrete a quel punto. Questa è la mia alternativa.
Negli anni 70′ si protestava dando un voto “standard” a tutti quelli che sostenevano gli esami. La mia prof di filosofia (un mostro sacro) mi raccontava di come in materie studiate perfettamente ha preso il fatidico 28. Tuttavia volevo rispondere a Michelangelo su un idea che è riuscito a far passare e cioè quella di “partecipare” alle assemble durante l’anno. La partecipazione non può, e non deve, essere forzata da determinati attegiamenti, ed inoltre la mancata partecipazione non può sfociare in queste decisioni gattopardesche. Lo scenario fantozziano si presenterà quando dopo essere passata la “sospensione della sessione estiva”, noi lotteremo per farcela riattivare, ma non avremo tempo per studiare.
Completamente d’accordo con “Ciccio”, fino a quando le proteste degli studenti e dei docendi della facoltà di lettere contempleranno solamente il Mangiare, bere, ascoltare musica, non andare a lavoro ed andare in vacanza prima allora nessuno, ma proprio nessuno, ci prenderà sul serio. Mettere a disagio gli studenti, che sono coloro che dovrebbero tutelare, per andare contro il governo è come dargliela vinta in quanto ora sono i docenti quelli passati dalla parte del torto. Meditate gente…
PS: Scusate per gli orrori di ortografia ma ho la tastiera che fa i capricci
tutto questo è egoismo…non possono bloccare gli esami per le loro proteste!!! Poi siamo noi studenti che perdiamo tempo con gli esami e rimaniamo indietro!!!sistema pessimo… benvenuti in Italia!!
la proposta ce l’ho io, tassiamo la serie A, lo dico sul serio, le società sportive della serie A producono qualche bene? No. Servizi? No allora facciamo una cosa, visto che hanno guadagni tali da potersi permettere ingaggi milionari, le prendiamo tutte e diciotto e si prelevano due miliardi a squadra, ecco la che la manovra finanziaria supera i 25 miliardi e non si toccano nemmeno troppo le tasche dei cittadini
SENZA PAROLE questa protesta è ridicola, avrà anche suscitato clamore ma al costo di danneggiare gli studenti, avrebbero dovuto renderci partecipi in modo che forse ci saremmo organizzati in modo diverso, ma venirlo a sapere per caso non produce e non produrrà nessun buon risultato, ci avrà solo costretto a rallentarci.
Si potevano fare manifestazioni, proteste, o anche sciopero dei docenti ma NON DURANTE GLI ESAMI MA DURANTE LE LEZIONI! e invece ecco una buona occasione per andare priam in vacanza!
poverini voi…sempre queste stupidaggini!ma secondo voi che gliene frega alla Gelmini che noi non facciamo gli esami a luglio?
protesta?protesta di che?ogni volta che una cosa non va si protesta, non arrivando a niente e facendo perdere solo tempo e soldi a chi invece ha voglia di fare!
che Italia a sfascio, e c’è ancora chi usa la parola “fascista”…ma come funziona questo paese, voi lo avete capito?
Ragazzi è una protesta assurda…a cui dovrebbe corrispondere una controprotesta nei confronti dei docenti.Non è possibile bloccare gli esami…all’iscritto devono essere garantite le date di esame….la protesta poteva essere fatta bloccando le lezioni,ma non gli esami!!! paghiamo una retta altissima,viviamo fuori sede e non abbiamo garantite neanke le adte di esame? ma cosa ci stanno a fare i consiglieri di facoltà? cercate di indire un consiglio straordinario x annullare questa assurda protesta…o ci sarà la protesta vera degli studenti! la cosa ke mi fa piu rabbia e ke qnd si parla di soldi….i prof stanno sempre in mezzo e fanno protesta,quando si tratta di fare un passo verso gli studenti…se ne fregano altamente
Sono uno studente di economia aziendale dell’UNICAL…questa forma di protesta ha i suoi vantaggi, nel senso che ora, anche gli studenti che prima dicevano “io me ne fotto….devo laurearmi”….ora sono coinvolti in prima persona. Gli svantaggi sono che lo studente dovrebbe continuare ad avere almeno il diritto di sostenere gli esami. Io avrei proposto il blocco delle lezioni tutto l’anno e il proseguo delle sessioni d’esame.
P.S.: Mio padre mi dice sempre che lui, al posto nostro, a quest’ora starebbe dando fuoco a qualche aula universitaria. Io rispondo sempre che la nostra generazione è molto molto più individualista della sua;)
Domenico,
purtroppo i commenti che leggo sono esattamente la dimostrazione della validità della tua risposta a tuo padre.
Non cambierà mai niente…
ragazzi, qualcuno sa se questa cosa riguarda anche la sessione di laurea?
grazie
ma tu che cazzo vuoi che sei dell’UNICAL???
@ Giulia…..ma sai leggere?ho parlato di mobilitazione nazionale….e tu vieni a criticarmi che sono dell’unical?ma non ti vergogni?
:bav
oggi lo sciopero contro gli studenti
speriamo che i medici non scioperino contro i malati
Oggi lo sciopero è contro la Gelmini a danno degli studenti.
Speriamo che i medici non scioperino contro il governo a danno dei malati.
Contro la disastrosa politica scolastica, di questo governo, serve unità tra insegnanti, studenti e famiglie degli studenti.
E questo non è il modo migliore per avviare e consolidare un percorso possibile.
Forse sarebbe più utile bloccare UTTO per TUTTA la sessione estiva in TUTTE le Facoltà. E magari segnalare anche il problema gravissimo dei Lettori di madrelingua straniera, che ogni anno terminano il loro monte ore contrattuale a maggio e da anni fanno dal 50% al 100% di ore di lavoro in più, non remunerato e non riconosciuto in alcun modo, per coprire le sessioni di esami estive ed autunnali. Quest’anno sono stati vengono diffidati dall’amministrazione dell’ateneo a proseguire l’attività facendo gli “straordinari” (no nautorizzati e quindi non remunerabili) per le sessioni d’esame obbligatorie di giugno, luglio e settembre! La scusa è la solita: non ci sono i soldi! Ma per gli aumenti agli associati e agli ordinari: sì! per le conferenze inutili con tanto di banchetti e pause caffè con pasticcini: sì! Per finte o inutili missioni all’estero: sì!
Allora? Vogliamo tutti unirci per discuterne? Io non sciopero, mi astengo solo da fare straordinari non pagati e non autorizzati! Ma vorrei manifestare con voi, se ci foste!
ma dove si vedono i professori che hanno deciso di aderire?
corto circuito tra opposti: se studenti e gelmini si toccano sono botte! e il terzo gode…
Studenti che si fanno manipolare da prof…assurdo,se volete fare i consiglieri,rappresentate lo studente,nn assecondate i prof
@Veronica: Forse mi sono informata poco io (e sicuramente è così), ma io non ne avevo mai sentito parlare (e con me altri molti miei “colleghi”, che sono venuti a sapere la cosa tra l’altro perchè l’ho riferito io dopo averlo letto qui). Non sto rivolgendo un’accusa ai rappresentati, figuriamoci, mi rendo conto che il numero di studenti è quello che è, ma a questa cosa non è mai stata data la giusta visibilità, visto che si tratta comunque di un provvedimento grave, che tocca più o meno tutti. Una mia amica, tanto per fare un esempio, ha rinunciato ad una borsa di studio (vinta) per andare due mesi a studiare la lingua a New York, proprio perchè voleva fare gli esami e laurearsi in tempo. Come si suol dire, oltre all’inganno la beffa.
Ripeto, non è un’accusa verso nessuno, nè tantomeno verso di te che sei liberissima di pensarla come ritieni più opportuno, ma io rimango del parere che l’unico risultato ottenibile con questo provvedimento è quello di danneggiare noi stessi.
Detto questo, grazie di nuovo per aver reso pubblica la notizia.
Sara,
io non sono una rappresentante degli studenti. Sinceramente pensavo che i professori non fossero in grado di prendere una decisione di questo tipo.
Sono stata però presente alle attività svolte l’anno precedente per la così famosa (ormai) 133. Ho litigato con rappresentanti e studenti. Ci sono state assemblee in cui io ero spesso la voce dissonante perché le proposte che si facevano mi parevano assai assurde. Speravo e ci credevo che qualcosa potesse muoversi; e pensavo di trovare appoggio dagli studenti, perché tutti condannati alla stessa sorte.
Ebbene, appoggio ne ho trovato infinito: a parole. Nessuno, nessuno, nessuno che si sia attivato! E non per andare in piazza, attenzione! Forse lì avrei trovato più sostegno.
Proponevo impegni; e questi sono impensabili per la maggior parte di noi.
Alla fine, di fronte al menefreghismo degli studenti io ho ceduto.
Ora, i professori (straordinario a pensarsi!) mi danno ancora una sorta di fiducia:forse a qualcuno interessa ancora dell’università, della ricerca, della cultura.
Ragazzi, noi abbiamo fallito! E la cosa più umiliante è che persone di sessantanni ci dicano di lottare per la nostra dignità! Ce lo devono venire a dire persone di sessantanni, quasi settantenni?
Ma che generazione di morti siamo? Come cavolo siamo stati diseducati?
Io ho ricevuto un sacco di “fregature” dall’università; esami ingiustamente cancellati, sostenuti e passati con il massimo dei voti che ho dovuto risostenere; esami a sorpresa, ecc… Quindi capisco benissimo il sacrificio e il risentimento.
Ma facciamo uno sforzo in più e capiamo! Comprendiamo! Io più di questo non so davvero che dirvi.