Uno a uno, palla al centro. Alle reazioni e al tam-tam online della giornata di ieri, oggi sono seguiti i fatti. L’assemblea della Facoltà di Lettere, indetta per le ore 12:30, ha visto la categoria degli studenti quasi totalmente compatta nell’affermare la propria contrarietà al blocco degli esami indetto dal Consiglio di Facoltà di ieri e riguardante il mese di luglio. Gli studenti hanno quindi richiesto l’indizione di un Consiglio di Facoltà straordinario per mercoledì 30 giugno, nel quale discutere tutti insieme, docenti, dottorandi e studenti, dell’avvenire delle proteste e delle contromisure da prendere rispetto ai tagli in finanziaria e al DDL Gelmini.
La giornata si è aperta sotto gli auspici dello scontro. Questa mattina, separatamente, molti gruppi di ragazzi sbraitavano contro la scelta del Consiglio di Facoltà. A poco sono valsi i tentativi di mediazione di alcuni studenti e dei professori che hanno votato la delibera. L’assemblea, che si sarebbe dovuta tenere in aula VI, è stata subito spostata in aula I per l’enorme affluenza di persone.
L’apertura dell’assemblea è stata affidata ad una rappresentante degli studenti che fa riferimento al Laboratorio di Lettere, Natascia Cirimele, la quale ha letto il documento approvato il 3 giugno scorso durante un Consiglio di Facoltà straordinario, in cui si sottolinea la contrarietà dei docenti ai tagli in finanziaria e la loro disponibilità, il prossimo anno, a non sostituire tutti i ricercatori che decideranno di interrompere l’attività didattica.
Dopo un paio di studenti, ha deciso di intervenire il Preside Franco Piperno, il quale ha sottolineato che la decisione del Consiglio di Facoltà non è impositiva, nel senso che “la Facoltà non ha la facoltà di imporre nulla ai docenti, i quali sono chiamati singolarmente a rispondere delle decisioni prese”. Ha poi tenuto a precisare, però, che “la protesta non è contro gli studenti, ma contro i tagli del Ministro Tremonti e contro il DDL Gelmini”.
Terminato il discorso di Piperno, un sacco di ragazzi presenti si sono allontanati dall’assemblea, rassicurati dalle parole del Preside. Indice, ovviamente, del menefreghismo rispetto ai problemi generali dell’Università. I superstiti hanno continuato la discussione non troppo a lungo, al termine della quale è stato stilato un comunicato.
Il dibattito con il gruppo dei docenti è rimandato, dunque al 30 giugno, ma nell’attesa si aprono alcuni interrogativi. Gli studenti sapranno bilanciare con delle controproposte adeguate la richiesta di ritiro del blocco-esami? E, soprattutto, gli studenti garantiranno l’appoggio alla protesta, qualora i docenti dovessero ritirare il blocco, idealmente e fisicamente (la presenza fisica sarebbe il minimo sindacale richiesto)?
Se ciò non dovesse accadere, allora sarebbe la dimostrazione che a chi si lagna con tanta veemenza delle modalità di protesta, in realtà, importa solamente di poter fare i propri due esamucci in più a luglio. Ma per esprimere giudizi su questo punto c’è ancora tempo.








Michelà io penso che veramente nessuno c’ha capito niente se tutti continuano a interessarsi unicamente di chi fa o non fa esami!
Eh si, il tenore delle richieste online è quello. Di sicuro la decisione del Consiglio di Facoltà è servita, almeno, a dare una svegliata agli studenti. Ora vediamo se prevarrà la superficialità e il menefreghismo o se si riuscirà a compattare il corpo universitario per protestare contro questi tagli assurdi.
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Questo resoconto non è affatto veritiero!!!!!!!!! L’assemblea è proseguita almeno per un’altra ora dopo l’intervento di Piperno,nonostante alcune “fughe”,anche,magari provocate dalla stanchezza,dalla fame e da altre poco auliche e idealiste motivazioni,ma di certo tutte umane.Dall’assemblea sono uscite tante e varie proposte,alcune pi… Mostra tuttoù “egoistiche”,altre più rivoluzionarie,altre più prudenti e moderate,altre sganciate dalla realtà(magari perchè frutto di una informazione parziale su fatti e procedure).Le proposte dunque ci sono state,così come l’appoggio e la partecipazione sentita degli studenti alla causa(l’ooposizione al DDL Gelmini).Il clima era aspro e combattivo nei confronti dei professori,ma solo la loro azione è stata unilaterale ed egoistica(loro si sono ben tutelati i loro stipendi nello scegliere la modalità di protesta,senza pensare alle esigenze degli studenti,men che mai dei casi particolari,come i borsisti,oggi tanto,e giustamente nominati)!!!
E cosa ci sarebbe di non veritiero nella mia esposizione? Ho detto che la discussione è proseguita “non troppo a lungo”, e “almeno un’altra ora” non mi sembra troppo a lungo. Pensavi che si sarebbe risolto tutto in dieci minuti, a tarallucci e vino?
Assolutamente no,ma un’ora ALMENO non è poco,soprattutto dato che già era chiaro che ci sarebbe stata una ulteriore assemblea,questa ancor più ufficiale,in cui continuare a discutere,avendo anche presente e attiva l’altra componente chiamata in causa(i professori).Poi,scusa se lo ribadisco,ma non era questa l’unica “inesattezza”.
Allora, quali sono le altre inesattezze?
Prima cosa “Terminato il discorso di Piperno, un sacco di ragazzi presenti si sono allontanati dall’assemblea, rassicurati dalle parole del Preside” NON E’ VERO e te lo posso conformare dicendoti che lo hai ribadito anche stamattina in assemblea.
Seconda cosa mi pare che di proposte concrete ne siano uscite ben poche…E si ripete il quadro di 2 anni fa, in cui “LETTERE PARLAVA E FISICA AGIVA”.
Noi, come direbbe un intoccabile, siamo “SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO” perchè credo che il 30 non ci sarà un vero programma da presentare a coloro che, invece, il loro programma lo hanno già bello e chiarificato: BLOCCHERANNO LA DIDATTICA.
Ora, mi chiedo, quale sarà la prossima mossa? L’occupazione ad ottobre? Beh!Apro la sala delle lodi gratuite per farci degli immensi complimenti per la fantastica idea: pensiamo davvero che occupando ci rimetta qualcun altro oltre noi? OVVIAMENTE NO.
Quindi io parlo a te che oggi sei intervenuto ed hai scritto un articolo vero per metà e parlo anche a chi c’era oggi: DOPO LE 1000 PAROLE, ABBIAMO QUALCHE FATTO CONCRETO, LOGICO ED UTILE???
Ps. Magari avresti potuto dare più spazio ai nostri interventi, piuttosto che sferrare un attacco gratuito.
Ciao Ciao
Io ho già scritto quali sono,secondo me,le “inesattezze”,e concordo perfettamente con Sara sul fatto che avresti potuto dare spazio,nel tuo resoconto(?) agli interventi più incisivi,anche dei professori,alle proposte più significative(o più concrete)etc.
Non posso esprimermi sulla polemica che si è aperta relativamente all’affidabilità della cronaca di Michelangelo; sicuramente, mi sembra che non ci sia una critica che tocchi i punti essenziali e che, dopo Kant ed Einstein, iniziare a discutere su “quanto” sia un’ora -soprattutto a Lettere!.sia almeno fuorviante.
Non mi spiego però la rassicurazione di quegli studenti che, immediatamente o dopo, per bisogni corporali o per la laurea del cugino, avrebbero abbandonato l’aula dopo l’intervento di Piperno. E’ evidente che la misura, scorretta come poche, nasca in opposizione al DDL Gelmini, ma finisce col ledere l’ultimo anello della catena e nessuno dei precedenti.
Il fatto che io, questa mattina in assemblea, abbia detto questa cosa è una conferma al fatto che non sia vera? Ma viviamo su Marte? Se l’ho detta anche questa mattina è perché è vera, e chi c’era lo potrà confermare. Tanti studenti se ne sono andati dopo il discorso di Piperno, non sono stato il solo a farlo notare.
Le proposte concrete non le ho riportate perché sono state tantissime (non ho scritto un saggio, ma un articolo di giornale) e perché se ne discuterà nuovamente il 30 giugno. Vi sfido a trovare un articolo di giornale più approfondito di questo, dove vengono riportate tutte le proposte fatte oggi nell’assemblea di Facoltà di Lettere e Filosofia.
Non lo troverete, sapete perché? Perché non riporta quasi niente nessun giornale!
Invece di pensare a diffondere la notizia, a consolidare il blocco di studenti e di studenti e docenti, perché continuare a questionare su una virgola o su una proposta non riportata dal mio articolo?
Vogliamo fare come i filosofi delle Nuvole, che questionano sulla lunghezza del salto di una pulce, o vogliamo richiamare l’attenzione della società civile sul problema dei tagli alla cultura e all’Università e, nel contempo, salvare la nostra possibilità di fare esami?
Magari stiamo già cercando di diffondere la notizia,magari non solo su un giornalino di facoltà,magari è da un’ora(solo???) che copincolliamo il comunicato dell’assemblea ovunque nel web,magari rendendoci conto che si può fare sempre di meglio,che ci sono sempre modelli non di perfezione,ma quasi,a cui aspirare.
Bene. Sono contento di sapere che siamo tutti all’opera.
Il problema fondamentale rimane nella modalità con cui è stata portata avanti tutta questa operazione. Un’operazione che non fa altro che conservare l’organizzazione sociale che esiste nella nostra facoltà e che tutti sembrano spesso in silenzio accettare. Concentriamoci una volta per tutte sui problemi specifici. Questo non vuol dire che la complessità che si muove al di fuori del ristretto mondo universatario ne debba essere necessariamente esclusa. Sono contro per principio a chi da sopra organizza la vita di chi, per sua sfortuna, si trova sotto. Questo mi porta ad odiare visceralmente Gelmini e affini e in particolar modo quello che rappresentano nella squallido immaginario collettivo italiano. Tornando al problema, fondamentale appunto, per l’ennesima volta in un momento in cui si poteva muovere qualcosa di significativo contro i governi e le loro malefatte i professori hanno avuto la brillante idea di tagliare fuori gli studenti. Questo perchè? Ve lo siete mai chiesto? Sostanzialmente perchè noi non esistiamo nelle loro teste e quindi non popoliamo il loro mondo privilegiato. Quello che ci rimane e che non mi pare sia stato minimamente rifiutato oggi sono gli avanzi di quello di cui loro si sono ampiamente cibati la sera prima a nostra insaputa. Loro scelgono in separata sede e quando hanno deciso quali mosse portare avanti coinvolgono gli studenti e gli studenti accettano. Chiaro no? Tutto torna.
Premettendo il mio odio verso l’esistente, personalmente credo che ste sedicenti grandi lotte studentesche fondamentalmente partono da una radice profondamente sbagliata, fatta di piccoli momenti di gloria di qualche radical chic che gioca fare l’intellettuale radicale ma che vota PD o al massimo Bertinotti. Detto ciò, le motivazioni delle proteste sono più che leggittime e condivisibili in pieno visto che negli ultimi anni è palase che stanno cercando di distruggere l’istruzione pubblica non solo economicamente ma anche attraverso i diversi ordinamenti che non hanno fatto che peggiorare il livello didattico. Quello che credo è che noi studenti dovremmo pensare a portare avanti i nostri contenuti e le nostre lotte in maniera autonoma,senza appoggiare ne tantomeno prendendo i considerazioni professori o qualsiasi altro organo universitario. Per esempio vi siete chiesti perchè i professori hanno scelto come metodologia di protesta il blocco didattico e non uno sciopero? riflettendoci credo che alla risposta ci si possa arrivare con molta facilità. Come intelligentemente nota il commento qui sopra, quello che si crede l’ennesimo momento di gloria in realtà si rivela l’ennesimo momento di sconfitta per gli studenti,ancora una volta considerati “ultima ruota del carro” e per l’ennesima volta vittime di un’istituzioni universitaria che non fa altro che ribadire la sua organizzazione verticale.
Basta credere di essere eroi quando in realtà si è solo schiavi.
Michelangelo,il fatto che hai fatto una cronaca è apprezzabile soprattutto per quei crumiri che hanno deciso di rimanere a casa pensando beatamente ai fatti loro.
Coloro che se ne sono andati dopo l’intervento di Piperno ( vi posso giurare che non erano pochi) sono degni di rampogna.è una vergogna,hanno pensato solamente ai loro 2 esami
Sono d’accordo con te, Michelangelo, quando dici che non gliene importa niente a nessuno e che tu, quanto meno, hai scritto un articolo più o meno condivisibile, perchè non mi pare che i tg se ne siano occupati,no?
Comunque scrivo qui nella speranza che qualcuno legga o riferisca: oggi ho tentanto di parlare e di portare avanti un’idea, ma mi è stata tolta la parola perchè non ero al microfono, ad ogni modo volevo semplicemente sottolineare che i famosi “ricercatori” oggi non c’erano e che era, invece, il caso che fossero presenti, che ci spiegassero le loro ragioni e che noi spiegassimo le nostre. Al loro posto si è presentato Piperno esponendosi al pubblico linciaggio e non siamo arrivati, allo stesso modo, a nessun compromesso che non ledesse i nostri interessi… Anzi, ci siamo sentiti dire dal prof Milani che “è stata fatta una scelta ed hanno scelto di penalizzare noi”… SCANDALOSO.
In virtù di ciò, io dico di cominciare a pressare rettore e stampa per rendere noto il nostro disagio ma, allo stesso tempo, le loro VALIDISSIME RAGIONI.
Non serve occupare, non servono azioni di forza, non serve una lotta sul campo, serve soltanto una campagna serrata di “fastidio” ai vertici e di cooperazione con i docenti.
Noi da soli…Ma dove andiamo?
Loro da soli…Ma dove vanno?
Sto per scadere in uno scontato, ma veritiero, luogo comune “l’unione fa la forza”.
Michi, solo le ultime righe.
“importa solamente di poter fare i propri due esamucci in più a luglio”
Avresti ragione, se non avresti ignorato tutti i borsisti Adisu. Se per caso qualcuno, per i “due esamucci a Luglio”, non si potrà iscrivere l’anno prossimo in Università (e questa è una certezza, mentre è un dubbio che la protesta, anche ben pianificata, porterà a risultati concreti), gli rimanderò il link al tuo articolo.
In questo articolo faccio una cronaca e dico che, probabilmente, verrà tolto il blocco-esami. La frase finale si riferisce all’eventualità che, una volta tolto il blocco, le persone non si interessino comunque ai motivi della protesta.
Mi dispiace veramente per i borsisti, ma sono convinto che alla fine si troverà un accordo con i docenti, o con la maggior parte di loro.