Home » Recensioni » Cinema » La Papessa: tra mito e realtà.

La Papessa: tra mito e realtà.

In un povero villaggio di Ingelheim nell’814 d.c. una giovane donna, durante un severo inverno, mette al mondo una bambina di nome Johanna. La giovane rivela sin dai primi anni di vita un’intelligenza poco comune. In virtù del fatto che le donne intelligenti erano considerate dalla Chiesa Cattolica creature del demonio, il padre di Johanna vieta alla bambina di imparare a leggere e scrivere nonostante la grande fede della piccola. Ella nutre una forte attrazione per le Sacre Scritture e grazie all’aiuto del fratello maggiore impara il latino all’insaputa del genitore; prete del villaggio e forte sostenitore della legge che voleva solamente il genere maschile come latore di cultura. Johanna riesce, con lo stupore di tutti, a frequentare la scuola nella cattedrale di Dorstadt, riservata esclusivamente ai maschi. Nel frattempo Johanna cresce e decide di travestirsi da monaco per avviarsi verso il monastero benedettino di Fulda. Qui viene accolta con calore dai suoi “confratelli”, che la iniziano alla teologia col nome di Johannes Anglicus.

Spinta dalla fede “Johannes Anglicus” si convince che la sua vocazione l’avrebbe portata nella sede del Vaticano. Dopo un lungo viaggio giunge a Roma e grazie alle sue arti curative viene condotta al capezzale di Papa Sergio II, afflitto dalla gotta e Johanna riuscirà a curarlo. Ben presto Sergio II muore (probabilmente avvelenato) e a furor di popolo Johanna viene eletta per occupare il seggio di Pietro, sapendo che non avrebbe avuto lunga vita poiché l’aristocrazia romana non vede di buon occhio l’elezione di un pontefice “forestiero”.

Il film è estremamente ben fatto, montaggio e fotografia sapientemente orchestrate da Sönke Wortmann che cura i dettagli storici con maestria. Il regista si è ispirato al romanzo della prof.ssa di letteratura Donna Woolfolk Cross pubblicato nel 1996 col titolo Pope Joan.

La storia della “Papessa” Giovanna è considerata dagli storici un mito a tutti gli effetti, probabilmente una satira anti-clericale creata ad hoc per acuire lo scontro tra il papato e il Sacro Romano Impero insistendo sulle maggiori paure del mondo cattolico: un inganno tessuto ai danni della chiesa proveniente dal Vaticano, un papa sessualmente attivo e l’idea della donna che prevarica sull’uomo. I primi a parlare di Johannes Anglicus furono Giovanni d Metz e Martino di Troppau nel XIII secolo. Vennero descritte, da altri cronisti che affrontarono l’argomento, liturgie fantasiose ed inesistenti, come quella di “palpare” il sesso del papa al momento dell’incoronazione per accertarsi dell’identità maschile del pontefice poco prima dell’elezione: “la persona che li ha tastati urla a gran voce virgam et testiculos habet (“Ha il pene e i testicoli”)” (cit. Felix Hamerlin, De nobilitate et Rusticate Dialogus, ca. 1490), riti mai documentati e tantomeno praticati. L’esistenza di un antico seggio papale con la seduta aperta a ciambella ha giustificato la necessità di accertarsi del “sesso” del papa, ma tale seggio è di età costantiniana, precedente di molti secoli quindi all’insediamento di Giovanna/Giovanni VIII supposto nell’853 (tra l’accertato pontificato di Leone IV e quello di Benedetto III, che dovette cancellare ogni traccia dell’inganno più grande subito dalla chiesa).

Secondo la leggenda essa morì nell’855 durante la processione pasquale: Giovanna non si asteneva dalle attività sessuali e rimanendo incinta ebbe le doglie durante tale processione. Scoperto l’inganno venne uccisa: legata ad un cavallo fu trascinata per le strade di Roma. Sempre secondo tale leggenda, nel punto in cui venne rivelata la sua vera identità fu eretta un’edicola votiva, in via dei Querceti, dove è possibile ammirare un affresco di una Madonna con bambino.

Il mito della papessa Giovanna rimarrà sempre un grande enigma che affascinerà sempre gli amanti dei film storici (o fanta-storici). Resta la certezza che la bravura di un’attrice poco nota come Johanna (stesso nome della protagonista) Wokalek, di John Goodman (Sergio II viziato ma buono) e di David Wenham (reso noto grazie a Moulin Rouge e consacrato nell’Olimpo del cinema grazie alla saga del Signore degli anelli) contribuiranno certamente a rendere di fama mondiale una leggenda fino ad oggi poco conosciuta.

Passaparola:

Una risposta a: La Papessa: tra mito e realtà.

  1. Pingback: La papessa: tra mito e realtà « Pensieri e parole di un romano innamorato e romantico belliano: Valerio Chiocchio

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>