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Proposte di Lettere Classiche contro il blocco-esami

In un’aula VI gremita, come forse solo in poche lezioni, si è svolta stamattina un’assemblea del corso di laurea in Lettere Classiche, organizzata dalla Presidente prof.ssa Anna Maria Belardinelli per rispondere alle domande degli studenti sull’eventuale blocco degli esami a luglio e per stilare delle proposte da riferire oggi pomeriggio nel Consiglio di facoltà straordinario aperto agli studenti. L’iniziativa ha riscosso notevole successo, sia per la qualità delle posizioni espresse che per la quantità, dando luogo a un dialogo che si spera possa offrire un felice contributo alla difficile situazione dell’Università e, nello specifico, a delineare proposte diverse ma ugualmente utili di protesta.

Il discorso introduttivo della professoressa ha riassunto le vicende della scorsa settimana e aggiunto la posizione della docente, la quale ha sottolineato le gravi inesattezze di quanti hanno criticato il blocco accademico come una villeggiatura anticipata dei professori. Nonostante le dovute eccezioni, il lavoro del corpo docenti è ogni giorno ricco di impegni accademici e burocratici, impegni che il DDL Gelmini sembra ignorare in un’ottica – a giudizio di chi scrive – amministrativa e superficiale del mondo universitario. Pertanto, pur non condividendo il progetto di sospensione degli esami, la professoressa ha ribadito la propria condivisione delle critiche al disegno di legge e si è dimostrata disponibile ad ascoltare le proposte degli studenti.

A parlare è stata una dei due rappresentanti del CdL, Elena Spangenberg Yanes, che ha avanzato l’idea di sostenere gli esami nei luoghi dell’Estate Romana, ad esempio la stagione operistica alle Terme di Caracalla, per poter sfruttare l’inevitabile (solo in quelle circostanze) presenza della carta stampata, che talvolta riesce a far giornalismo anche senza Facebook e Giornali altrui. Sono poi intervenuti diversi studenti del corso di laurea, che hanno dibattuto e appoggiato il progetto di Elena oltre a suggerire forme alternative di protesta. Tra queste, si è proposto di iniziare un sit-in in Piazza Montecitorio da garantire giorno e notte, come non sono mancati interventi più critici rispetto alle proposte avanzate.

Frattanto, sono intervenuti ad esporre la propria visione anche la professoressa MIchela Rosellini e il professore Albio Cesare Cassio: la prima ha esposto i punti focali del disegno di legge Gelmini oltre a specificare, dovutamente, come la proposta del blocco degli esami sia sorta dai ricercatori a tempo indeterminato in primo luogo (che, secondo il disegno del Ministero, non avrebbero possibilità di avanzamento di carriera); il secondo si è mostrato profondamente scettico per quanto concerne la sospensione dell’attività accademica. È stato poi riferito in assemblea il suggerimento di alcuni professori di antropologia di svolgere gli esami di notte, il quale non ha ricevuto grande entusiasmo e rischierebbe di creare problemi agli studenti fuori sede.

Proprio perché di assemblea consultiva si trattava, e non di un vero e proprio organo decisionale, si è infine deciso di stilare un documento rappresentativo del sentire degli studenti di Lettere Classiche, il quale contiene le proposte sopra citate che verranno presentate oggi pomeriggio, oltre all’idea di proporre ai docenti delle lezioni all’aperto (come quelle tenute da tanti professori della Facoltà di Fisica due anni fa) per rendere conto e diffondere tra il grande pubblico lo stato della ricerca e, soprattutto, i suoi contenuti, spesso ignorati quando si parla del campo umanistico.

Da ultimo, prima che l’assemblea fosse congedata, la prof.ssa Belardinelli e la prof.ssa Rosellini hanno risposto alle domande sulle vicende del Dipartimento di Filologia greca e latina, che ha cessato di esistere lo scorso 24 giugno. Entrambe hanno riferito della scissione del corpo docente tra i due dipartimenti di Scienze dell’antichità e di Studi greco-latini, italiani e artistico-coreutici (ci scusiamo per eventuali inesattezze, nell’asindeto di aggettivi potremmo aver dimenticato qualche settore), effetto della decisione del Magnifico Rettore di riorganizzare le strutture didattiche dell’Ateneo in dipartimenti di almeno 55 docenti (con un minimo di 45 con eventuali deroghe): il compianto dipartimento ne contava solo 38.

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