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I panni sporchi si lavano in famiglia

Cari lettori,

mi sarebbe piaciuto darvi una corretta informazione sullo svolgimento del CdF straordinario che si sta tenendo in questo momento nell’Aula I della Facoltà. Consiglio in cui verrà decisa la sorte del “blocco-esami” e le decisioni dei docenti in merito alle proposte studentesche.

Dico “mi sarebbe piaciuto” perché non posso partecipare all’assemblea, una questione di morale personale che spero mi scuserete; comunque uno dei rappresentanti degli studenti è il nostro ex-Direttore Luigi Di Iorio, sicuramente da lui avremo un resoconto dettagliato e preciso dello svolgimento del CdF, quindi ricollegatevi al sito per ulteriori informazioni.

Ho chiesto l’autorizzazione del Consiglio a rimanere come redattore del Giornale della Facoltà, come esponente di un Giornale (e non di un “giornalino”) che tanti e tanti servizi fornisce agli studenti e agli stessi docenti: informando, intervistando, riportando. Il consiglio si è espresso: 37 voti a favore della mia permanenza, più o meno 10 astenuti e 36 contrari. Sarei potuto rimanere, ma con un solo voto favorevole in più non me la sono sentita. Mi sarebbe piaciuto vedere che almeno i docenti di una Facoltà umanistica non hanno problemi di trasparenza con la stampa. Una stampa sicuramente non faziosa, tra le altre cose.

Uno dei motivi di polemica è la scarsa rilevanza mediatica delle proteste: se noi non avessimo diffuso online notizie al riguardo, molti articoli di questi giorni non sarebbero usciti. La volontà di aumentare il risalto mediatico si mette in pratica rifiutando la presenza dei giornalisti? Abbiamo già bacchettato i docenti per la scarsa comunicazione con i media, ora dobbiamo constatare che non si limitano a non comunicarci, ma li scacciano anche.

Un ultimo appunto riguardo ai “rappresentanti” degli studenti. Gli stessi rappresentanti che, durante le elezioni studentesche, chiedevano un “voto strumentale” per fare in modo che le notizie uscissero dal Consiglio di Facoltà, oggi hanno votato affinché io uscissi dal Consiglio.

Il modo di agire, purtroppo, rimane sempre quello espresso in modo mirabile da un notissimo proverbio italiano: i panni sporchi si lavano in famiglia.

Passaparola:

29 Risposte: a I panni sporchi si lavano in famiglia

  1. _Giulia_ says:

    Scandaloso.

  2. Michelangelo Pecoraro Michelangelo says:

    Continuate a seguirci anche su FB, perché comunque inseriremo tutte le news che, via via, trapeleranno dal CdF.

    Ecco i link dei due gruppi su FB del Giornale:
    http://www.facebook.com/home.php?#!/profile.php?id=100001081945090&ref=ts

    http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/Il-Giornale-di-Letterefilosofiait/186152694807?ref=ts

  3. Samantha says:

    Andiamo bene.

  4. Irene says:

    Di male in peggio

  5. Chris says:

    Senza parole..
    Aspettiamo novita

  6. roccia says:

    quale risonanza mediatica cerchiamo di ottenere se vietiamo la presenza del giornale della facoltà senza il quale molti studenti non saprebbero neanche cosa stia accadendo. Questa vicenda, di giorno in giorno, mi avvilisce sempre di più.

  7. Natascia says:

    Lettieri e Piperno hanno doverosamente chiarito che la presenza di un componente esterno al consiglio può invalidare lo stesso. Poi, oggi, sarebbe stato difficile spiegare agli studenti perchè uno poteva entrare e non tutti. E’ per questo che esiste la rappresentanza, ed è per questo che è strumentale. Senza polemica, solo per dovere di chiarezza.

  8. silvia says:

    se una maggioranza ti ha approvato, credo dovresti ascoltarla. un voto in più sancisce a mio parere il tuo dovere di continuare quello che hai portato avanti fino ad ora, nel bene e nel male.

  9. Valerio Chiocchio Valerio Chiocchio says:

    Gentile Natascia,
    in che modo può un redattore invalidare un consiglio di facoltà?
    Mi sembra un ragionamento del tutto assurdo come quello della sua frase “difficile spiegare agli studenti perchè uno poteva entrare e non tutti”. Il motivo è chiaro, un giornalista (psudo/in erba o no la motivazione è questa) vuole riportare in modo puntuale e dettagliato un CdF “teoricamente” decisivo ed importante.
    Questa sua motivazione mi incita a pensare che Lei voglia nascondersi dietro un dito.
    Non critico la campagna elettorale (anche se ce ne sarebbe, visto lo squallore cui ho assistito) che l’ha sostenuta e in seguito alla quale l’ha portata a rappresentarci, ma la gestione di tale situazione nel caso specifico mi lascia alquanto scontento e trovo le sue affermazioni abbastanza gravi: si ricordi che prima di essere rappresentante è una studentessa, il servizio che offre Letterefilosofia.it è al servizio dello studente, questo dovrebbe essere il nostro obiettivo comune ma a quanto pare Lei non è di questo avviso.

    Spero che dalle mie parole sappia trarre giusti e meritati spunti di riflessione.

    Cordialmente

    Valerio Chiocchio

  10. Francesco says:

    Diciamo che grazie alle vostre puntuali cronache, i docenti non hanno fatto un figurone. Forse per questo hanno preferito parlare tra di loro…Ad ogni modo, una citazione sul Corriere della Sera…vi ripaga di tutto! Continuate così!

  11. Michelangelo Pecoraro Michelangelo says:

    Lettieri e Piperno hanno doverosamente chiarito che la presenza di un esterno NON AUTORIZZATO può invalidare l’assemblea. Proprio per questo motivo avevo chiesto E OTTENUTO l’autorizzazione, nonostante il voto contrario dei “rappresentanti” studenteschi; i quali, a quanto pare, non si preoccupano minimamente di garantire un servizio utile per gli studenti come la cronaca del Giornale, quanto di vendicarsi per delle presunte offese che il Giornale gli ha arrecato.
    Bene, che si continui pure con delle ridicole guerre interne tra gruppetti di potere studenteschi e si pensi a tutto tranne che al bene della categoria.

  12. Ilaria says:

    Va bè,ma i presenti????Quando esce la cronaca dell’assemblea? Ufffff ;-) ,un punto incontrovertibilmente a favore di questo giornale era il fatto che,sempre e comunque,qualunque poi fosse il “modo”,era puntualissimo e aveva un tempismo perfetto!(Bè,quel che è vero è vero!!!) Detto ciò,non vedo che grave problema avrebbe creato uno spettatore(non partecipe,spettatore) che facesse da NECESSARIO canale con l’esterno.E che vogliamo fare,gli imbavagliati pure qua?Il diritto all’informazione è sacrosanto in tutti gli ambiti!!!!

  13. Ilaria says:

    Va bè,io ho trovato sulla bacheca del gruppo FB relativo al “blocco” il documento ufficiale del CdF(segreto,ahahaha!) di oggi:
    Il Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia, riunito in seduta straordinaria il
    giorno 2 luglio 2010, in seguito ad un ampio confronto con gli studenti in quotidiane
    assemblee ed alla giornata nazionale di mobilitazione del 1 luglio, nella
    consapevolezza del grave momento attraversato dall’Università statale e, allo stesso
    tempo, dello stato di pesante disagio degli studenti relativamente alla situazione
    complessiva di degrado dell’università italiana; in accordo con quanto è emerso da
    parte dei numerosissimi studenti nelle assemblee di Facoltà, delibera la prosecuzione
    dello stato di agitazione nelle forme seguenti:
    - il rinvio degli esami già calendarizzati proseguirà fino al 9 luglio anche in linea con
    la settimana di mobilitazione indetta per i giorni dal 5 al 9 luglio da numerose sigle
    sindacali e riprenderanno regolarmente dal giorno 12; il Consiglio decide che nei
    giorni 12, 13 e 14 luglio gli appelli saranno tenuti o nelle strade della città
    universitaria o ‘al buio’ nei locali della Facoltà in ore notturne: questa iniziativa
    estrema intende indicare anche simbolicamente che un’università indebolita nel
    finanziamento e negli investimenti da parte dello stato è destinata a vivere periodi
    bui e a finire in strada, perdendo anche le sue strutture fondamentali.
    Il Consiglio di Facoltà inoltre esprime viva preoccupazione sulla possibilità di
    sostenere l’offerta formativa del prossimo anno accademico e dei successivi, in
    presenza di un quadro normativo e finanziario così penalizzante per l’università di
    stato come quello prefigurato dalle disposizioni combinate del DDL 1905 e
    della/delle manovre finanziarie a partire dal DL 31 maggio 2010 n. 78.
    La presente delibera, per decisione del Consiglio, verrà letta ad apertura di ogni
    seduta di laurea della sessione estiva e verrà illustrata ad apertura degli appelli
    d’esame.
    Il Consiglio auspica che questa iniziativa sia accolta e condivisa anche dalle altre
    Facoltà della “Sapienza” e dalle altre Università italiane destinate alla stessa sorte.
    Delibera accolta ad amplissima maggioranza con sette voti contrari e due astenuti.

  14. Michelangelo Pecoraro Michelangelo says:

    Si Ilaria, hai ragione. Scusateci ma tra le molteplici cose di questi giorni e alcuni problemi tecnici non è stato possibile mettere online subito l’articolo di Luigi. Grazie per aver postato il documento, comunque sulle nostre bacheche facebook già avevamo anticipato il verdetto del CdF.

    Ciao e grazie.

  15. Marcello Nobili says:

    Sto seguendo le vicende e noto che finalmente abbiamo la possibilità di “scandalizzarci”: prima nemmeno quella ci era offerta, causa disinforazione “strumentale”! Bravo Michelangelo, continua così!

    E quando Enrico ritorna mettilo alle calcagna di qualche barone, tentando di ridurre al minimo i suoi attacchi di eccessivo fair play. Pungolateli quei personaggi, non fateli adagiare!

  16. Natascia says:

    La burocrazia è cosa molto diversa da un bavaglio.
    Per quel che mi riguarda, o si vota la seduta pubblica del Cdf, consentendo a tutti gli studenti di entrare, o non si può rischiare che la presenza di un inviduo esterno metta in discussione la validità dello stesso, soprattutto data l’importanza di quella seduta per tutti gli studenti. Un Cdf ha tutta una serie di misure burocratiche da dover rispettare: deve raggiungere il numero legale, può essere interrotto e invalidato se qualche componente si allontana mettendo a rischio il numero legale suddetto, etc, etc. Se non vi convince, fate un “ricorso” al Preside e fatevi dare copia del regolamento.
    E’ per questo che esiste la rappresentanza, della quale gli studenti si preoccupano ben poco, data la scarsa affluenza alle elezioni.
    Valerio, mi dispiace che la campagna elettorale non ti sia piaciuta, sono lieta che tu abbia potuto scegliere tra numerose altre liste, vista la pluralità(fortunatamente)di interventi nella nostra Facoltà.
    Pensa che per me la rappresentanza è “strumentale” perchè non ritengo giusto che 200 professori rappresentino 200 professori e 14 studenti ne rappresentino 11.000. Per etica, ho votato favorevolmente il documento di Gamberale SOLO E UNICAMENTE perchè conteneva le stesse proposte del documento uscito dall’assemblea studentesca del 30 giugno. Per mia etica personale, o si aprono le porte (con mia grande felicità), o non si consentono favoritismi di nessun genere, a maggior ragione mettendo a rischio la validità stessa del Cdf.
    Se vogliamo pensare che ci sia un gruppo di brutti e cattivi, facciamolo pure. Io, prima di essere rappresentante sono una studentessa, è vero, che fortunamente si informa un po’ ovunque. Credo bisogni discernere tra ciò che è istituzionale e ciò che è popolare: il Giornale di Lettere non è istituzionale, la presenza di un estraneo rischiava di invalidare il Cdf. Quello che sto vedendo in questi giorni è spesso polemica tanto per farla, urla tanto per sfogarsi con qualcuno, critica distruttiva e raramente costruttiva.
    Detto questo, se vogliamo dire le cose, diciamole tutte: in quanto rappresentanti, avevamo creato un account sul Forum di Lettere (a dire che nessuno nega la popolarità e l’utilità di alcuni canali e il lavoro che c’è dietro)per informare tutti sulla mobilitazione avviata (e vinta!) per non far pagare le tasse ai laureati di marzo, in seguito all’abolizione della sessione di febbraio. Bene, gli amministratori del Forum ci hanno accusato di fare spam e hanno minacciato di cancellare il nostro account. Hanno allegato una serie di motivazioni “burocratico-formali”. Avremmo potuto avere la stessa reazione piagnucolosa, invece abbiamo deciso di comprendere, di usare il forum il meno possibile, di utilizzare altri canali, di incrementare la pubblicizzazione del nostro sito, cercando di fare più informazione diretta agli studenti e meno politichese. Il lavoro è ancora lungo, ma non siamo stati a piangerci addosso, o ad accusare qualcuno: abbiamo deciso di comprenderne le ragioni e passare oltre. Non lo dico per accusare, ma per informare e perchè sono stufa di vedere tutte queste dita puntate addosso come se io e il collettivo del quale faccio parte, fossimo una mandria impazzita di tori pronti a incornare chiunque.
    Ovvio, ci sono delle difficoltà di comunicazione e me ne rendo conto: durante il corso dell’anno accademico siamo sempre soli, con studenti e studentesse altamente disinteressati: ci confrontiamo con soggetti spesso esterni all’università e poi, quando torna l’occasione, c’è sempre anche una certa differenza di linguaggio, che non facilita la comunicazione.
    Sono andata un po’ fuori tema, ma solo ribadire quello che penso: fermarsi un attimo e comprendere le ragioni.
    Se non volessi farlo io per prima, non leggerei questo giornale.

  17. annamaria says:

    scusate ma tutto questo riguarda anche scienze umanistiche?

  18. francesca says:

    Mamma mia ragazzi che fatica seguire le vostre sterili polemiche! tutto questo per un ragazzo di un giornalino universitario che non ha potuto assistere a un consiglio (come tutti gli altri studenti!),,,credo che se durante l’anno concentrassimo almeno un decimo delle energie che usiamo per queste cazzate in qualcosa di serio (tipo fare politica attiva all’univ come invece lasciamo fare ai soliti 40, che vengono però solo criticati), questo mondo di merda l’avremmo già cambiato. MENO CHIACCHIERE E PIU’FATTI CARI RAGAZZI, perchè a criticare son buoni tutti!

    —————– CHI SA FARE FA, CHI NON SA FARE GIUDICA —————–

  19. Elena Spangenberg Yanes Elena says:

    Francesca, se ti leggessi l’articolo di Michelangelo sull’assemblea del 30 giugno e i relativi commenti di alcuni di noi, vedresti che Michelangelo e altri di noi non stanno solo a guardare e criticare ma provano a intervenire, peccato che i soliti 40 che tu lodi per il loro attivismo facciano di tutto per conservare i propri piccoli poteri e imporre -anche davanti ai docenti- una certa linea politica della componente studentesca. Un esempio è la gestione assai poco democratica della stesura dei documenti che escono dalle assemblee studentesche.

  20. Ilenia says:

    Vedo che Antonello Piroso ha fatto scuola di “giornalismo”… tutte prime donne!

  21. Michelangelo Pecoraro Michelangelo says:

    Ricordo che non ho chiesto di partecipare in quanto studente (non mi sento superiore agli altri, non mi sarei mai permesso di farlo) ma in quanto redattore del Giornale di Lettere, un Giornale attivo in Facoltà (e non solo) da oltre tre anni.

    Comunque se dovessi fare l’elenco dei CdF che avrebbero potuto essere invalidati per problemi burocratici finirei di scrivere domani mattina. Come al solito, si tira fuori la burocrazia quando fa comodo. Anche perché un sacco di volte sono entrati estranei e, guarda caso, spesso erano estranei appartenenti ai collettivi o a Uniriot. Però non mi sembra che abbiate avuto di che eccepire a livello burocratico, in quei casi…

    Mi sembra il classico caso di “coda di paglia”, altrimenti non avreste motivo di scaldarvi tanto. :-)

  22. Ilenia says:

    Ci sono delle piccole differenze… se uno sta lì e piperno non se ne accorge pace, se uno ci sta e se ne accorge, quello va nel pallone perchè è ossessionato dai problemi legali/burocratici… ergo, uno non gli permette di invalidare il consiglio… che dici?

  23. Ilaria says:

    Ilenia ti stimo,il tuo parallelismo è perfetto,ahahahaha! Comunque,scusate se mi permetto di fare un appunto critico,ma,posti molti meriti e azioni e impegni lodevoli di entrambe i “gruppi”,quello politicamente più e costantemente impegnato nella facoltà,e quello della INDISPOENSABILE informazione,lettere sembra composta solo di post-sessantottini anacronistici e arrabbiati( nell’immaginario collettivo sono quelli con la F a zeppola) e di pseudo-intellettualoidi che giudicano la plebe (il)letterata dall’alto ( e questi avrebbero invece la R moscia,sempre nell’immaginario collettivo). Ed è irritante il pensiero che talvolta traspare dai vostri commenti,secondo cui se non scirviamo le nostre riflessioni su un sito o su un giornale,o se non partecipiamo a laboratori e/o assemblee per riflettere sulle questioni politiche che toccano più o meno da vicino l’università siamo dei caproni ottusi dediti solo alle piccolezze quotidiane.Magari i giornali li leggiamo nelle nostre case,magari le riflessioni le facciamo al di fuori dell’università,magari duarnate l’anno ci preme di più “riempire il nostro sacchettino di crediti” al fine di non finire sul lastrico prima di (non) avere un lavoro,che possibilmente amiamo come la facoltà che abbiamo scelto(non l’avreste mai detto,eh?!?!?!?),magari siamo molto impegnati e attivi,ma in altri campi(anche della stessa politica,anche dello stesso schieramento)e al di fuori dell’uni,magari si prendono un po’ meno sul serio.

  24. Ilaria says:

    *ci prendiamo.

  25. A lavorare! tutti. Ci sono tante miniere…

  26. Basir says:

    Non sono stato io, seppur dirigo il Forum, ad agire direttamente nella questione dei vostri account, bensì altri ragazzi; tuttavia è semplice. Il forum è già caotico così com’è, ci manca che vi registrate 10 account e iniziate a postare lo stesso messaggio in 15 board diverse. Si chiama spam, sì, replicare lo stesso messaggio; se in un compitino in classe iniziaste a scrivere una riga si e 10 no, due pagine avanti e una indietro, vi direbbero la stessa cosa, cioè che non lo sapete usare. Magari prima imparate ad utilizzare uno strumento di comunicazione, qual’è il Forum; solo uno strumento per comunicare, e come tutti, bisogna semplicemente saperlo almeno usare…

  27. Per Ilaria: Non basarti sul “pensiero che traspare”, ma da quello che viene detto esplicitamente, perché a volte si danno interpretazioni che non corrispondono davvero al senso di un’affermazione.
    Io, ad esempio, non ritengo che si debba per forza commentare o partecipare dal vivo alle assemblee, altrimenti non scriverei sul Giornale, dandomi anche la briga di linkare sempre gli articoli su FB; tanto per dirti che mi preoccupo anche di chi, ad esempio, non ha voglia di aprire periodicamente il sito per informarsi sulle novità della sua Facoltà.
    E poi la distinzione e la descrizione che fai di questi “gruppi” mi sembra un po’ macchiettistica. Si dovrebbe cercare di evitare le generalizzazioni, no?

  28. Ilaria says:

    Mi fa piacere,tanto,questo tuo chiarimento,perchè alcune volte davvero si ha questa sensazione,e so che questo accade anche a diversi altri studenti.Per quanto riguarda il tuo commento finale hai ragione,l’ho messa volontariamente un po’sull’ironico-iperbolico,è ovvio che la realtà universitaria sia molto più variegata e fluida,e anche interessante,vivaddio! Comunque il fatto che stimi tanto il vostro impegno come giornale/principale canale d’informazione della facoltà penso fosse chiaro.

  29. Pingback: Giornale di Lettere e Filosofia – quattro anni insieme | Il Giornale di Letterefilosofia.it

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