
Francesca De Felice e Fabio Manniti durante il reading
Sono le 21 e 30 del 13 luglio 2010, il giorno che passerà alla storia della Facoltà come la notte bianca degli esami; mentre i professori esaminano gli studenti “a lume di candela”, nelle vie della città universitaria risuonano le note soffuse di Casta diva. È il segnale d’inizio delle letture notturne organizzate da un gruppo di studenti di diversi corsi di laurea della Facoltà per esprimere solidarietà e partecipazione attiva alla mobilitazione di questi giorni.
Accampati in un piccolo spazio del prato nei pressi della facoltà, i nostri lettori con a disposizione pochi mezzi tecnici, ma tanto entusiasmo, hanno creato un palco ideale invitando i passanti sorpresi e subito interessati a fermarsi per ascoltare.
Il tema scelto è la notte, richiamando l’immagine evocata dai promotori della notte degli esami, l’oscurità che calerà sull’università pubblica se verranno approvati i tagli previsti nella manovra finanziaria.
Si sono alternate letture di classici e moderni; tra gli altri, il notturno di Alcmane, la nascita di Notte nella Teogonia di Esiodo, il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Leopardi, il Discorso mattutino all’albero Griehn di Brecht, La sera e il Gelsomino notturno di Pascoli.
Presto sono intervenuti con nuove letture molti dei presenti, sia professori sia studenti. A rompere il ghiaccio degli interventi non in scaletta è stato il Preside Piperno, che, mostratosi entusiasta dell’iniziativa, ha letto due quartine del sonetto di Petrarca Or che ‘l ciel et la terra e ‘l vento tace, dedicandole alla Minerva, che dall’alto veglia sulle sorti della Sapienza.
Abbiamo poi ascoltato, spesso anche con citazioni a memoria, Trilussa, passi della Divina Commedia, Le candele di Kavafis in greco e in traduzione; ricordare tutte le letture richiederebbe troppo spazio, ma non dubitiamo che la suggestione e l’emozione siano ben impresse nei presenti.
L’iniziativa encomiabile è ben riuscita: un plauso agli organizzatori, nonché lettori: Elena, Luigi, Ilaria, Matteo, Francesca, Ilaria, Fabio, Michele, Giuseppe e Valerio. Ecco una forma intelligente di mobilitazione, parallela e complementare allo svolgimento notturno degli esami; mobilitazione simbolica non certo folkloristica, come abbiamo ascoltato da fonti autorevoli anche in occasioni ufficiali.
Molto positivi i giudizi da parte dei docenti in merito alle letture notturne, in particolare la professoressa Iuso afferma: «Non so esprimerle la tranquilla “meraviglia” che suscita in me il veder emergere, evidente e solido, questo legame, questa complicità fra studenti e docenti, che di norma hanno a cuore la cultura e i tanto amati “ragazzi”. Da una semplice idea, fortemente simbolica, vedo che germogliano pensieri e momenti di intensa solidarietà che non a caso stanno facendo più rumore di tante grida».
L’approvazione generale nei confronti dell’iniziativa e la larga partecipazione ci spingono ad auspicare di assistere più frequentemente a simili occasioni di incontro e di lettura, magari in tempi in cui l’università uscirà a riveder le stelle (parafrasando la fine dell’Inferno dantesco, non a caso lettura conclusiva della serata).
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