Una rondine non fa primavera, come recita un noto adagio, ma quando interi stormi zinzilulano a festa è lecito avere qualche sospetto. Alcune uscite del nostro Ministro dell’Istruzione sono note e, per chi si fosse perso qualcuna delle ultime puntate, faccio un breve riassunto.
La prima gaffe fu la nota “egìda“, una rondinella da poco conto, anche considerando che si corresse subito dopo. Molto più grave la lettera, piena di orridi strafalcioni, diretta all’allora collega Ministro Zaia, nella quale troviamo perle come:
- [...] i dialetti sono le base della nostra cultura [...]
- I professori ad esempio devono sempre di più provenire dalla stessa regione nella quale insegna.
- Ogni regione devo poter strutturare un sistema educativa in linea con [...]
- Per questo la polemica è distituita di qualsiasi fondamento soprattutto per chi è rivolta ad una persona che abita al confine con il Veneto e che conosce bene l’eccellenza, il valore e la cultura delle persone che lo popolano.
Poco fa è uscita un’intervista sul Giornale [quello che vende più di noi, pur avendo un nome simile al nostro (la chiamo intervista per convenienza, ma "chiacchierata estiva davanti ad un limoncello" sarebbe una definizione più idonea)] in cui la neo-mamma ci delizia con altre raffinatezze. Ho racconto le migliori per voi, soprattutto perché è difficile sciropparsi uno sproloquio così lungo, e ve le elenco qui sotto (apprezzate lo sforzo anche nel rimettere a posto gli errori di battitura del redattore del Giornale). I grassetti sono dell’intervistatore, le parentesi quadre mie.
Il conduttore Francesco Facchinetti, figlio del tastierista dei Pooh, ha confessato: «A me Mariastella piace di brutto. Sarà per quell’occhiale serioso, sarà che ha tutta questa voglia di riforme… La cosa mi suona ambigua».
«In effetti sono un po’ fissata con le riforme. Ma non oserei mai riformare Dj Francesco». [Beato lui...]
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Da laureata in giurisprudenza puntava al ministero della Giustizia che ha sede lì, confessi.
«No, è che costava poco d’affitto, mentre adesso mi tocca pagare 2.500 euro al mese. Non volevo diventare Ministro né della Giustizia né dell’Istruzione». [Pensa te... chi l'avrebbe mai detto?]
E che cosa le sarebbe piaciuto fare?
«Da bambina sognavo di diventare ballerina. Ho studiato danza classica per sei anni». [Ecco, per una volta che un'istituzione artistica poteva fare DAVVERO il bene per il proprio paese...]
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[...] Se mia cognata insegna in una classe dove ci sono 21 figli di immigrati su 21, mi spiega con quali italiani li integra?
«In alcune zone di Milano e Roma, e nelle metropoli in genere, permane un certo margine di scostamento. Così pure in realtà difficili come Prato, dove la presenza degli immigrati cinesi è massiccia».
Mia cognata insegna a Verona.
«Certo che è ben sfortunata sua cognata. [Capito?! La povera cognata è sfortunata perché, nella civilissima Verona, le è toccata un classe con 21 cattivissimi immigrati.]
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Il ministro Renato Brunetta ha litigato con Tremonti proprio sul rigore.
«Eh, ma quelle sono liti fra professori». [Tradotto = "E che vuole che ne capisca io? Quelli sono su altri livelli."]
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[Chiudo questa breve antologia con un pezzo magistrale.]
È ancora una fan di Vasco Rossi?
«Sì. Alcune sue canzoni sono bellissime».
Per esempio?
« Albachiara».
Un inno all’autoerotismo femminile.
«Macché, macché, ma cosa dice?».
Nella strofa finale: «Qualche volta fai pensieri strani / con una mano, una mano, ti sfiori, / tu sola dentro la stanza / e tutto il mondo fuori».
«Non l’avevo mai colta, non entriamo in questi dettagli, non mi rovini Albachiara».

ma insomma MISTEROARCANO non se sta ad aggrappà su inezie da commentare con ironia sorprendente per aumentare l’audience del GIORNALE DI LETTERE con personaggi di sicura risonanza come la Gelmini auahuahuahauhauh
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