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Il Trio Lescano fa discutere ancora (intervista a Gianni Borgna)

Gianni Borgna

Stasera, alle 21.10 su Rai 1, comincia la miniserie (due puntate) intitolata Le ragazze dello swing che racconta la storia delle sorelle Lescano, il trio più famoso degli anni ’40. Si tratterebbe di un’importante proposta di valorizzazione di un repertorio musicale quasi dimenticato: molti, tuttavia, sono i pareri di dissenso di alcuni appassionati, i quali ritengono che alle sorelle olandesi non sia stata resa appieno giustizia. Altrettanto numerosi sono i commenti entusiastici dei neofiti. Abbiamo chiesto il parere del prof. Gianni Borgna, presidente dell’Auditorium – Parco della Musica e musicologo, autore, tra le altre cose, della Storia della canzone italiana uscita nel 1985 (cliccando qui si può leggere un breve profilo biografico).

***

In questi giorni è in uscita una miniserie sul Trio Lescano, preceduta dalla monografia di Eschenazi: pensa che le nuove generazioni possano ancora appassionarsi a questo tipo di cultura?

Le nuove generazioni le vedo abbastanza disorientate da tanti punti di vista. Quella musica, poi, quello swing, sono legati ad un’epoca ormai lontana. Tuttavia, credo che tutti quelli che amano la musica e la Canzone, se si dovessero imbattere nel Trio Lescano non potrebbero che rimanerne colpiti. Io stesso, nato non certo in quell’epoca, quando ho ascoltato per la prima volta i loro dischi, ancor prima di mettermi a studiare, rimasi estremamente affascinato dalla loro intonazione, dall’unisono. Anche dal loro spirito, molto birichino per così dire, irriverente, scanzonato, che viene fuori da molte canzoni. Sono state davvero un momento importante della nostra musica.

Nonostante tutt’ora ci siano molti appassionati della musica del Trio Lescano e affini, è innegabile che il tutto sia un po’ caduto nel dimenticatoio. A cosa si deve, secondo lei?

Si deve innanzitutto al fatto che purtroppo la nostra è un’epoca che macina tutto, non si ferma a riflettere sul passato e soprattutto non studia abbastanza. Questo, ovviamente, non riguarda solo il Trio Lescano, ma anche tanti altri artisti e cantanti significativi di quel tempo. Si vive molto del presente ormai. Tanti di questi fenomeni addirittura non si conoscono, segno di un tempo che vive ben poco del passato, di ciò che è stato e che in qualche modo ha formato anche noi. Tentiamo a dimenticarcene, ma se siamo ciò che siamo è anche grazie quello che abbiamo alle spalle. Lo stesso discorso vale per la musica: quella che ascoltiamo oggi è stata influenzata da quella dell’epoca – che tra l’altro era molto più coinvolgente di quella di oggi.

A questo aggiungerei il fatto che viviamo in un mondo poco incline alla cultura, abbastanza ignaro e inconsapevole di tutto ciò che è accaduto prima. Bisognerebbe che si tornasse a riflettere, studiare, a non vivere soltanto di tutto ciò che accade sul momento, spesso mode effimere.

La musica di quel tempo, tra l’altro, è ancora molto attuale: tanti musicisti di oggi che compongono cercando delle contaminazioni o di rifarsi a determinati stili, consapevolmente o meno, guardano ad essa. Lo swing italiano degli anni ’40, e basterebbe ricordare Rabagliati, Bonino o autori come D’anzi e Kramer, è nel dna dei musicisti contemporanei. La musica, così come qualunque altra forma artistica ed espressiva, risente di tutte queste tendenze passate che rifluiscono in vari modi e che si ripropongono, magari, in forme diverse. Come si dice anche in natura: nulla si crea e nulla si distrugge.

Negli ultimi tempi, però, il web è infiammato dalle polemiche riguardo la veridicità di alcune notizie tramandate nel tempo sulla storia delle Lescano. In particolare, alcuni studiosi hanno fornito prove concrete per confutare la questione del fantomatico arresto genovese del 1943. Qual è la sua opinione a riguardo?

Nel mio libro Storia della canzone italiana ho parlato anche di questa vicenda: la prima edizione è dell’85, sono passati tanti anni, non ricordo nel dettaglio quali documenti avessi consultato. Sono comunque andato alla fonte dei giornali dell’epoca. Dell’arresto delle Lescano se n’è parlato anche in un recente DVD dell’Istituto Luce, in cui ci sono testimonianze dirette di molte persone che le conobbero, in particolare colleghi e musicisti che vi avevano collaborato. Non credo si possa dubitare di queste fonti. Francamente non ho i registri del carcere di Marassi, ma d’altra parte non ci direbbero molto: le cantanti sono state arrestate durante l’occupazione tedesca, non è così semplice trovare una documentazione degli ebrei che erano stati trattenuti in quel periodo. In quel contesto non c’era nulla di legale, per certi versi: i nazisti erano degli occupanti feroci, crudeli, che cercavano di colpire gli oppositori e gli ebrei in quanto tali. Il fatto che non si trovino tracce negli archivi del carcere non mi sembra francamente una prova del fatto che tutto questo non sia accaduto. Al contrario, esistono mille testimonianze di loro conoscenti che riportano la vicenda, la cui durata e drammaticità, però, non ci è dato sapere.
È possibile che il Trio Lescano era talmente famoso che forse persino i fascisti sono intervenuti in loro favore per fargli evitare un carcere troppo duro. Non credo, però, sia dubitabile l’arresto e la persecuzione. Il fatto che siano cadute nell’oblio dopo l’occupazione tedesca e siano fuggite dall’Italia è un indizio abbastanza chiaro, se non una prova ulteriore del fatto che avessero vissuto qualcosa di molto drammatico sulla propria pelle. Credo, ripeto, che questa faccenda sia veritiera, ma ciò nulla toglie e nulla aggiunge alla loro storia professionale: arrestate o meno, erano comunque ebree, anticonformiste. Un gruppo che canta una canzone meravigliosa come La gelosia non è più di moda nel 1940 è senza dubbio controcorrente, che la cosa fosse consapevole o meno.
È curioso che il Trio, in questo suo stupefacente modernismo sia, in un certo senso, la quintessenza dell’antifascismo. Quel modernismo, sul piano ideologico, c’entrava relativamente poco col fascismo. È anche vero, però, che se c’è un sound che in qualche modo incarni perfettamente quell’epoca e te ne faccia ritrovare il profumo, esso è proprio quello del Trio Lescano. Anche il fascismo, inteso come periodo, non come movimento politico, si può raccontare attraverso le loro canzoni.

Trio Lescano – La gelosia non è più di moda

Passaparola:

6 Risposte: a Il Trio Lescano fa discutere ancora (intervista a Gianni Borgna)

  1. jeko says:

    eh, ma chi erano il Trio Lescano?

  2. “il trio più famoso degli anni ’40″ (cit.)

  3. Niccolò D'Agati says:

    e le pare fatto strano di ascoltare le Lescano…e cantano i tuli tuli tulipan, tuli, tuli, tulipan!
    Ecco Jeko se hai sentito questa canzone (Tulipan), hai sentito le Lescano almeno una volta.

  4. jeko says:

    sì, ma dietro ad ogni cantante c’è una storia. qual è la loro storia?

  5. Pingback: Trio Lescano: tutta la verità. Intervista ad Angelo Zaniol | Il Giornale di Letterefilosofia.it

  6. Antonio says:

    Come ho già scritto, il Trio Lescano, con tutto il rispetto, rimaneva e rimarrà un fenomeno di quell’Italietta provinciale che nel bene e nel male è passata. Loro malgrado non entreranno mai a far parte della storia dello swing se non come personaggi minori e molto semplicemente perchè questo fu il loro ruolo. Il posto di regine dello swing, per quanti sforzi possano fare i cultori del Trio Lescano, rimarrà occupato dalla Signora che lo ha meritato. Il voler a tutti i costi pretendere l’esistenza di una consapevolezza storica dello “swing italiano”(fenomeno mai esistito) non potrà che creare ulteriori confusioni sul passato e farlo regredire ancor di più nell’oblio.

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