Incredibile ma vero: il Trio Lescano torna, dopo più di mezzo secolo, a far parlare di sé. Sono ancora molti, però, gli interrogativi su alcuni punti della loro affascinante storia, collocata in un periodo storico che di certo non aiuta ad inquadrare il tutto nella giusta ottica.
Dopo l’intervista di ieri, abbiamo pensato di consultare Angelo Zaniol, docente universitario in pensione, da sempre grande appassionato di musica, di ogni tipo e di ogni epoca. Oltre a curare il sito Ricordando il Trio Lescano, da lui creato nel 2008, ha all’attivo un altro sito, www.joaopernambuco.com, dedicato ad un geniale chitarrista-compositore brasiliano, quasi sconosciuto in Europa. Sito – giova sottolinearlo – scritto interamente in perfetto portoghese, dato che il prof. Zaniol padroneggia diverse lingue.
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In questi giorni il Trio Lescano è tornato al centro dell’attenzione dei media dopo molti anni. Da esperto in materia, come giudica la miniserie tv (stasera in onda la seconda ed ultima puntata) e il libro Le regine dello swing?
Le giudico per quello che sono: due iniziative meramente commerciali, senza dubbio valide in quanto tali (lo prova il successo che stanno ottenendo presso il largo pubblico), ma criticabilissime in una prospettiva culturale. Il libro è infatti costellato di inesattezze, errori e notizie false spacciate per vere, la fiction mette in scena personaggi, ambienti, comportamenti e musiche che non hanno nulla in comune con l’epoca e la vera storia del Trio Lescano.
C’è una grande confusione generale riguardo la vicenda della persecuzione e dell’arresto delle sorelle Lescano. Cos’è realmente accaduto nel 1943?
Cominciamo col precisare che l’appartenenza di Eva de Leeuwe, madre delle tre ragazze, alla religione ebraica era nota alla Polizia Segreta del Regime (la famigerata OVRA) fin dal 1935, ossia fin dall’arrivo delle Leschan in Italia: abbiamo dei documenti che lo provano. È quindi privo di senso affermare che tale dettaglio saltò fuori molto più tardi, con l’effetto di una bomba che esplode, causando alle Lescano i problemi che sappiamo. Anche l’allontanamento del Trio, alla fine del ’42, sia dall’EIAR che dalla CETRA non dipese dalla “razza” delle cantanti, bensì, molto probabilmente, da motivi economici: lavorando in proprio nei teatri, in varie compagnie di varietà, esse guadagnavano assai di più che non alle dipendenze dei due Enti Statali, entrambi avarissimi con cantanti e orchestrali, trattati alla stregua di semplici impiegati. Quanto al fantomatico arresto delle Lescano nel Novembre del ’43 ad opera dei nazifascisti, abbiamo raccolto prove inconfutabili che esso non ci fu mai (clicca QUI per leggere l’articolo chiarificatore di Virgilio Zanolla, NdR). Verosimilmente si trattò invece di un’informale convocazione in qualche Commissariato di Polizia, per semplici chiarimenti, convocazione risoltasi nel giro di alcune ore.
Quale era il vero rapporto dell’Italia con lo swing e le altre novità musicali?
È assolutamente falso (lo abbiamo dimostrato con abbondanti prove) che durante il Fascismo il jazz e lo swing fossero proibiti. È un’invenzione di chi, per motivazioni ideologiche, vuole demonizzare il Ventennio oltre il giusto e, soprattutto, il necessario. A mio parere occorre separare nettamente gli aspetti obbrobriosi, e in molti casi criminali, della dittatura fascista (anzi è doveroso estendere la più ferma condanna a tutte le dittature, di qualunque tipo e colore esse siano), da quelli culturali, che furono non di rado di incontestabile eccellenza. La musica leggera italiana degli anni Trenta e Quaranta, ad esempio, è ricchissima di immortali capolavori, fra i quali spiccano appunto le incisioni lasciateci dal Trio Lescano.
Quanto c’è ancora da scoprire sul Trio Lescano e sul loro mondo?
Sulla loro biografia (quella autentica, intendo dire, non quella leggendaria) c’è ancora tanto da scoprire, ma non disperiamo, grazie alle nostre instancabili ricerche a tutto campo, di arrivare col tempo a ricostruirla, se non al 100 per cento almeno al 90. Le loro incisioni, invece, poco meno di 350, ci sono ormai in larga misura note e le stiamo studiando ad una ad una come meritano.
Ci sono altri artisti dell’epoca che pensa vadano riscoperti?
Il sito Ricordando il Trio Lescano si prefigge di recuperare la memoria, possibilmente nella sua integralità, non solo del Trio Lescano, ma anche di tutti gli artisti che, a vario titolo, collaborarono con loro. A questo proposito abbiamo raccolto centinaia di schede e migliaia di documenti iconografici relativi a cantanti, compositori, parolieri, direttori d’orchestra e orchestrali, tutti collaboratori delle Lescano: un tesoro di inestimabile valore culturale che stiamo salvando dal vergognoso oblio in cui stava sprofondando per sempre nell’indifferenza generale. Tra i degnissimi artisti di quel passato di cui abbiamo recuperato integralmente la memoria, figura in primo piano la cantante bolognese Norma Bruni, che, come le sorelle Leschan/Lescano è stata oggetto in passato di una vera damnatio memoriae, ad opera di falsari e mistificatori di professione, mossi da cieco odio di parte o spregevole invidia.

“Per conoscere bene le cose, bisogna conoscerne i particolari”(François de La Rochefoucauld)Quando si scrive un libro o si realizza un film,(questi sono i mezzi più potenti di comunicazione)occorre prima di tutto STUDIARE… l’ignoranza conduce sempre all’errore! Complimenti Manuel, hai reso un servizio alla storia e soprattutto alla verità!
Se non si conosce la vera storia di qualsiasi soggetto, la rai o televisioni private non dovrebbero trasmettere le fiction perchè non raccontano la verità, io sono un ex poliziotto devo dire che anche le fictioni sulla polizia, distretto di pilizia ecarabinieri non rispecchiano la realtà quindi la gente vedendo tali ficton credono che la realtà sia quella ma non è cosi.
…credo invece che le fiction vadano trasmesse e rispettate per quello che sono: romanzi! Romanzi ispirati a fatti realmente accaduti. Esagerando il paragone sono più simili ad un romanzo storico piuttosto che alla rappresentazione della realtà. Qualcuno forse, prima di emettere sentenze, dovrebbero imparare a meditare sui termini e sul significato della parola “fiction”. Il tutto poi, dovrebbe essere ricollocato nella giusta proporzione rispetto a ciò che realmente fu il Trio Lescano: con tutto il rispetto rimaneva e rimarrà un fenomeno di quell’Italietta provinciale che nel bene e nel male è passata. Loro malgrado non entreranno mai a far parte della storia dello swing se non come personaggi minori e molto semplicemente perchè questo fu il loro ruolo. Il posto di regine dello swing, per quanti sforzi possano fare i cultori del Trio Lescano, rimarrà occupato dalla Signora che lo ha meritato. Nonostante questo la storia ha dato, tutto sommato, una giusta dimensione alle nostre “tre reginette” italiane, conservandone una dignità che rischia solo di essere sminuita da queste sterili discussioni storiografiche. Sterili e tanto più inutili proprio in quanto vi è celata la pretesa di scindere gli estimatori su una inesistente questione morale. Scissione che inevitabilmente, come proprio la storia dimostra, porterebbe al definitivo oblio.
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sono stato testimone in pace e in guerra e ho giudicato nel bene e nel male il regime fascista. A parte il valore artistico della pellicola in questione, trovo il racconto pieno di contraddizioni, e anacronismi. Sorvolo su l’incallita menzogna degl’italiani che consegnavano gli Ebrei ai nazisti cui non credono neanche gl’ingenui. Dico solo che è ora di piantarla di sputtanare gl’italiani col pretesto antifascista o antiberlusconiano. E’ una criminale e controproducente per gli stessi calunniatori. Quando ci saremo liberati degli ultimi avanzi del comunismo crolleranno tutti gli altarini, l’Italia risorergerà pilita e pacificacata storiellerie e controstorie finiranno delle spazzature e storiografi qualificati ristabiliranno la verità. Silvio Valenti.
Correggo gli errori grafici, dovuti alla semilleggibilità dei caratteri. Sono stato testimone degli eventi rievocati nella pellicola in pace e in guerra e ho giudicato nel bene e nel male il regime fascista. A parte il valore artistico del filmato, trovo il racconto pieno di contraddizioni, e di anacronismi. Sorvolo sull’incallita menzogna degl’itagl’inliani che consegnano gli Ebrei ai nazisti alla quale non credono neanche i marziani. Dico solo che è ora di piantarla di sputtanare gl’italiani col pretesto antifascista o antiberlusconiano. E’ una pratica criminale e controproducente per gli stessi calunniatori. Quando ci saremo liberati degli ultimi zombi comunisti crolleranno gli altarini, l’Italia risorergerà pulita, ordinata e pacificata storiellerie e controstorie finiranno nella spazzatura e storiografi qualificati ristabiliranno la verità. Silvio Valenti.
Gentile Prof. B. (o Silvio Valenti, come preferisce),
sinceramente, da una persona del suo spessore e della sua cultura, non mi sarei mai aspettato di leggere quel che ha scritto.
Ha colto anche questa occasione per sbandierare il suo credo politico.
Visto e considerato quel che ha vissuto e quel che ha visto nel corso della sua vita dovrebbe riflettere con maggior saggezza prima di difendere l’ideologia del “berlusconismo” in una intervista del tutto priva di colore politico.
Le dico anche un altra cosa: i comunisti non esistono più.
I comunisti come intende Lei, in Italia, hanno cessato di esistere; i criminali “mangiabambini” non hanno ragion d’esser nominati in Italia perchè non esistono (se ne identifica qualcuno La prego di usarmi la cortesia di fare i nomi).
L’Italia risorgerà solo quando riscoprirà il buon gusto e la legalità, cosa che col governo attuale mi pare molto improbabile che accada e soprattutto quando verrà data importanza al valore vero che ha dato i natali a questa nazione (Lei ne dovrebbe saper qualcosa, visto che difende il patriottismo e l’identità italiana in zone dove spesso e volentieri tutto ciò è negato): la cultura.
Grazie a quest’ultimo valore la nostra nazione ha sempre primeggiato sugli altri ed è arrivato il momento che esso diventi il primo valore da considerare, ovviamente a “scapito” della corruzione, del dio Denaro, dell’ipocrisia tipicamente italiana post-bellica etc.
Lieto di risponderLe, confido in una sua risposta.
Onorato di averLe risposto
Dott. Valerio Chiocchio
bene, io chiamo la neuromed