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La nuova Megafacoltà di robba umana

La "fusione" più famosa dei cartoons

Questione di giorni, ormai ci siamo. A partire dal 1° di novembre si fonderanno in una nuova Megafacoltà le quattro Facoltà di ambito umanistico: Lettere e Filosofia, Scienze Umanistiche, Filosofia, Studi Orientali. Partiamo dal nome: dagli stessi creatori del Dipartimento di Studi greco-latini, italiani e scenico-musicali; dal regista di Dipartimento di Scienze documentarie, linguistico-filologiche e geografiche, tra poco sui vostri schermi la nuovissima Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche, Studi Orientali. Non sto scherzando, questa non è la versione universitaria di “scova l’intruso” e questa non è la sezione “Goliardica”.

Dopo il diktat e le manovre del Rettore Frati il quale, come il primo della classe, ha voluto svolgere i compiti prima che fossero assegnati (forse non verranno più assegnati, quindi li avrà fatti invano), l’intero Ateneo ha dovuto correre forsennatamente per riorganizzarsi su base dipartimentale. Ora è il turno delle Facoltà e il Magnifico, mentre ha suddiviso la propria Medicina in tre nuove Facoltà, ha deciso per questo mega-accorpamento.

Agli occhi di tutti l’accorpamento si svolge in un clima di fattiva collaborazione e, senza dubbio, molti docenti e i rispettivi Presidi intendono così questo passaggio. Tuttavia si registrano numerose voci fuori dal coro. Le accuse più ricorrenti riguardano il modus operandi dell’accorpamento, visto come una semplice giustapposizione di Facoltà. Come a dire: nomen omen. Proprio su queste accuse si sono soffermati alcuni docenti nell’odierno CdF, l’ultimo della nostra storica Facoltà (attimo di nostalgia… ok, finito).

Tra i numerosi scambi di opinioni relative al fatto, segnaliamo un simpaticissimo scambio epistolare: uno di quegli scambi in cui, in mezzo alle polemiche e furoris causa, si intravedono mezze verità e ammissioni di colpa. Il fuoco alle polveri è stato dato il 4 ottobre scorso, con una mail abbastanza aggressiva girata dal prof. Emanuele Paratore a tutti i colleghi, in cui sostanzialmente ricordava i motivi della scissione della storica Facoltà di Lettere «perché non ricadessimo negli stessi errori»; tra le accuse  degne di nota, val la pena citare lo “sfasciatore” Asor Rosa, il fatto che la Facoltà all’unanimità votò lo sdoppiamento e la non-opposizione allo sdoppiamento di alcun Preside dell’epoca, compreso l’attuale Rettore Frati. Subito è scattata la risposta dei Presidi delle due Facoltà tirate in ballo, Piperno e Nicolai, i quali hanno definito la mail di Paratore «inappropriata e dannosa» in quanto, in­vece di «guar­da­re po­sitivamente al futuro», insiste su «vecchie contrap­posi­zio­ni che ci sono del tutto estranee e dalle quali ci dissociamo fermamente».

A seguito della mail dei Presidi è giunta, addirittura, una comunicazione del Rettore, in cui veniva fatta una sommaria ricostruzione dell’accaduto allo scopo di discolparsi dalla fusione che venne effettuata, ricordando alcuni rilievi che egli fece in Senato Accademico. Come a dire: io all’epoca non l’ho voluta e lo feci notare, quindi adesso ho il diritto di imporvi la fusione senza che abbiate nulla da dirmi.

Oltretutto il Rettore adduce un argomento utilizzato anche da alcuni docenti di Lettere in questi giorni, ad esempio dal Direttore del neo-Dipartimento di studi greco-latini, italiani, etc. , prof. Gamberale, il quale sottolinea come le nuove Facoltà abbiano soltanto il compito di coordinare l’attività dei Dipartimenti, veri centri propulsori del nuovo ordinamento.

A questo argomento ha risposto, sempre tramite mail circolare, il prof. Capaldo, all’epoca dello smembramento Vicepreside, in questo modo (corsivi e grassetti sono originali): «il punto (Ndr l’organizzazione su base dipartimentale) riguarda uno degli aspetti più oscuri del Decreto Gelmini e del no­stro Statuto, e che per questo merita la massima attenzione (e vigilanza), perché in esso si an­nidano – come ho avuto già modo di osservare più volte in Facoltà e nel mio Dipartimento  –  i ger­mi di fu­tu­re gra­vi disfunzioni (molti dipartimenti sono costruzioni a tavolino, destinate a crollare come castelli di carta al primo soffio di vento; non essendo nessun Dipar­timento autonomo nella gestione dei corsi di laurea, questi dovranno essere governati da due o tre Dipartimenti-carrozzoni con i brillanti risultati che è facile immaginare, ecc. ecc.).»

Prosegue il confronto epistolare, con altre mail tra cui un’altra dello stesso Paratore, in vista dell’elezione a Preside della nuova Facoltà. La situazione è movimentata e in questi giorni la diplomazia accademica lavora a pieno ritmo. Riusciranno i nostri eroi ad evitare il solito agglomerato azzeccagarbuglico e, una tantum, a creare un’istituzione funzionale e competitiva? Seguiteci, lo scopriremo nelle prossime puntate.

Passaparola:

13 Risposte: a La nuova Megafacoltà di robba umana

  1. Anto says:

    GIOVANNI sei matto fracico, me ricicli le vignette auahauhauahuahauha

  2. giovanni says:

    fuuuuuu….siò….neeeeeeeeeeee! Complimenti per tutto, davvero… per l’articolo, le informazioni e gli aggiornamenti continui su tutto ciò che sta avvenendo

  3. Marta says:

    Quando ci saranno le nuove elezioni del preside?

  4. Michelangelo says:

    Le elezioni per il nuovo Preside dovrebbero tenersi lunedì 25 ottobre 2010, dalle ore 9.00 alle ore 17.00, nella ex aula Tesi nel Museo dell’Arte Classica, presso l’entrata posteriore del Museo. Così, a occhio e croce.

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