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Corteo e sit-in anti-DDL Gelmini

Piazza di Montecitorio non è riuscita a contenere tutti i partecipanti al presidio contro il DDL Gelmini: sono state numerosissime le persone che stamattina hanno manifestato il loro dissenso alla riforma in discussione alla Camera.

Le bandiere presenti erano quelle della CGIL – Federazione Lavoratori della Conoscenza, Unione sindacale di base, Unione degli universitari, Rete universitaria nazionale, Studenti democratici, Gioventù attiva. Ma la presenza più consistente è stata quella degli studenti e dei ricercatori, che da sempre difendono la natura spontanea della propria mobilitazione, lontana da sindacati e partiti.

I primi a riempire la piazza sono stati gli studenti del liceo Montale di Roma, che hanno dato vita ad un flash mob in cui si è rappresentato lo stato di prigionia e morte imminente della scuola pubblica. A centinaia si sono poi spostati poi verso viale Trastevere, per dare man forte ad un altro presidio. Nel frattempo piazza di Montecitorio si è riempita di universitari, fino all’arrivo del corteo partito da piazzale Aldo Moro. Gli studenti universitari hanno affollato per circa un’ora le strade tra via del Corso e il Pantheon. Poi sono ripartiti in corteo per le vie del centro. Qualche tensione tra un gruppo di manifestanti e le forze dell’ordine, scaturita da un tentativo di accedere al Senato e condita un lancio di uova.

Alla testa del corteo una enorme pacchetto di sigarette recava la scritta “DDL GELMINI. Nuoce gravemente a te e chi ti sta intorno”. Ma per i manifestanti non è solo una questione di istruzione e università. Al grido di “dimissioni, dimissioni”, gli studenti interpretano lo stato di profonda crisi della  politica italiana e del governo in primis: i tagli alla ricerca e alla scuola pubblica di un sistema educativo che sembra puntare sempre più alla privatizzazione rappresentano uno dei numerosi punti di non ritorno a cui si è giunti, guidati da una classe politica che non pare avere seri progetti a lungo termine e che pare sempre più disinteressata al governare e maggiormente attenta a non destabilizzare l’equilibrio dei poteri.

Così i giovani che sfilano criticano consapevolmente tutte le falle del sistema Italia. Aspettando l’esito della discussione alla Camera (oltre 400 gli emendamenti da votare), la mobilitazione si dà come prossimo importante appuntamento la manifestazione di sabato 27 novembre organizzata dalla CGIL e che coinvolgerà giovani e lavoratori.


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