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Tra “Finanzial Time” e “Black Box”

Tra “Finanzial Time” e “Black Box”, tra analfabeti e fascisti, si sono fatti spazio studenti nutriti di ideologia bolsa, retorica anti-istituzionale, aggressività “dal basso”. Lo hanno fatto in diretta nazionale su Rai due ad Anno Zero, spettacolo d’atmosfera vintage per nostalgici.

Santoro era deciso a trasformare la parola “guerriglia urbana” in “rivolta” (che fa più nobile) e, per dissimulare ogni dubbio sulla sua presa di posizione pro-studenti e pro-criminali, ha aggiunto «non siamo qui per fare la morale a questi ragazzi». Pericolo scampato, qualcuno avrebbe potuto pensare che per una volta avrebbe prevalso il buon senso.

In studio Casini, Di Pietro e La Russa chiedono ad una delegazione di studenti che hanno manifestato il 14 dicembre: «ma voi, con questi criminali finti luddisti che manganellano gli agenti, tirano sampietrini e rompono vetrine, che ideali condividete? Giustificate la violenza sì o no?» Imbarazzo, tentennamenti, giri di parole. Non erano pronti ad una domanda del genere: di solito nelle assemblee c’è una sola unica idea, per altro presa in prestito dai genitori o nonni. «I poliziotti difendevano la compravendita di voti nel palazzo», ha risposto un genio della diplomazia, uno studente di Scienze politiche.
Così i contestatori sono stati contestati.

Nicola Porro ha tentato di spiegare ai ragazzi che scendere in piazza con i loro (nostri) peggior nemici (i pensionati) dovrebbe accendere qualche spia di allarme nei cervelli mediamente incazzati. «Voi credete di essere in lotta contro il potere. No! Il nemico è uno stato del Welfare che toglie ai più giovani per mantenere un sistema bloccato per chi oggi è vecchio».
Tentativo andato a vuoto: Antonio Di Pietro era esagitato e non lasciava spazio alle critiche sensate. A lui, il senso di colpa per aver gestito il suo partito scegliendo deputati che somigliano ai suoi peggiori nemici, fa questo effetto.

Chissà come avrebbero reagito gli inglesi…

Sappiamo invece come hanno reagito alcuni studenti italiani: macchine impostate ideologicamente con argomenti da assemblea studentesca, non certo da dibattito televisivo, incapaci di vedere la linea di confine tra criminalità insensata e dissenso politico.

Scrive bene Lanfranco Pace: «questi nemici fuori tempo massimo della mercificazione capitalistica» non capiscono che «l’università per tutti è una scempiaggine, il lavoro garantito e a tempo pieno una chimera»[1], sbagliano i modi e i tempi del dissenso giustificandosi con la rabbia di una generazione senza futuro (né libertà?).
Ma la rabbia è quella che si prova vedendo un poliziotto picchiato da chi pensa che i criminali siano dentro il palazzo, che chi difende la democrazia, quella vera, sia un servo del padrone.
Con questi slogan l’Italia crede di rivendicare diritti sociali ma mette la retromarcia verso un passato fallimentare.

Manuel Peruzzo


[1] http://www.ilfoglio.it/soloqui/7108

Passaparola:

9 Risposte: a Tra “Finanzial Time” e “Black Box”

  1. Rosa says:

    Avrete una bella carriera voi di questo giornalino: a 20 siete già peggio di Porro e Feltri. Vergognatevi! Non vi piace la gente che scende in piazza e i messaggi che portano perchè i primi nemici del cambiamento e delle possibili trasformazioni siete voi. Conservatori e ciellini che non siete altro. Andate ai meeting di comunione e liberazione invece di venire ai cortei.

  2. jeko says:

    questo giornale non ha nulla a che vedere con comunione e liberazione, si vede che sei capitata qui per caso

  3. Michelangelo Pecoraro Michelangelo says:

    Cara Rosa,

    voglio solo farti presente che la sezione in cui si trova l’articolo che, evidentemente, non ha incontrato la tua approvazione si chiama “Articoli dai lettori”. Non penso che tu debba prendertela con il Giornale, a meno che tu non parta, come mi sembra probabile, da posizioni pregiudiziali.

  4. Fabio Poroli Fabio says:

    Per quanto l’articolo sia di un lettore (e quindi manco c’entra con il giornale), Comunione e Liberazione penso sia il peggiore insulto che mi sia mai sentito dire in tutta la mia vita. Se non facessi incazzare la direttrice sparerei tante di quelle bestemmie solo per l’incazzatura di essermi sentito dire una cosa del genere che manco immagini.

  5. Fabio Poroli Fabio says:

    (Ma poi che nesso c’è con Comunione e Liberazione? Cioè, c’è qualche Ave Maria che mi è sfuggita? Veramente mi si stanno togliendo le bestemmie di bocca, è che non posso, mannaggia al creatore dei cani e di tutte le creature porcine. Sto ridendo da solo come un cretino e allo stesso tempo mi ritrovo sgomento per l’idiozia del commento).

  6. manuel says:

    Gentile Rosa,
    scrivo occasionalmente per questo giornale nella sezione recensioni, mi dispiace deluderti ma non sono nè di destra nè di comunione e liberazione. Mi considero un liberale – in italia lo sono tutti- voto per il partito radicale da quando ho l’età per farlo, sono laico, ateo e omosessuale (ce le ho proprio tutte..).
    Quindi se vuoi contestare quello che ho scritto ora hai qualche spunto biografico in più per farlo seguendo la strada che hai intrapreso. (puoi scegliere tra liberale di merda o frocio se preferisci).
    Altro suggerimento non richiesto: sei la conferma di ogni mio giudizio sui contestatori, se proprio sei in disaccordo con me prova a ragionare in termini non ideologici, magari riesci a non farti contestare la contestazione.

    Manuel.

  7. Fabio Poroli Fabio says:

    Manca solo negro e su ‘sto giornale non scrivi più, io ti avverto.

  8. wow uh anche negro?

  9. Pingback: Studenti contro gli scontri | Il Giornale di Letterefilosofia.it

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