I periodi di transizione non sono una novità nell’università italiana, in cui nuovi ordinamenti e riforme si susseguono con cadenza quasi annuale e si passa, dopo non molti anni, da istanze di decongestionamento ad altre di riunificazione; non fa eccezione la nostra Facoltà in cui convivono tre ordinamenti e, per ora ancora da separate in casa, le anime di cinque vecchie Facoltà. All’approssimarsi della scadenza dei primi cento giorni di vita della nuova Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali cosa sta cambiando e cosa dovrebbe cambiare?
I malfunzionamenti che si avvertono maggiormente quest’anno sono certamente legati alla reperibilità di corsi ed esami. Sebbene il primo semestre di lezioni sia terminato, sul sito internet (della ex facoltà di Lettere) e nelle bacheche nell’edificio di Lettere non si trovano ancora moduli che tuttavia sono già stati tenuti in questo semestre. Solo pochissimi corsi sono reperibili sia sul sito della Facoltà sia su quello del Dipartimento. Per alcuni settori scientifico-disciplinari, se il buon senso non lo impedisse, si sarebbe indotti persino a credere che non siano previsti insegnamenti.
Le date degli appelli, solitamente note già da dicembre, sono le grandi scomparse di quest’anno. È inutile consultare le bacheche giacché vi si trovano solo quelle degli anni scorsi; sul sito della Facoltà sono registrate solo quelle di parte dei
docenti, inoltre gli appelli dei professori che fanno ancora esami anche per l’ordinamento 509 spesso sono solo sul sito per gli studenti iscritti secondo l’ordinamento 270. Questa situazione crea disagi soprattutto agli studenti fuorisede e pendolari, ma in generale pianificare gli esami da sostenere in una sessione è diventato un lusso per pochi.
Altrettanto scarsamente pubblicizzati sono i seminari e i convegni, che pure animano intensamente la nostra Facoltà: nel sito per l’ordinamento 270 non c’è più una sezione ‘Eventi’, ma per tenersi aggiornati bisogna consultare le pagine web dei Dipartimenti e dell’Ateneo. Questa carenza può sembrare meno grave perché non incide sulla didattica regolare, però sorprende, se si ricorda l’enfasi della professoressa Marta Fattori sulle “attività screditate” (cioè, che non danno cfu) nel suo programma di presidenza.
Se con uno sforzo collettivo si rimediasse all’inefficienza dei canali informativi della facoltà, il sollievo non sarebbe forse non solo degli studenti, ma anche dei professori, che verrebbero molestati meno spesso da e-mail con richieste di informazioni di ogni genere?
La nuova facoltà dovrà misurarsi anche con la vexata quaestio degli spazi. Oltre alla tradizionale penuria di aule, dal tramestìo seguito all’accorpamento dei dipartimenti sono derivate situazioni anomale per cui in stanze più piccole si trovano fino a cinque professori, in altre più grandi solo tre professori. In mancanza di nuovi spazi, è auspicabile almeno una riorganizzazione degli studi per evitare che alcuni docenti debbano ricevere i propri studenti sulle panche in corridoio!
Nell’edificio di Lettere non troveranno un’aula adatta ad ospitarle neanche le sedute del riunificato Consiglio di Facoltà, che tra docenti e rappresentanti di studenti e personale tecnico-amministrativo conta circa 700 membri.
Vale ricordare che a maggio 2009 il professor Guido Pescosolido si dimise dalla presidenza di Lettere e filosofia proprio perché non riusciva ad ottenere nuovi spazi per la Facoltà. Ripensando all’avvicendamento alla presidenza di Lettere e filosofia nell’estate del 2009, non si può non osservare con rammarico come l’istanza di collegialità espressa nel programma del nuovo Preside di allora, il Professore Franco Piperno, sembri adesso quanto mai remota. Di questo rendiamo grazie allo statuto Frati, che ha depotenziato il Consiglio di Facoltà (si riunisce solo due volte l’anno) e affidato la maggior parte delle sue competenze alla Giunta di Facoltà, cui non partecipano rappresentanti degli studenti, e ai dipartimenti. A compensare in parte questa limitazione, nei Consigli di Dipartimento è stata introdotta una rappresentanza studentesca, ma questa, dopo molti mesi dall’approvazione dello statuto Frati, non è stata ancora eletta. Una nota del 12 gennaio della preside Marta Fattori chiarisce che le nomine dei rappresentanti di studenti e personale tecnico-amministrativo delle vecchie Facoltà sono prorogate a tempo indeterminato, «in attesa di precisazioni sulle modalità di elezione dei rappresentanti delle nuove Facoltà da parte del Senato Accademico».
Nel cantiere della nuova Facoltà restano solo i rappresentanti degli studenti nei consigli di corso di laurea e di Facoltà, in nessun caso negli organi dotati di maggior potere decisionale. Questa transitoria riduzione delle rappresentanze è tanto più grave perché cade nel momento in cui si definiscono i nuovi corsi di laurea, che dovrebbero risultare dalla fusione di quelli omologhi delle Facoltà sorelle – soprattutto Lettere e filosofia e Scienze umanistiche. La speranza è che il passaggio ai nuovi corsi di laurea sia occasione di fronteggiare con le risorse della riunificazione le perdite dovute a pensionamenti e blocco del turn over, invece che di perpetuare vecchi rancori e divisioni.
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