Il 9 marzo l’aula Odeion dell’edificio di Lettere ha ospitato la presentazione del nuovo Dipartimento di Scienze dell’Antichità, nato quest’estate dalla confluenza dei docenti dell’ex Dipartimento di Scienze storiche, archeologiche e antropologiche dell’antichità e di parte di quelli degli ex Dipartimenti di Filologia greca e latina e di Studi orientali. Il frutto della fusione, che conta circa 90 professori, si trova ad essere il più grande Dipartimento di Scienze dell’Antichità al mondo e quello italiano con il più alto numero di missioni all’estero, benché mal finanziate.

Sull’accorpamento, però, non è mancata la battuta polemica del professor Nicolai, vicepreside della Facoltà, che ha osservato che all’estero la collocazione dei docenti nei Dipartimenti è fondata sull’orientamento dei loro studi invece che su necessità numeriche e simpatie o antipatie personali.
Sono, invece, realmente basate su omogeneità disciplinari le cinque sezioni in cui è articolato il Dipartimento, presentate dai rispettivi responsabili. I coordinatori delle diverse sezioni di Archeologia, Storia antica e Orientalistica hanno elencato le discipline di propria pertinenza e illustrato le campagne di scavi condotte in numerosissime località italiane ed estere. Una piccola nota di biasimo va ai filologi classici, che purtroppo, rinunciando a presentare i propri progetti di ricerca, a differenza degli archeologi e degli storici, hanno perso un’occasione per pubblicizzare il proprio settore di studi e gratificare sé stessi.
Come i lettori ricorderanno, in virtù della legge Gelmini i Dipartimenti, cui già in passato spettava l’organizzazione didattica dei dottorati e delle scuole di specializzazione, si incaricheranno anche di quella dei Corsi di Laurea. Nella nostra Facoltà sono stati attribuiti al Dipartimento di Scienze dell’Antichità i corsi di laurea triennale in Scienze Archeologiche e magistrale in Archeologia e in Filologia, letterature e storia del mondo antico.
Oltre che per i corsi di laurea, anche per un secondo motivo la creazione del Dipartimento coinvolge gli studenti: lo statuto della Sapienza in vigore da ottobre ha introdotto nei Consigli di Dipartimento una rappresentanza di studenti accanto a quella preesistente dei dottorandi. Il 9 marzo il direttore del Dipartimento, il professor Gregori, ha finalmente annunciato che nel regolamento del Dipartimento di Scienze dell’Antichità si è accolto il nuovo livello di rappresentanza, cui avranno diritto gli iscritti ai corsi di laurea magistrale. Dagli studenti non ci si aspetta, quindi, solo il “contributo informale”, di cui ha parlato il professor Lippolis, e ora non resta che sperare che al più presto vengano indette le elezioni per integrare nel Consiglio di Dipartimento la componente studentesca.
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