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Leopardi a scuola: la forza della poesia

Si è conclusa oggi, presso la sede della Provincia di Roma, la prima edizione dell’iniziativa “La Forza della Poesia“, promossa dal Comune di Frascati e dedicata, quest’anno, a Giacomo Leopardi. La manifestazione, che ha avuto luogo nei primi tre giorni nello stesso comune dei Castelli, si è aperta con una prolusione del noto leopardista Luigi Blasucci e ha visto la partecipazione di numerosi docenti della nostra Facoltà, tra i quali vi è l’ideatrice dell’intero progetto, la professoressa Novella Bellucci.

L’organizzazione degli eventi ha offerto un quadro sull’insegnamento dell’opera del grande poeta ad ogni livello del nostro sistema educativo, dalla fase dell’istruzione primaria e secondaria alle ricerche in corso (martedì è stato dedicato proprio alla didattica della sua poesia). A tal riguardo, la serie di interventi ” Per un lessico leopardiano”, tenutisi lunedì, ha mostrato i contributi di alcuni dei più giovani studiosi del poeta sul suolo italiano, che hanno illustrato i loro contributi sul ruolo rivestito, all’interno della produzione di Leopardi, da alcune parole-chiave come “dimenticanza”, “contemplazione” e “mutazione”.

Gli studenti, poi, dai giovanissimi ragazzi delle medie ai meno giovani (all’anagrafe!) iscritti all’università, sono stati i veri protagonisti della giornata di mercoledì, che ha visto le vie e le piazze di Frascati popolate da un insolito numero di giovani, come neanche, probabilmente, nel più sentito degli scioperi. Chi scrive è stato tra quanti, non più studenti del liceo, hanno riletto alcune delle pagine più famose di Leopardi, dai grandi Canti a escerti dello Zibaldone a dialoghi selezionati delle Operette; grande è stata nondimeno la meraviglia nell’assistere alle letture dei ragazzi più piccoli, soprattutto delle numerose classi delle medie che, nel leggere alcuni pensieri di Leopardi, ricordavano il lavoro compiuto in classe sulla sua opera.

Una curiosa coincidenza cronologica voleva che la giornata delle letture per le piazze di Frascati, seguite da un incontro con Mario Martone (regista delle Operette Morali in scena al Teatro Argentina) e da un incontro con alcuni importanti voci della poesia contemporanea, cadesse un giorno esatto dopo le temute e discusse prove Invalsi sullo stato della scuola italiana. Uno stimolo all’eccellenza, secondo voci autorevoli (del governo); più probabilmente, l’ennesima dimostrazione della distanza, difficilmente colmabile, tra chi è tenuto dall’alto a giudicare della scuola italiana, spesso essendone uscito fuori a fatica, e chi vi entra ed esce ogni giorno e dovrebbe essere reputato il miglior giudice, come i docenti della scuola pubblica.

A costo di sfociare nella retorica, che la stessa scuola insegna a guardare con sospetto, ci si chiede, con fondato motivo, se non fossero proprio quei ragazzi, presi da timidezza e talvolta balbuzienti dall’emozione, mentre leggevano Leopardi e a 14 anni dichiaravano di aver scoperto per la prima volta l’attualità della sua opera (memorabile una lettura del “Dialogo tra la Moda e la Morte”), i primi testimoni, oltre che della forza della poesia, della forza della scuola italiana. Una scuola coi suoi limiti e i suoi retaggi, purtroppo, talvolta duri a morire; una scuola fatta anche da ragazzi che in questi giorni avranno sorriso all’idea di non seguire il regolare corso delle lezioni e di mangiare leccornie per rinfrescare il corpo assieme alla mente (tutti buffet di ottima cucina locale, con avanzi destinati in solidarietà); una scuola, e con questa anafora posso chiudere lo sfogo, dove i docenti sono i primi sostenitori dei propri studenti laddove scorgono un’emozione in essi.

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