Home > Recensioni > Cinema > Dreamland – La terra dei sogni di Sebastiano Sandro Ravagnani

Dreamland – La terra dei sogni di Sebastiano Sandro Ravagnani

Che Dreamland sia stato finanziato coi soldi pubblici è una notizia che serpeggia già da un po’ di tempo tra il popolo della rete. Del resto non c’è da stupirsi visto che siamo in Italia, la vera terra dei sogni, dove se sei raccomandato puoi fare di tutto, anche arrivare a girare una pellicola squallida e vederla approdare nelle sale cinematografiche con l’appellativo di “film”.

È quello che ha fatto il signor Ravagnani, una lunga carriera come ideatore di programmi televisivi, che con questa sua opera prima ha avuto la pretesa di raccontare la storia di una comunità di italiani nell’America degli anni 50 condendola con un po’ di retorica sullo sport e sull’amicizia, forse per acchiappare una manciata di pubblico in più o per far rientrare il suo lavoro nella categoria di film ritenuti “di interesse culturale” (anche i cinepanettoni vi sono rientrati, quindi perché non Dreamland?).

Sono finiti i bei tempi di Alex l’ariete (2000) e Troppo belli (2005), due prodotti trash che hanno fatto scuola ma in cui almeno si poteva intravedere una vaga idea di cinema. In Dreamland non vi è la minima intuizione di regia, nessun guizzo, niente di niente. Le inquadrature sono semplicemente sbagliate, si passa in modo disinvolto dal suono in presa diretta a quello rielaborato in post produzione, le voci sono fuori sincrono e i costumi sono approssimativi come la messa in scena.

Niente di tutto quello che vediamo ci dice che le vicende siano ambientate negli anni 50 (nel trailer, ad esempio, si nota subito che le automobili presenti nel film appartengono alla nostra epoca), ma questo è il problema minore. La cosa che stupisce di più è la recitazione degli attori, totalmente assente, che fa rimpiangere una qualsiasi performance di Manuela Arcuri e Martina Stella, due tra gli esempi più lampanti di attrici che dovrebbero una volta per tutte cambiare mestiere. Sguardi in camera, battute ridicole che si accavallano e movimenti sgraziati provocano un effetto comico involontario che, se all’inizio procura divertimento sfrenato al pubblico, col passare dei minuti risulta essere insopportabile.

L’inespressivo Ivano De Cristofaro, giovane palestrato sui cui bicipiti è imperniata quella che a stento si può definire “trama”, si è messo in testa di voler fare l’attore di professione, e per accontentarlo stanno facendo davvero di tutto (come si vede dai tanti manifesti giganti che stanno sponsorizzando il film nelle nostre città e che mettono in bella mostra il fisico scultoreo del giovane, manco fosse la pubblicità di un centro sportivo).

Egli è ormai persona cara a Franco Columbu, ex culturista, amico fraterno di Schwarzenegger, che ha un ruolo importante nella pellicola, e da un po’ di tempo va bazzicando in diversi programmi televisivi esibendo una grande sicurezza riguardo al fatto che farà strada nel cinema action americano. Una vera e propria vergogna per chi studia recitazione in modo serio e appassionato da anni ed è costretto ad una dura gavetta che forse non lo porterà mai ai risultati sperati.

Tra la tanta immondizia sparpagliata qua e là nel film spunta anche Tony Sperandeo, che appare e scompare nel tempo di una sigaretta lasciando lo spettatore interdetto e dubbioso sul perché egli si sia prestato ad un progetto del genere. Il regista ci butta dentro anche Marco Balestri, giusto per fare un po’ di colore, con un cammeo che sa di tristezza infinita.

In conclusione, Dreamland – La terra dei sogni è da evitare come un programma pomeridiano della d’Urso, una macchia indelebile nella nostra cinematografia. Un prodotto cosi scadente che non si può fare a meno di mettere in dubbio la buona fede del regista e di chi ha permesso che un tale scempio venisse alla luce. Tralasciando le grasse risate che nemmeno La terza madre (2007) di Argento aveva saputo regalare, la visione della pellicola di Ravagnani in una sala cinematografica non è giustificabile per nessuna ragione.

Povera Italia. Si sono presi anche il cinema.

Passaparola:

46 Risposte: a Dreamland – La terra dei sogni di Sebastiano Sandro Ravagnani

  1. federica says:

    ..già la locandina la dice lunga!

  2. marco says:

    L ho visto al cinema!! ragazzi è stupendo!
    Andate a vederlo! Un capolavoro!

  3. SANDRO says:

    Ho sempre dialogato e ascoltato i più giovani ed in modo particolare coloro che nel settore trovano una specializzazione e una professione, se ci sarà una occasione sarò felicissimo di potermi confrontare con te e con quanti come te condividono un pensiero, una opinione e il senso di una professione, innanzitutto devi apprendere ciò che ti viene comunicato attraverso un messaggio diretto e incisivo come ad esempio il film che scriverà una pagina di storia del cinema italo americano e indubbiamente devi guardare le immagini per ciò che rappresentano ovvero ciò che per me è la leggenda, la storia, il racconto, il cameo, la carriera, il senso vero e crudo della vita, un uomo di 72 anni che ha avuto riconoscimenti mondiali, che con ironia si mette in gioco, con i capelli bizzarri dai colori svarianti, dai muscoli ancora preropenti e con la grinta di un uomo di 50 anni, che riesce a tramettere energia da tutti i suoi movimenti, e cosi via con il resto del film, ma cosa importa se il pantaloncino e del 30 o del 60, ma chi se ne frega se lo spagnolo portoricano e di origine controllata brianzola, e cosi via devi capire che se il film lo faccio io a 54 anni non me ne frega nulla della sgrammatica sia verbale che fotografica, non mi interessa la ricostruzione delle scene ma il mio sogno in bianco e nero sporco della vita, la perdita di un padre, la mancanza di una madre, la partenza verso un viaggio infinito, la voglia di essere qualcuno … ma anche e soprattutto l’essenza di una storia di simboli il legno, il dialogo, la raccolta dei fondi, la parodia della mia vita i soldi… i soldi… i soldi e sempre solo i soldi… ho lavorato da oltre 35 anni in un mestiere che si è sempre deriso da solo ho seguito Pasolini, quando ero piccolo con incoscienza, ma poi grazie a Nando Orfei il patacca di Amarcord ho seguito il Maestro Fellini, e poi tanti film con Moira Orfei, Profumo di donna, Vacanze di Natale, natale in India e tanti ancora con Franco Franchi, Maurizio Arena, Maurizio Merli, Gasparri, Momo, e tanti tanti altri e perchè solo oggi e non prima dopo tanta televsione in qualità soprattutto di autore non ho pensato alla regia, perchè avevo la stessa tua idea il sistema, la logica, il fuoco, la prospettiva, il controcampo, l’obbiettivo e tanto ancora ma poi … essenza zero… reality zero… sensazioni zero… ebbene ho svoltato pagina ed ecco la storia del mio film se ne parla in Italia, in America, in Giappone, in Brasile… sto preparandomi alla seconda e terza parte… sto scrivendo una nuova storia fantasy e soprattutto mi sento in un surrealismo nife ovvero… corro sempre da solo, nessuno regge il passo, la velocità, la continuità. Inesorabile, senza fermarmi per nessun motivo mai… ma soprattutto chi mi conosce e sa chi sono si rende conto del mio salto temporale tra gli ostacoli della vita da Gioca Salerno al festival del cinema, da grazie dei fiori rap a Sanremo a Cosa farò da grande… ho iniziato a 14 anni a Centocelle e sono arrivato a Los Angeles, ho girato il mondo 2 volte.. ho visto il terremoto, ho visto delle persone morire, io stesso sono un uomo fortunato eppure ancora oggi devo lottare cosi come dice il protagonista del film Ivano De Cristofaro James… Bravi i ragazzi del wab che fanno passare l’idea di un film finanziato e da chi ? dalla Puglia indubbiamente ci ho provato come tutti ci possono provare e comunque con 72 punti si va a casa a mani vuote ebbene io non mi sono arreso e ho dato fondo a qualsiasi forma di rifornimento per portare a casa una opera compiuta, che piaccia o no il film è al cinema ed è al cinema che un regista viene consacrato fosse anche una schifezza ebbene la mia opera io la difendo come ognuno difende le proprie idee, il proprio figlio, fosse anche un film horror o a luci rosse, ma chi se ne frega, in ogni caso ho scritto a te nel rispetto di tutti il film va visto va considerato una commedia fantasy e oggi grazie a voi direi la mia armata Brancaleone alla faccia di Capotonda e dello zoo di 105 capitanato da Jerry Calà che ringrazio… e che passi la distorsione nel sistema distorto ma oltre 700.000 utenti oggi sanno che esiste Sandro Ravagnani, Ivano De Cristofaro e l’Armata Brancaleone della Repubblica di Dreamland.

  4. Gigione says:

    Sandro, sei conscio del fatto che non sai scrivere?

  5. Signor Ravagnani sono felice che lei abbia scelto questa sede per ribattere alle tante critiche che stanno seguendo l’uscita nelle sale del suo film. Io la rispetto come persona e penso che lei abbia sicuramente alle spalle una vita che dal punto di vista umano e lavorativo può insegnare molto a molta gente. Con questo mio, piccolo, articolo non attacco la persona del regista, ma solo il prodotto e la sua riuscita che dal mio punto di vista non raggiunge la sufficienza. Se si è sentito offeso mi dispiace e le dico con convinzione che fa bene a difendere la sua opera come un padre difende il proprio figlio poichè so cosa voglia dire tramutare in immagini un qualcosa che nasce dalla propria immaginazione (nel mio piccolo faccio cortometraggi con alcuni miei amici), e penso che non ci sia cosa più bella al mondo. Le mie parole, forse impetuose, nascono dal desiderio di un venticinquenne di vivere in una società che dia a tutti le stesse opportunità, dove regni la meritocrazia, parola tanto abusata in questi anni. Il suo film, e glielo dico con profondo rispetto, non rispecchia la mia idea di meritocrazia. Ma è solo un mio parere. Detto questo, spero che lei non serbi rancore nei miei confronti, e le voglio dire, sperando che questo la possa far sorridere, che il suo film mi ha divertito molto, come ha divertito molto tutti coloro che erano in sala all’anteprima stampa. Le faccio i miei migliori auguri per il suo futuro professionale e la ringrazio ancora per essere intervenuto. Gabriele di Grazia

  6. Piffo. says:

    Ma da quando è meritevole avere in curriculum un film come “Natale in India”?

  7. Mchele says:

    ho visto il film del dottor Ravagnani e devo dire che mi è piaciuto… certo la scelta d’aver utilizzato il Sig. De Cristofaro pecca moltissimo in quanto posso capire di utilizzare persone non attori ma utilizzare un protagonista che non è capace a parlare non è il massimo! Il Sig. De Cristofaro secondo me dovrebbe fare il modello ma non è possibile fare l’attore.

  8. Gof says:

    Ma LOL Piffo è ovunque!!!!
    E sì, Sandro…non sai scrivere, come a quanto pare non sai nemmeno fare il regista. My2cent

  9. Jacopo says:

    Meh. Sandro non sai scrivere un film, ma le supercazzole le sai scrivere veramente bene.

  10. Jo says:

    Dottor Ravagnani?

  11. CoolHandLuke says:

    700000 sarebbero quelli che hanno visto al cinema questa “cosa”?

  12. Piffo. says:

    Magari potevate evitare di presentarlo come il self-proclaimed “film dell’anno che riscriverà la storia del cinema italoamericano”.

    Dal trailer sembra la parodia di una parodia di Last Action Hero.

  13. Elena says:

    Signor Ravagnani, capisco il suo punto di vista, rispetto e apprezzo moltissimo il fatto che abbia voluto comunicare certi valori, certi sentimenti, certe “essenze” spesso trascurate al giorno d’oggi, ma vedo una pecca nel suo commento poco sopra. Lei dice un bel “chi se ne frega” alla tecnica, alla “grammatica” a favore del messaggio. Non sono assolutamente d’accordo. Scriverebbe un libro fregandosene della grammatica? Anche fosse la storia più bella del mondo, con i significati più profondi dietro, il lettore, semplicemente, non capirebbe. È come costruire una casa senza pensare alla struttura, tanto la cosa importante è la famiglia che sta dentro. Ma senza badare alla struttura, la casa crolla, e rischia di uccidere la famiglia. Che sia un bene o un male, il cinema è un linguaggio, ha le sue regole, vanno imparate e rispettate. E non è vero che se uno non ha studiato certe regole non le riconosce inconsciamente quando vede un film, perché ne abbiamo visti talmente tanti, sin da bambini, che ormai riconosciamo quel linguaggio, e se la “grammatica” non è corretta, il messaggio non passa. E allora si farebbe un torto al film stesso girandolo senza tener conto di “logica, fuoco, prospettiva, controcampo, obiettivo” e compagnia cantante. Sono cose importanti, purtroppo. Ed è per questo che sono pochi a recitare, sono pochi i registi, sono pochi gli autori. Perché non è un lavoro semplice, e non è detto che una vita densa di esperienze, anche nel mondo del cinema, che porta a una consapevolezza maggiore rispetto agli altri, alla comprensione di qualcosa di importante che si sente di dover dire al mondo, a un’urgenza ad esprimersi, sia sufficiente per saper fare bene una cosa così complessa e delicata come un buon film. Sempre per fare l’esempio del libro, conosco molte persone sagge ed istruite che però se dovessero mettere nero su bianco quello che riescono a esprimere a voce farebbero un macello. Spero di non averla offesa e di essermi fatta capire. Auguri per il suo prossimo progetto.

  14. Antonino says:

    Ragazzi, io sono profondamente scosso e sconvolto… e mi congratulo veramente con chi ha avuto la capacità di rispondere con educazione, razionalità e pacatezza al sig. regista… cmq finalmente grazie al wab ho capito cos’è il surrealismo nife…

  15. Luna says:

    Signor Ravagnani,

    si lavi la bocca prima di nominare persone come Fellini, Pasolini e Momo, perché non ne è degno. Ah, se non lo è. La gente come lei ha rovinato il cinema italiano e l’immagine dello stesso in tutto il mondo. Pertanto, non si vanti del fatto che del suo film se ne parli MALE (giustamente aggiungerei) in tutto il mondo. La legge del “se ne parli male, purché se ne parli” non vale affatto nell’arte. E lei di arte, data anche la sua completa ignoranza nello scrivere, non potrebbe neppure parlare.

    Cordiali saluti.

  16. Argo says:

    OMFG.
    Non può essere vero!!!

  17. SANDRO says:

    Quanta arroganza nel vostri èensieri da protagonisti e nel vostro io incoscio e soprattutto quanta ignoranza non credo che si conosca nemmeno una parte minima della mia vita e un giorno la renderò pubblica, e per ora è meglio cosi, anche perchà sarebbe inutile, io ci ho messo la faccia e la vita oltre che i soldi, credo in questo progetto e lo rifarei cosi e cosi sarà anche per i prossimi, alcuni di voi hanno nello scrivere il solo nome anonimo che il più delle volte nasconde profonda depressione e frustazione verso tutto e tutti, chi le scrive e molto di più di ciò che lei pensa e conosce tutto ciò che fa spettacolo e cinema e non accetta che sia a vostro piacemineto la cultura sociale è molto di più di quanto lei stessa scrive e cito Luna e cosi Elena, e altri che verranno, il cinema lo può scrivere anche un analfabeta come me a vostro giudizio volete dettare le condizioni e la mia condizione non è corruttibile è un binario a senso unico e a voi non vi và che quando finalmente vi è qualcuno deciso e che porta da anni la sua realtà in giro per il mondo, anche la vostra realtà senza più distorcerla come farebbe comodo e decide di affrontare la vita fuori da ogni schema, ecco che va doverosamente messo al bando e oscurato con flop e fischi, grazie mille a tutti ne sono orgoglioso e ho finalemte una patente di guida cinematografica è iniziato un n nuovo percorso, vi assicuro fin d’ora che il Dreamland 2 Il giorno dopo sarà ancora piu’ forte e sicuramente molto piu’ aggressivo e i pugni saranno fortissimi e chiarissimi, cosi come i fuori fuoco e tutto ciò che servirà per darvi una idea di un film di scuola elementare per tutti,. si per tutti e cosi James che spacchera di brutto visto che è oggi il numero uno al mondo e prototipo assoluto di un Italiano maschio vero uomo fisicato di sani principi e pultroppo so che vi dispiace per voi e anche intelligente e sà reciatare cio che gli si dice di fare e ci dimostrarà nei prossimi film quanto vale, stiamo lavorando con lui su altri 4 progetti in America e in altri paesi alla faccia dei burocrati intellettuali, non so se avro modo ancora di scrivere ma lo faccio con piacere che sia chiaro a tutti i soldi per i nostri film ce li mettiamo noi e i nostri sostenitori i debiti li paghiamo noi e dalla Fondazione Puglia abbiamo avuto meno di 4000 euro che sono stati spesi a Canosa di Puglia per pagare vitto e alloggio, ed infine il film è un capolavoro in quanto è riuscito a mettere insieme le due anime Italo americane ed è una pagina di storia del mio paese cosi come lo può essere il disegno di mio figlio alle elementari oppure il compito in classe su mio padre, e poi fatemi un esame di coscienza una volta e per tutte e il film antavelo a vedere e rideteci soprà. ma riflettete sui valori della vita e i sacrifici dei nostri paesani che hanno costruito la loro vita, la loro famiglia e l’America. Scusate la letteratura ma scrivo con il cellulare e sono in treno. Alla prossima occasione ringrazio la testata per lo spazio intellettuale

  18. OSPITO CON IL CUORE IN FIAMME UN MESSAGGIONO CHE MI E’ APPENA ARRIVATO SUL CELLULARE….

    Ciao Carissimo Sandro sono Anna Maria Rigante suora e fans di un film che mi fa battere il cuore perchè a differenza della massa c’è chi ancora ha dei sentimenti e riesce a capire ciò che il film vuole trasmettere il film io andrò a vedere fino all’ultimo giorno della sua proiezione fosse per me lo andrei a vedere altre 1000 volte se fosse sempre presente nei cinema ma non importa aspettero la prossima uscita . hai ragione quando dici che il cinema aiuta a fare a pugni con se stessi … ma in certi casi i pugni vanno dati agli altri e io li dare a tutti gli ignotranti e invidiosi che hanno parlato mkalòe del tuo film … sei un grande ravagnani e complimenti ancora per il tuo spettacolo di film Dreamland Un saluto sincero da Anna Maria Rigante

  19. Anto says:

    Sandro, non badare alla plebe. Hai risollevato le sorti del cinema trash con una pietra miliare sprigionante una magnitudo di epicità destinata a mutare per sempre le leggi spazio-temporali del cosmo. Tu non hai idea del turbinìo di emozioni mistiche che mi ha scatenato la visione del trailer di Dreamland. C’era assolutamente tutto. Il Tony Montana dei poveri che con fare da uomo vissuto elargisce perle di saggezza all’inesperto fanciullo in procinto di partire da Canosa di Puglia alla conquista del mondo. Improbabili intrugli onomastici quali RITA STATTE e IVAN MENGA. Mimiche facciali partorite dall’unione tra Barbara d’Urso e una stufa in ghisa. Bisunti sosia di Gargamella che rivendicano proprietà private nella migliore tradizione verghiana. Quando pensavi che Danny De Vito fosse il non plus ultra delle spalle comiche per Arnold Suazzenegger, ecco che ti sbuca all’improvviso FRANCO COLUMBU, cazzo, completo di ghigno sornione e inabilità nel pronunciare consonanti doppie random. Sorprendenti dilemmi esistenziali (“Chi sono? Da dove vengo?”) uniti a paradossali aforismi che farebbero impallidire Oscar Wilde (“Io non ho pazienza, e i miei amici ne hanno ancora meno di me”). L’indimenticabile interpretazione brianzola di DIEGO CALZOLARI. La struggente rappacificazione sul letto di morte tra FRANK e JAMES. La squisitissima combo retro-futurista (anni ’50+automobili odierne) che ammicca provocatoriamente alla grande tradizione della fantascienza per palati fini. Il radioso futuro da attore che si spalanca davanti a IVANO DE CRISTOFARO. L’irrazionale presenza del burattino Pinocchio in una bottega da falegname. Lo sconvolgente iper-realismo nell’effetto sonoro dei pugni sul ring. E per finire, quale ciliegina sulla pantagruelica torta, IL FILM DELL’ANNO, meravigliosa dichiarazione di consapevolezza. Meravigliosa, meravigliosa.

    Sandro dammi retta e tira dritto. Se tu fossi compreso, non saresti più un artista visionario. Quando il sequel farà la sua apparizione nei cinematografi del globo terracqueo, io sarò lì, in prima fila, a godermi ogni singolo fotogramma, ad appassionarmi alle vicende di JAMES e FRANK e a contemplare l’ineffabile mistero della vita che permette l’esistenza di entità sovrumane e inesplicabili quali la tua creatura.

    Grazie, Sandro.

  20. CoolHandLuke says:

    non ho capito quasi niente….l’unica consolazione è che non è stato visto da nessuno, ne come film demenziale ne come film drammatico. Non appare nella top 10 del week end di lancio, quindi ha fatto meno di 34535 euro….certo non credo che i produttori di questa “cosa” si aspettassero di guadagnarci dai biglietti venduti….

  21. Dreamland Funz says:

    Grande sandrone, col tuo film ora ho voglia di spacare tanti musi brutti e benpenzanti, perchè cosi voglio realizare il mio sogno americano. il film è tanto bello e adrenalinico, Columbu è un mito, e si vede nei suoi muscoli che è controario, come me, ai burocrati intellettuali, e sono contento di aver votato Ventola che vi da qualche soldo per fare i films. Hai raggione, il film è un capolavoro, e non dare retta a questi qui che usano una bella letteratura per scrivere ma poi sanno solo ridere di quelli come noi e di alex l’ariete che spaca di brutto grande alberto tomba la bomba. noi semo uomini che ci siamo fatti da soli, come berlusconi che questi comunisti di lettere prendono in giro ma gli piacerebbe avere i suoi soldi e le sue donne, non si lavano sono comunisti e poi pensano a sfoterci perchè col cellulare abbiamo una cattiva letteratura. condivido il messaggino di suor annamaria rigante, che è devota a dio e ha capito il significato dell’impegno dei italoamreicani, e se serve è pronta anche lei a spaccare musi, w dio w le suore. aspettiamo deramland 2 la vendetta adesso, la vendetta anche contro i burocrati benpensanti, e contro il campo controcampo mesa a fuoco.
    anche io ringrazio per lo spazio intellettuale questa testata, anche se la testata la darei a chi ha scrito questa brutta recensione, non capisce niente di cinema, ancora guarderai i film in bianco e nero.
    w ravagnani, w columbu, w de cristofaro, w l’italia.

    vostro affezzionatissimo, Olive

  22. Marco Lapenna Marco Lapenna says:

    Cari tutti,
    non so se il Sandro che ha commentato sia l’autore di Dreamland, il suo ufficio stampa, il suo pechinese o il subconscio del traduttore di google in persona, ma almeno il primo dei post è sparso per la rete in almeno 5 copie.
    Come si fa a scoprirlo? Digita anche tu PREROPENTE sul tuo motore di ricerca di fiducia!
    Ho l’impressione che il riverito Ravagnani non ci abbia fatto l’onore che poteva sembrare.
    Saluti

  23. @Marco: Vero, però l’sms della suora e la seconda risposta sono notevoli e ce li abbiamo in esclusiva.

    @Olive: Daje mo. ^__^

  24. tutto questo è ancora più trash del film. il finto regista, la suora.. CA-PO-LA-VO-RO!

  25. Ma no, perché finto regista? Il fatto che ci siano risposte identiche non vuol dire nulla, semplicemente per rispondere a varie recensioni (tutte dello stesso tenore, visto il film) il regista (o il suo ufficio stampa, qualora ne possieda uno) ha preferito un bel copiaincolla e via. Più che altro, andando a guardare anche gli altri siti, dai commenti si deduce che ci sono state anche persone che hanno lavorato al film senza essere poi pagate. Un altro punto a favore.

  26. Gabriele di Grazia Gabriele di Grazia says:

    mah, chiunque sia.. non importa sinceramente. certo, un botta e risposta è più affascinante di un copia e incolla. ma se ne può fare anche a meno visto l’argomento trattato.

  27. SANDRO says:

    UN MESSAGGIO DI DON ANTONIO CAVALLARO DALL’ISOLA DEL CINEMA
    Carissimo Ivano, non ho parole per la serata trascorsa ieri sera all’Isola del Cinema per la proiezione del Film Dreamland. Devo confessarti che ero molto emozionato ( sicuramente lo avrai notato..) ma molto contento per il clima che ci stava e …aver conosciuto te personalmente e anche il regista Sandro Ravagnani, una persona speciale, e anche gli altri… Devo considerare che ho trovato molto positivo il Film poichè anzitutto presentava come stava l’Italia in quegli anni.. poi è stato un continuo insegnamento di vita… come ho voluto sottolineare, nell’emozione, il cambiamento della vita di un giovane che trasporta con se anche i suoi fidati amici.. e questo mi ha fatto ricordare una parte della vita di S. Francesco D’Assisi, che da matto e giovane spensierato e benestante cambia vita, e gli amici che prima lo criticavano, poi divennero suoi primi compagni e fratelli nella vita della povertà…l’altra evoluzione del film è che il Neo Buono ha delle doti fisiche e qui grazie ad un episodio negativo avendo conosciuto la persona che perseguitava, adesso, quello sarà il suo maestro.. e grazie al perdono e alla bontà, il giovane diventa un grande nel mondo di uno sport, il pugilato questo anche merito di un prete, probabilmente il loro parroco che si darà da fare cercando dei soldi per mettere su una palestra e riuscirà in questo… quindi Cambiamento di vita, Unione della comitiva e sport, che è la passione del protagonista principale, sono le cose che emergono, accompagnate da una serie di va…lori che oggi si sono persi, e poi il pugilato e il buon fisico che notiamo qui, come del resto tanti altri sport sono stati sempre utili e hanno accompagnato da sempre il cinema italiano e non… Pertanto caro Ivano ti Ringrazio per tutto quanto, molto bello il Film e anche la storia . Complimenti anche agli altri attori, e a tutti quanti e alla bella serata…. GRAZIE DI CUORE a te e a tutti voi. Ciao. Don Antonio Cavallaro

    [NUOVO COMMENTO 01:14 - ACCORPATO] video consigliato

    http://www.youtube.com/watch?v=QUV678Rqi8I

    [NUOVO COMMENTO 01:17 - ACCORPATO] altro video consigliato
    http://www.youtube.com/watch?v=hFfOxv9ZoCA&feature=related

  28. Piffo. says:

    Signor Ravagnani (o chi per lei).
    Per cortesia.
    Non tiri in ballo il nostro presunto “io inconscio”: siamo ben consci che Dreamland non passerà alla storia perché “il film è un capolavoro in quanto è riuscito a mettere insieme le due anime Italo americane ed è una pagina di storia del mio (nostro) paese cosi come lo può essere il disegno di mio figlio alle elementari oppure il compito in classe su mio padre” come da lei scritto qualche post fa ma semplicemente una pellicola assurdamente parodistica e pretenziosa.

    E non ci fa bella figura a copiaincollare risposte e presunti messaggi di complimenti ricevuti. La parte su S. Francesco mi ha letteralmente ucciso dalle risate.

    Un plauso a lei e a tutto lo staff per aver creato un fenomeno del genere, spero che i divani di Alfonso Signorini nel pomeriggio del digitale terrestre siano comodi.

    You’re just feeding the trolls, dude.

    video consigliato
    http://www.youtube.com/watch?v=Y6tmD7l3s7M

  29. mic says:

    salve, vorrei semplicemente far notare un paio di cose che mi hanno lasciato perplesso, sperando poi in una eventuale risposta dal signor Ravagnati…. oltre al fatto che sarebbe interessante capire i 4000 mila euro come sono stati spesi già che non è stato dato NULLA a tutti i figuranti del film, che piuttosto ci hanno rimesso del loro facendo abiti, trovando materiale e cose del genere, dei quali lo staff ne era completamente sprovvisto…. inoltre penso che per vitto e alloggio, 4000 euro sono un pò troppi, ma comunque, sorvolando….
    vorrei capire, la scena girata con la suora a Canosa al centro della villa, come si trova quel cavallo di legno in mezzo alla strada?? come mai nella scena del porto, prima della partenza, la macchina proviene da una zona da dove al di dietro c’è mare??-.- come mai sulla nave c erano solo Sperandeo e il bambino?? emigravano solo loro?? come mai i figuranti (sempre gli stessi in tutte le scene di canosa) presentavano sempre gli stessi abbigliamenti?? perchè sono state promesse a tutti i figuranti una marea di cazzate, e invece poi è sparito tutto e tutti?? inoltre non diciamo cavolate, ho sentito cose del tipo, non è importante il linguaggio, ma la storia e queste cazzate varie…. ma stiamo scherzando?? potremmo avere anche un video stupendo, ma senza linguaggio, sarebbe come una torta con un sapore di merda, una ferrari senza un motore, e che ce ne facciamo?? pagheresti mai un assicurazione (biglietto cinema) per avere una macchina che non funziona (tuo film) ? e cmq evita anche di scrivere un giorno un libro, poichè oltre al fatto che ho letto attentamente ciò che hai scritto e ti assicuro che il linguaggio lascia veramente a desiderare, non bisogna solo usare parole aventi un linguaggio aulico, ma bisognerebbe anche riuscire ad unirle con le altre parole, o quantomeno a scriverle in modo corretto “puLtroppo” …. P.S. e se queste cose te le dice un ragazzo che di cinema non è che sia esperto, penso che il guaio sia serio….
    salve a tutti.

  30. Roby says:

    Caro Signor Ravagnani, la sua ignoranza letteraria e pressapochismo di pensiero, sono ancora peggio del ”Film” che non ho visto e del trailer che sono un concentrato di oscenità cinematografica. tutto ciò che lei ha detto sui progetti e sul futuro lavorativo sono solo ”BALLE COLOSSALI”.. come può pensare che noi pochi Italiani che sappiamo della sua esistenza e conociamo le sue famigerate ”Gesta” possiamo credere a tutto ciò?? ma per chi ci ha preso, per imbecilli?? il ”Film” ha incassato 1790€, quindi vuol dire che non siamo imbecilli, e che nessuno proietterà più le sue oscenità al Cinema.. al limite ci lusinghi con i suoi lavori futuri su you tube ma lasci fare il Cinema ai professionisti con Attori Veri.. non bastano 4 Muscoli e 1 moto per fare un Film, ci vuole altro.. le do un consiglio, con il misero incasso vada a fare un corso di Italiano per lei ma soprattutto per il suo cast.. e lei torni a fare il circo, non usi i soldi pubblici che noi sovvenzioniamo con le tasse per poi sperperarli per questi scempi.. e diventi Uomo: Cresca che dai suoi post si evincono dei pensieri di un bambino di 11 anni..

  31. Piffo. says:

    Tranquilli ragazzi, è in lavorazione Dreamland 3. E una intera trilogia di prequel che narra la storia dello scugnizzo di periferia che è diventato il capo della banda cioètipopiùmalavitosadellastoriamachevelodicoafare.

  32. Stefano says:

    Ragazzi fermi tutti! Non dovremmo nemmeno parlarne di questo non film. Il “dottor” Ravagnani è semplicemente un impostore, non ha pagato molte persone che hanno collaborato alla realizzazione del film, ha promesso loro il successo e ha approfittato della loro ingenuità! Io ho collaborato con lui prima delle riprese, mi occupavo di realizzare “servizi televisivi” su Ivano, roba inutile, ma la mia avidità mi ha castigato.. Lo facevo per soldi ma ero consapevole che erano degli incapaci.. Non ero consapevole che erano dei ladri! Il dott. Ravagnani mi deve parecchio e come me ce ne sono altri che aspettano di essere pagati! Vergogna!!! P.s. Kubrick si rivolta nella tomba! Questo non è cinema è il nulla.

  33. teo says:

    LOL

    “Ho sempre dialogato e ascoltato i più giovani” me lo ritrovo pure qui!!
    …vi consiglio un giro sulla pagina (pubblica) di facebook del sandrone, ormai assurto a vero e proprio mito…
    come non ammirare un uomo che a 54 anni NON sa scrivere in italiano, NON sa cosa sia un film, eppure SCRIVE e DIRIGE un film che viene proiettato al cinema?!

    …e “chi se ne frega” se ha incassato solo 1.793€ ed è stato ritirato praticamente da tutte le sale in meno di una settimana, lui va avanti e farà il secondo capitolo, più forte del primo!!
    e non oso immaginare quanto forte potrà essere il terzo!!

    qui si sta facendo la Storia del Cinema.
    e anche della Letteratura.
    ma soprattutto dell’Umiltà. ^_^

  34. Roberto says:

    Una bella troiata !!!!! ………….. una bella inculata per i lavoratori che hanno partecipato alla realizzazione di questo “film” !!!!!!!…..pagateli e vergognatevi !!!!!… solo in Italia succedono queste cose !!! …… una bella sputtanata al cinema italiano !!!! ……. una sputtanata ai lavoratori ………………. una cazzata immane! ……… che vergogna!!!!

  35. Carlo says:

    Anto sei un mito… voglio ripubblicarlo:
    Sandro, non badare alla plebe. Hai risollevato le sorti del cinema trash con una pietra miliare sprigionante una magnitudo di epicità destinata a mutare per sempre le leggi spazio-temporali del cosmo. Tu non hai idea del turbinìo di emozioni mistiche che mi ha scatenato la visione del trailer di Dreamland. C’era assolutamente tutto. Il Tony Montana dei poveri che con fare da uomo vissuto elargisce perle di saggezza all’inesperto fanciullo in procinto di partire da Canosa di Puglia alla conquista del mondo. Improbabili intrugli onomastici quali RITA STATTE e IVAN MENGA. Mimiche facciali partorite dall’unione tra Barbara d’Urso e una stufa in ghisa. Bisunti sosia di Gargamella che rivendicano proprietà private nella migliore tradizione verghiana. Quando pensavi che Danny De Vito fosse il non plus ultra delle spalle comiche per Arnold Suazzenegger, ecco che ti sbuca all’improvviso FRANCO COLUMBU, cazzo, completo di ghigno sornione e inabilità nel pronunciare consonanti doppie random. Sorprendenti dilemmi esistenziali (“Chi sono? Da dove vengo?”) uniti a paradossali aforismi che farebbero impallidire Oscar Wilde (“Io non ho pazienza, e i miei amici ne hanno ancora meno di me”). L’indimenticabile interpretazione brianzola di DIEGO CALZOLARI. La struggente rappacificazione sul letto di morte tra FRANK e JAMES. La squisitissima combo retro-futurista (anni ’50+automobili odierne) che ammicca provocatoriamente alla grande tradizione della fantascienza per palati fini. Il radioso futuro da attore che si spalanca davanti a IVANO DE CRISTOFARO. L’irrazionale presenza del burattino Pinocchio in una bottega da falegname. Lo sconvolgente iper-realismo nell’effetto sonoro dei pugni sul ring. E per finire, quale ciliegina sulla pantagruelica torta, IL FILM DELL’ANNO, meravigliosa dichiarazione di consapevolezza. Meravigliosa, meravigliosa.

    Sandro dammi retta e tira dritto. Se tu fossi compreso, non saresti più un artista visionario. Quando il sequel farà la sua apparizione nei cinematografi del globo terracqueo, io sarò lì, in prima fila, a godermi ogni singolo fotogramma, ad appassionarmi alle vicende di JAMES e FRANK e a contemplare l’ineffabile mistero della vita che permette l’esistenza di entità sovrumane e inesplicabili quali la tua creatura.

    Grazie, Sandro.

  36. Elena says:

    Ecco, sapevo che non sarei riuscita a farmi capire :)
    Sig. Ravagnani, le mie intenzioni non erano di dettare condizioni, lungi da me, da completa inesperta di cinema (lo fruisco solo occasionalmente, lo capisco solo inconsciamente e i miei giudizi sono totalmente epidermici) non saprei neanche da dove cominciare per dettare le condizioni. Tant’è vero che non ho giudicato il film in sé. Le mie erano semplici considerazioni riguardo alla comunicazione, dato che ho dedicato la mia vita alle lingue, ai linguaggi e alle comunicazioni, quando in una conversazione si toccano certi argomenti il mio cervello automaticamente si focalizza lì… Diciamo che di tutto il suo discorso (che ho comunque letto, non si preoccupi!) ho isolato una piccola parte e sono partita con le mie elucubrazioni. Naturalmente sono solo considerazioni, anche se avvalorate non tanto da me quanto da anni e anni di studi più o meno seri a riguardo, fatti da persone molto più competenti e brillanti rispetto a me. Io non sono al centro delle mie parole in questo momento, sono più come la brava scolaretta che ripete la lezione, perché è una mia passione, perché l’ho fatta mia e mi piace parlare di certe cose :) Ripeto per l’ennesima volta, sono considerazioni, lasciano il tempo che trovano, senza contare che fanno parte del mio punto di vista, del mio vissuto, e che nulla vieta a lei o a chiunque altro di confutarle attraverso le proprie esperienze. Ci mancherebbe altro! Anzi, trovo divertenti e stimolanti le eccezioni alle regole canoniche. :D Spero di avere risolto questo piccolo qui pro quo, e spero di avere ridimensionato il mio intervento.

  37. Elena says:

    Uhm, sì, ha lasciato lo stesso commento altrove, ma credo sia normale in questi casi… Ho lavorato per qualche mese in una radio e gli uffici stampa per ogni evento si limitavano a fare i copia incolla dello stesso comunicato per qualsiasi occasione…
    (Piuttosto, mi chiedo, perché tutti questi fan appartenenti al clero?)

  38. Piffo. says:

    Perché solo chi crede in un essere venuto dallo spazio che ha creato un omino di fango e una donna-costoletta riuscirebbe a credere che il film non è una parodia di un action movie americano.

    Ah, prima che mi insultiate: just kidding.

  39. CoolHandLuke says:

    se ha guadagnato 1793 euro significa che degli oltre 4900 fan che ha nella pagina facebook, neanche il 10% ha visto il film….

  40. La ringraziamo per la stima che ha per noi di Dreamland, vorrei ricordarle che il film sarà nelle sale dal 19 ottobre, l’anteprima estiva era ha rischio in una data sicuramente non facile con un calo per il cinema del 47% e in contemporanea con grandi film, in questo intervallo di tempo abbiamo messo in campo un maggiore impegno e vi sono molte professionalità in campo per far conoscere il film e dargli il giusto consenso, l’incasso è la prova della azione di disturbo mediatico intrapreso a fronte dei contributi pubblici contro Dreamland.
    Il regista ad oggi non ha ancora potuto dire la sua in nessuna rete televisiva, nei prossimi giorni sicuramente ci sarà l’iopportunità e ascolteremo la sua opinione.

  41. Il regista Sandro RAVAGNANI descrive il film DREAMLAND La Terra dei Sogni, sua opera prima “Un giusto mix che abbraccia varie esperienze di vita tra le quali quella sportiva, dove solo il sacrificio e l’impegno consentono di raggiungere risultati positivi. La reintegrazione, l’aggregazione, la comunità, la lealtà sono tutti temi propri e positivi del protagonista. Questo è il messaggio che mi sento di affidare ai giovani. Nel film abbiamo voluto campioni di discipline sportive, da Franco Columbu unico italiano ad avere vinto il Mister Olimpia due volte, (coproduttore condirettore e interprete di 70 film Terminator, Conan il Barbaro, Predator, Last Action Hero…) a Ivano De Cristofaro, sportivo e attore, e sportivi non attori come Alberto Sala, maestro di arti marziali, Diego Calzolari, tre volte Campione del Mondo di Muaj Thay e Alessandro Riva, campione di Wrestling. La storia di James De Cristofaro, futuro campione di pugilato, fin dai suoi primi passi al momento del suo primo incontro di boxe nella Little Italy, attraverso un percorso di immigrazione, sacrifici, deviazioni. E grazie ad un vero campione, Frank Columbu, avverrà il surreale recupero della retta via, attraverso un allenamento costante e difficile, documentato nei dettagli affinché si possa capire che un fisico ben costruito si forma con anni di duro lavoro e senza prendere sostanze dopanti. Dreamland è la storia di una sorta di Armata Brancaleone che, attraverso una serie di siparietti, vuole rivivere come in una favola alcuni momenti di esistenza, il 1951, 1970 e il 2011: la partenza del protagonista dal paese di origine, la storia nella Little Italy e con il ricordo di James a cavallo della sua Harley Davidson che sarà il filo conduttore dei vari episodi. La fiaba vede un continuo sovrapporsi di archetipi positivi nel dialogo tra Frank, stile Geppetto falegname, attraverso il colloquio con i bambini, che saranno parte integrante della magia del film. Il percorso di vita di James, dapprima uomo umile e lavoratore, poi aggressivo e senza scrupoli ed infine amico dei più piccoli e cavaliere paladino dei giusti. Il tutto è maturato a seguito di un lungo viaggio di pre produzione ed interviste eseguite da New York a Los Angeles agli Italiani in America di vecchia e nuova generazione. Abbiamo preso anche in considerazione lo studio di varie tesi di laurea in merito a questa tematica, idea per una soggettiva rappresentazione. Definiamo Dreamland una commedia fantasy. In alcuni momenti, grazie alla musica ricercata scritta per noi, la “fantasy” viene ancor di più sottolineata anche attraverso le figure e i rumori (effetti speciali come nei cartoni animati) della parodia degli Italiani in America. Infatti, quasi in chiave surreale e comica, abbiamo cercato di sdrammatizzare i ricordi facendo sorridere il pubblico, rendendo la storia in modo grottesco, raccontando la vita dei protagonisti in modo semplice e lineare, attraverso dialoghi più volte ripresi dalla realtà di tutti i giorni, senza dare alcun peso alla linea esecutiva ad esempio, nella partita di biliardo o nella violenza fisica in quanto tale, ma dando ampio respiro alla regola “no armi no mafia”, e via cosi, rispettando in modo addirittura pacchiano ed evidente l’accento dialettale e la propria fisionomia vocale, fosse anche balbuziente.
    Chiunque sa che fare un film che esce nei cinema costa molto, specialmente per un regista-produttore indipendente come me e qui è d’obbligo dichiarare che la società World Business non ha incassato soldi pubblici per realizzare l’opera. La somma, pari al 20% di €. 20.000, aggiudicata con regolare bando di concorso meno le tasse del 4%, dalla Apulia film Commission, è di €. 3.840, spesi in loco per servizi vari. Il rimanente 80% dovremmo riceverlo a consultivo come da regolamento insieme ad un contributo della Bat di 10.000,00 euro a fronte di oltre 1.000.000 di euro da noi spesi per la realizzazione del film.
    Sono amareggiato dal fatto che proprio la bugia messa in giro ad hoc, mi ha reso vittima di un odioso e diffamatorio attacco mediatico mai visto in tanti anni, che aveva l’obiettivo di demolire la libera espressione di un professionista indipendente quale sono, danneggiandomi economicamente.”
    Ufficio stampa World Business

  42. Anto says:

    Sandrone, se leggi, sei semplicemente devastante.

  43. gregor says:

    complimenti anche all’ufficio stampa del film che scrivera’ una pagina … ecc. sembra che chi ha scritto gli ultimi commenti sia andato nella stessa scuola, pardon squola di ravagnani.. cos’altro dobbiamo aspettarci in questa italia d’oggi? mi spaventa mettere al mondo una creatura che un giorno potra’ sapere che degli esseri appartenenti alla nostra stessa specie abbiano potuto soltanto pensare una cosa simile, figurarsi farla e pure chiamarla film.. altro che commedia fantasy, questa e’ fantascienza pura! poi ti stupisci che la gente esce e ammazza per strada! come minimo sara’ stato costretto dalla “cura ravagnani” a vedere sta schifezza cento volte di seguito e poi lo hanno liberato dicendogli: ora sei libero. aiuto. mi manca l’aria. vi prego, ditemi che e’ tutto finto, ditemi che c’e’ capatonda dietro tutto questo, ditemi che e’ tutta un’operazione di marketing di qualsiasi cosa, basta che non mi diciate che e’ tutto vero. ho la pelle d’oca. dopo le risate ora mi sta assalendo un’angoscia terribile. ravagnani appartiene – forse – alla nostra stessa specie. ma forse starebbe meglio in quella dei minerali. provate a mettere una cinepresa sopra un sasso. verra’ fuori un film migliore di sta schifezza. e meno male che era solo una ‘azione di disturbo mediatico’. disturbo si’, ma psichiatrico.

  44. Il Giornale says:

    Il mio amico Topolino

  45. carlo cesco says:

    Ma chi ha prodotto il film?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>