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Le 50 cose che farò quando sarò un personaggio d’opera

I personaggi d’opera, sciocchi stupidoni che non sono altro, commettono con una certa frequenza alcuni errori facilmente emendabili. Quelle cosette che, allo spettatore, strappano commenti del tipo “ma daaaai…”, “ma nooo!”, “ma che minchia stai facendooo?!”, ma che sei scemooo?!” e così via. Dopo un’attenta analisi, ho selezionato un elenco di errori che eviterò di commettere quando, nella mia prossima vita, mi reincarnerò in un personaggio d’opera.

Placido Domingo si incazza dopo aver letto il pezzo perché nessuno gli aveva mai dato tutte queste dritte

Placido Domingo si incazza dopo aver letto il pezzo perché nessuno gli aveva mai dato tutte queste dritte

1) Non mi innamorerò perdutamente di una puttana. A parte le malattie sessualmente trasmissibili, c’è sempre il rischio che lei fugga con qualcuno più danaroso o che i miei parenti non prendano troppo allegramente la notizia.

2) Eviterò di utilizzare “mai”, “sempre” e “mai più”, specialmente in frasi che contengano sostantivi come “amore”, “odio”, “famiglia”, “religione”, “vita”. Gli estremismi, nelle opere, fanno male alla salute.

3) Per lo stesso motivo, non mi fiderò mai troppo della mia donna. L’amore è un uccello ribelle, si sa, quindi assolderò uno stuolo di guardiani per sorvegliare la casa in cui lei si trova.

4) I guardiani non dovranno permetterle di uscire, di ricevere visite, di affacciarsi al balcone, di far entrare in casa mazzi di fiori, doni o qualsiasi altro oggetto non inviato espressamente dal sottoscritto.

5) Per controllare che gli oggetti siano inviati dal sottoscritto non basterà una lettera con firma o qualsivoglia sigillo. I guardiani dovranno chiamarmi al cellulare e avere una conferma direttamente da me, prima di far passare qualsiasi oggetto.

6) In generale, non mi fiderei di alcunché di scritto. In casi del genere la sicurezza non è mai troppa e una firma o un sigillo sono facili da carpire o falsificare.

7) Perquisirò ogni due ore la mia dolce metà, nel caso un bel giorno impazzisca e decida di andare in giro con coltelli o boccette di veleno addosso. Non si scherza su queste cose. Inoltre provvederò a sistemare una serie di reti protettive e materassi sotto le mura di casa. Melius est abundare

8 ) Se mai dovessi notare qualcuno che leva un’ardente preghiera al Signore, me la darò a gambe levate.

9) Non pregherei Dio MAI E POI MAI. Per nessun motivo. Qualsiasi cosa venga chiesta a Dio svanisce, muore, dilegua, viene distrutta. Puntualmente. Tenti di impetrare salvezza? Hai già un piede nella fossa.

Punto 9: quando vedi una scena del genere, fuggi il più lontano possibile.

Punto 9: quando vedi una scena del genere, fuggi il più lontano possibile.

10) Qualora dovessi mai indulgere a una preghiera, sarebbe esclusivamente una preghiera generica, senza fare la benché minima allusione a qualsiasi oggetto io desideri. In quel caso, forse, il Signore potrebbe anche cascarci.

11) Ciononostante, mi atterrò scrupolosamente a qualsiasi segnale Dio voglia manifestarmi: sogno profetico, eremita folle e bavoso che gridi qualcosa al mio riguardo, uccelli che volino in modo strano sulla mia testa formando la scritta “SCAPPA!” e altri piccoli segni divini del genere. Dio a volte si mostra prodigo di segnali, perché trascurarli?

12) Ascolterò con la massima attenzione i consigli degli uomini di chiesa, a patto che essi non abbiano trascorsi rocamboleschi o, ancor peggio, storie sentimentali con la mia attuale donna.

13) Nella stessa ottica, farò in modo che la mia donna ascolti con suprema attenzione i consigli della sua dama di compagnia. Troppo spesso i consigli di queste sagge donne vengono fatalmente snobbati.

14) La dama di compagnia, ovviamente, sarà scelta dopo un’accurata selezione, onde evitare ex-puttane, amiche intime del mio rivale in amore, vecchie malefiche disposte a qualsiasi cosa per una manciata di spiccioli e altre donnacce del genere.

15) Non tradirò il mio migliore amico. Oltre a essere un’azione deprecabile in sé, di sicuro verrei beccato e ucciso.

16) Non mi fiderò mai e poi mai di un mezzosoprano. Se vi state chiedendo perché, vuol dire che vi siete persi la terza puntata della rubrica.

17) Non mi farei illusioni: per quante belle parole tu possa usare, non convincerai mai tuo padre tramite una lettera a farti sposare una puttana, una minorenne o una puttana minorenne. Meglio lasciarlo in uno stato di beata ignoranza.

18) Non mi farei illusioni: i genitori, in un modo o nell’altro, alla fine vengono sempre a sapere le cose. Quando mio padre verrà da me, spiegandomi i cento motivi per cui la mia storia d’amore non può andare avanti, risponderò con un bel vaffanculo e lo accompagnerò gentilmente alla porta.

19) Forse eviterò anche il vaffanculo e mi limiterò ad accompagnarlo alla porta. I personaggi delle opere sono molto scontrosi, basta un niente per scatenare un bagno di sangue.

20) Qualora dovessi incontrare una giovine malata di una qualsiasi malattia letale, la lascerò morire senza immischiarmi. Perché andarsi a cercare sempre e solo problemi? Ci sono tante belle ragazze sane al mondo.

21) Allo stesso modo, eviterò chiunque dia un qualunque segnale di squilibrio mentale. Niente follia in casa mia.

22) Eviterò accuratamente di innamorarmi di qualsiasi donna rappresenti per me un nemico, sia imparentata con un nemico, abbia vaghe discendenze comuni con un mio nemico, ami un mio nemico. Non voglio legami con il mio nemico: è il mio nemico.

23) Non farò un dramma per una qualsiasi cazzata (vedi punto 2). Non si può fare una strage per ogni parola fuori posto o per ogni fiore sospetto rinvenuto nella stanza della propria donna. Fiore che, comunque, non troverò, grazie ai guardiani che avrò piazzato.

24) La comprensione è importante. Ogni volta che esprimerò un qualche concetto sarò sicuro di farlo in una forma chiara e comprensibile per tutti, senza utilizzare perifrasi, frasi o termini ambigui. In caso fosse necessario, prenderò una lavagnetta e illustrerò il concetto a tutti i presenti tramite appositi disegnini. La comunicazione è importantissima: molte stragi si sarebbero potute evitare con un po’ di chiarezza in più.

25) Vista l’importanza della comunicazione, anche repentina e in extremis, avrò sempre almeno tre cellulari con me o, nel caso l’ambientazione non lo consentisse (potremmo trovarci in mezzo all’oceano o nel ’600 quando, mi sembra, ancora non c’erano i cellulari), cinque-sei messaggeri fidati a prova di corsa forsennata e una decina di velocissimi piccioni viaggiatori.

26) Non berrò mai eccessivamente. In ispecie quando il mio nemico si trova nei paraggi o quando potrei fare figuracce di fronte alla donna che amo. Ripensandoci, non berrò affatto. Sempre meglio, visto l’ambiente pericoloso in cui mi troverò.

27) Non giocherò mai d’azzardo. Mai e poi mai. Anche se dovessi giocare contro un cieco, sordo e incapace di intendere e di volere. Mai giocare d’azzardo in un’opera: i matti che ancora ci provano fanno sempre una brutta fine.

28) In caso ci fossero o sorgessero dubbi sui miei genitori, sottoporrò subito tutti quanti a controllo del Dna, compresi i personaggi minori, i coristi, gli orchestrali, il pubblico e i passanti fuori dal teatro.

29) Il coro è sempre meglio averlo sotto controllo, è un elemento potenzialmente problematico. Ucciderò ogni corista abbia una faccia sospetta o non sia in linea con le mie idee, per sostituirlo con qualcuno di fidato.

30) Il coro, anche se fidato, potrebbe risultare inutile in caso di scontro violento. Farò in modo che il mio coro venga armato con le migliori armi in circolazione e addestrato all’uso delle arti marziali più violente. Inoltre mi assicurerò che sia abbastanza numeroso per affrontare qualsiasi esercito nemico, mostro incantato o baritono malvagio con i superpoteri.

31) La potenza vocale non è mai troppa e, come è noto, all’opera chi grida di più vince. Mi premurerò affinché siano sempre disponibili, nel mio fidato coro, una schiera di urlatori professionisti pronti a stordire qualsiasi rivale amoroso o nemico giurato mi si opponga.

32) Non mi affiderò mai a un assassino per portare a termine una vendetta. Piuttosto invierò il mio coro-killer con ordini ben precisi, senza lasciare nulla al caso.

33) Non mi affiderò mai a un duello per risolvere una questione. Risolverò inviando immediatamente il mio coro-killer con precise istruzioni.

34) Spesso mi troverò di fronte ad ardui dilemmi, a impossibili decisioni da prendere: mio padre vs la mia donna, mia sorella vs la mia donna, mia madre vs la mia donna, il mio cane vs la mia donna, mio padre vs mia madre, un parroco vagabondo vs mio padre, mia madre vs la zia di Frankenstein. In ogni caso e qualsiasi decisione io prenda, l’unica cosa cui baderò con la massima solerzia sarà la mia vita.

35) Qualora il dilemma dovesse avere a che fare con l’onore, lo scioglierò in men che non si dica. Falstaff in questo è un maestro: sì, ci prenderà pure due-tre bastonate, ma alla fine ridono tutti e nessuno si è fatto male sul serio.

36) Di certo i soldi non danno la felicità. E però, dovessi proprio essere sincero… una guardatina al portafogli io ce la darei ogni tanto. Due spiccioli in più non fanno mai male, dovesse succedere qualche cosa… che poi, alle volte, quando uno è povero viene spinto a far cose che possono arrecare danni alla salute, tipo partite a poker con entità soprannaturali o altre amenità del genere.

37) C’è sempre tempo per dichiarare il proprio appassionato amore: prima scappare, poi eventualmente cantare.

Lui non ha seguito il punto 37

Lui non ha seguito il punto 37

38) Porterò sempre con me un assaggiatore ufficiale. Le statistiche parlano chiaro: nelle opere si muore più frequentemente avvelenati che non in un incidente d’auto.

39) Qualsiasi donna, ricchezza o onore desideri, non stringerò patti col diavolo, col demonio, con Belzebul o con qualsiasi entità ultramondana. Neppure con Dio. Non si sa mai.

40) Non sbeffeggerò la statua di un morto in un cimitero. Non sta bene. Non farò neppure giuramenti in un cimitero. Riflettendoci meglio, non metterò proprio piede in un cimitero. Non può uscirne nulla di buono.

41) Dubiterò sempre e comunque di personaggi il cui nome cominci per <m>: Manon, Maometto II, Macbeth, Mefistofele… troppi esempi negativi. Meglio diffidare.

42) Non tenterò mai alcuna ribellione nei confronti del monarca legittimamente o illegittimamente al potere. Troppi, inutili rischi. Se proprio sarò costretto a farlo me ne starò bene al riparo: sguinzaglierò il mio super-coro-killer e getterò un paio di atomiche da debita distanza.

43) Se nel penultimo atto le cose dovessero andarmi troppo bene, correrò a mettermi al riparo da qualche parte: la situazione non sta andando affatto nel verso giusto.

44) Il coro non dovrebbe MAI E POI MAI intonare canti di gioia. Solitamente preludiano a un qualche evento luttuoso.

45) La situazione può sempre peggiorare, non si prendono mai abbastanza precauzioni. In caso di necessità non esiterò a abbandonare ogni cosa, lasciare moglie e buoi ai propri impicci e fuggire il più lontano possibile, cambiare nome e fare una bella plastica facciale.

46) Il suicidio MAI E POI MAI. Può sempre succedere qualcosa di positivo e inaspettato all’ultimo momento. Magari credi di trovarti in una tragedia e invece, senza saperlo, la storia finisce bene. Tosca, Mimì, Manon e Cio-Cio-San fanno una finaccia, è vero, però potresti sempre avere la fortuna di beccare una Minnie o una Turandot. Magari un po’ meno scema.

47) Non farò lo sborone: non serve a nulla dimostrare che siamo in grado di andare a cenare anche all’inferno. Già mi faccio tutti i giorni il traffico di Roma, direi che come dimostrazione di coraggio può bastare.

Lui non ha seguito il consiglio 47

Lui non ha seguito il consiglio 47

48) Non darsi mai per vinti. Quanta utilità può esserci nel cantare il proprio dolore? Non lo farò mai. Piuttosto impiegherò il prezioso tempo pensando a qualche modo per rivolgere la situazione a mio vantaggio.

49) Nel caso venga arrestato e mi trovi in attesa della condanna, non attenderò certo con le mani in mano o grattandomi gli zebedei. Tenterei almeno di trovare una via di fuga.

50) Nell’estremo caso in cui dovessi fingere la morte di fronte a un plotone di esecuzione, chiederò che mi sia dato, per sicurezza, un bel giubbotto antiproiettile da mettere sotto alla casacca. Non si sa mai, potrebbe davvero partire un colpo.

51) Se mia moglie tornasse a casa vestita così, eviterei disquisizioni filosofiche sul perché e sul percome. Prima una badilata in testa, poi ne parliamo.

51) Se mia moglie tornasse a casa vestita così, eviterei disquisizioni filosofiche sul perché e sul percome. Prima una badilata in testa, poi ne parliamo.

Passaparola:

2 Risposte: a Le 50 cose che farò quando sarò un personaggio d’opera

  1. delfy says:

    Oltre alle malattie letali evitare sempre di avviare frequentazioni con donne, si molto belle, ma con una fastidiosa tossetta. Non abboccare a nessuna giustificazione, sia questa: “Ma nooo ho preso freddo questa notte, sai i riscaldamenti a casa mia danno qualche problema”; “Colpa della serata di ieri, ho bevuto troppo e mi so’ fumata due pacchetti”; “Mia madre me lo dice sempre, vado in giro troppo scoperta e mi ammalo”. Insomma: non ci cascare, insospettisciti e fuggi.
    Comunque grande pezzo Michela’, come sempre del resto.

  2. Ulteriore postilla al punto 20: “lascerò perdere qualsiasi dama che, una volta entrata in scena, decida che la prima cosa da fare sia svenire, anche qualora mi facesse intendere che è stata una reazione alla mia estrema bellezza”.

    Grazie mille.

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