In passato abbiamo raccontato su questo giornale che nella Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali riuscire a partire per un soggiorno Erasmus è impresa quasi impossibile, tra insensati ostacoli burocratici e più seri impegni di studio.
L’Erasmus però non è l’unica opportunità per gli studenti di trascorrere un periodo di studio all’estero. Oltre a diverse borse singole presso università straniere, l’alternativa più consistente è costituita dalle borse per tesi all’estero. Questi contributi, dell’importo di circa 2800 €, sono destinati agli studenti dei corsi di laurea magistrale e consentono di andare a condurre ricerche per la propria tesi di laurea presso un’università o ente di ricerca straniero per un periodo di almeno due mesi. La meta e la durata del soggiorno all’estero non sono predefinite come nel programma Erasmus ma vengono scelte da ciascun laureando in accordo col proprio relatore. Naturalmente il numero di borse bandito ogni anno è molto inferiore a quello delle borse Erasmus, virtualmente destinate a tutti gli studenti della Facoltà: nella riunificata Facoltà di Filesuso sono circa venti l’anno.
I criteri in base ai quali viene redatta la graduatoria di merito per l’attribuzione delle borse sono la media dei voti degli esami, il rapporto tra cfu conseguiti e da conseguire, la valutazione del progetto di ricerca all’estero.
Nella ex Facoltà di Lettere e Filosofia il bando usciva solitamente nel mese di giugno e scadeva a luglio, nella ex Facoltà di Filosofia scadeva in genere a settembre. Non sono più reperibili nei rispettivi siti internet, invece, i dati sui bandi degli anni scorsi nelle ex Facoltà di Scienze Umanistiche e Studi Orientali. Anche il primo bando uscito dopo la riunificazione delle Facoltà umanistiche della Sapienza (a. a. 2010/11) è stato comunque pubblicato nel mese di giugno con scadenza a luglio.
Quest’anno, invece, il bando è uscito a sorpresa il 12 aprile e scadrà l’11 maggio. L’anticipazione della pubblicazione e della scadenza del bando ha gravi ricadute sulle categorie di studenti cui esso è destinato. Pur formalmente aperto agli studenti del primo anno di magistrale, il bando li esclude di fatto da ogni possibilità di vincere una borsa: la scadenza prima della sessione estiva implica, infatti, che essi concorrano con i soli crediti conseguiti nella sessione invernale; nondimeno il totale di cfu su cui verrà calcolata la percentuale di quelli da loro acquisiti sarà sempre 60. C’è da sentirsi davvero lusingati perché chi ha redatto il bando ha un’opinione talmente alta degli studenti da pensare che qualcuno di loro possa sostenere tutti gli esami di un anno in una sola sessione!
Ma non è questo l’unico ostacolo. L’art. 9 del bando prevede che «lo studente assegnatario della borsa di studio dovrà usufruire della borsa e laurearsi entro il 31 marzo 2013». Lo studente ora iscritto al primo anno di magistrale che dovesse vincere una borsa per tesi all’estero sarà quindi obbligato a laurearsi entro la sessione di marzo 2013, cioè la prima del suo secondo anno di corso di laurea magistrale. Tale clausola del resto è perfettamente coerente con la scadenza del bando a maggio e con la grande stima di cui godono gli studenti: è ovvio che lo studente capace di conseguire 60 (o poco meno) cfu in una sola sessione, non avrà nessuna difficoltà a laurearsi in un anno e tre mesi!
Nonostante l’esclusione nei fatti degli iscritti al primo anno, sono danneggiati anche gli studenti del secondo anno di magistrale. Entro venti giorni dallo scadere del bando (11 maggio) verrà, infatti, pubblicata la graduatoria di merito (circa 31 maggio), quindi i vincitori avranno quindici giorni per recarsi in segreteria a firmare l’accettazione della borsa (circa 15 giugno) ed entro sessanta giorni da quest’ultima scadenza verrà versato loro l’importo della borsa (15 agosto). Anche chi fosse disposto a partire prima di aver ricevuto i soldi della borsa (come talvolta accade dati i lunghi tempi di attesa), comunque non potrebbe farlo prima di settembre, poiché non avrebbe senso recarsi all’estero nella seconda metà di giugno, poco prima delle vacanze estive. Da questo punto di vista cambia poco rispetto ai bandi degli anni scorsi con scadenza ai primi di luglio. Resta, invece, l’impossibilità per gli studenti del secondo anno che usufruiscono di una borsa per tesi all’estero di laurearsi nella sessione di luglio e partecipare in autunno alle prove di ammissione ai dottorati di ricerca e alle scuole di specializzazione.
Anche il bando dell’a.a. 2010/2011 presentava dei problemi, essendo chiuso agli iscritti al primo anno di magistrale; tuttavia fu cambiato su richiesta degli studenti. Quest’anno però si riscontra una totale inflessibilità della Presidenza nel rifiuto di prorogare il bando. La nuova scadenza e il termine del 31 marzo per il conseguimento della laurea sarebbero dovuti ad una delibera del Senato Accademico: se i nuovi termini del bando per tesi all’estero sono stabiliti dal Senato Accademico -ci dicono- non resta che adeguarsi. E ci si aspetta che stia accadendo lo stesso nelle altre Facoltà della Sapienza.
Sui siti internet di alcune di esse il nuovo bando è già disponibile, pubblicato ad aprile come a Filesuso: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali con scadenza il 21 maggio; Giurisprudenza con scadenza il 30 aprile; Economia con scadenza il 15 maggio. In nessun caso però è presente il vincolo a laurearsi entro il 31 marzo 2013.
Un controllo veloce dei bandi di queste e altre Facoltà della Sapienza permette di verificare che anche altrove il limite del 31 marzo non esiste. Il Regolamento di Ateneo prevede solo che gli studenti vincitori utilizzino la borsa «entro l’anno accademico di riferimento per la discussione della tesi».

Funzionari amministrativi della Sapienza, schierati alla frontiera, impediscono la partenza degli studenti.
La formulazione un po’ oscura del Regolamento d’Ateneo si ritrova nei bandi di quasi tutte le Facoltà della Sapienza: nel bando dell’a.a. 2010/2011 (scaduto a fine ottobre 2011, mentre il bando 2011/2012 ancora non è stato pubblicato) della Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale si legge con più chiarezza che «Lo studente dovrà fruire della borsa di studio entro l’anno accademico di riferimento per la discussione della tesi, cioè effettuare il periodo di studio all’estero previsto entro il 31 gennaio dell’anno solare successivo a quello accademico di riferimento per la discussione (ad es. iscritto al I° anno della Magistrale nell’a.a. 2009/2010: termine 31 gennaio 2012 – iscritto al I° anno della Magistrale nell’a.a. 2010/2011: termine 31 gennaio 2013) pena la restituzione della borsa». Solo nella Facoltà di Filesuso «l’anno accademico di riferimento per la discussione della tesi» è stato tradotto in «entro il 31 marzo 2013», in spregio all’ovvia differenza tra studenti del primo e secondo anno di magistrale. E ancora solo a Filesuso si aggiunge la clausola che il 31 marzo sia il termine non soltanto per usufruire della borsa ma anche per conseguire il titolo.
La riunificata Facoltà umanistica si è conquistata nell’Ateneo l’invidiabile primato del bando più paradossale, che costringe gli studenti iscritti al primo anno a laurearsi nella prima sessione (marzo), impedisce a quelli del secondo anno di laurearsi nella seconda (luglio) e preclude la possibilità di partecipare subito dopo la laurea ai concorsi di ammissione ai dottorati agli studenti interessati a svolgere parte delle proprio ricerche all’estero.








Il futuro è passato di qui…
Io ho partecipato, vincendo, al bando per tesi all’estero dello scorso anno (a.a. 2010-2011), quando però la scadenza per la presentazione della domanda, come hai sottolineato, era a luglio; il termine entro cui laurearsi rimaneva invece invariato al 31 marzo dell’anno accademico successivo (quindi 2012). Credo che il discorso che tu faccia valga effettivamente solo per gli studenti del primo anno di magistrale per i quali è impensabile laurearsi in un anno e mezzo – quindi non si capisce perché li abbiano inclusi nel bando stante che sarebbe impossibile per chiunque laurearsi in così poco tempo.
Per quanto riguarda invece quelli del secondo anno (come era il mio caso l’anno scorso) si tratterebbe di presentare la domanda nel corso del secondo anno (quindi ora) e laurearsi entro la metà del terzo (cioè marzo 2013), un’ipotesi che non comprometterebbe quindi la possibilità di partecipare ai bandi per il dottorato.
Inoltre, l’anno scorso hanno sì corretto nel bando la possibilità di accesso esclusivamente agli studenti del II anno (http://w3.uniroma1.it/lettere2/Contratti/Files/11_21_B_Errata.pdf) ma nella stessa sede non hanno minimamente accennato a cambiare l’articolo 9 che prevedeva la laurea entro il 31 marzo dell’anno accademico successivo (evenienza, come già detto, impossibile, per chi frequentava il primo anno). Sinceramente non so dirti se quelli che hanno vinto la borsa alla fine fossero tutti del II anno o meno, fatto sta che in segreteria avevano minimizzato circa questo problema e accettato anche quelli che partivano in periodi che superavano di gran lunga lo stesso 31 marzo..
…fatta la legge trovato l’inganno??
Buon lavoro!
Cara Chiara,
grazie della tua testimonianza e di avermi offerto l’occasione per alcune precisazioni. Come giustamente osservi il vincolo a laurearsi entro il 31 marzo (2012 in quel caso) era presente anche nel bando dell’a.a. 2010/2011. Il bando fu corretto ed aperto anche agli studenti del I anno (come era già negli anni precedenti) ma non fu rimosso quel vincolo. Questo almeno stando all’errata corrige pubblicato sul sito della Facoltà (http://w3.uniroma1.it/lettere2/Contratti/Files/11_21_B_Errata.pdf). So tuttavia da amici, ma non mi è possibile verificarlo nell’immediato, che una seconda modifica al bando, con la rimozione del limite del 31 marzo, coerente con l’apertura agli studenti del I anno, fu apportata ed affissa nella sola bacheca della Presidenza. E, infatti, tra i vincitori del bando dell’a.a. 2010/2011 c’erano anche studenti del I anno, che naturalmente non hanno ottemperato al limite della laurea entro il 31 marzo.
Quanto al problema degli studenti del II anno e dei dottorati, ovviamente non intendevo dire che chi si laurea nella sessione di dicembre (ultima in corso) del II anno o in quella di marzo (prima fuori corso) si precluda in assoluto la possibilità di partecipare ai concorsi di ammissione ai dottorati. Il punto è, invece, che un bando con le scadenza che conosciamo impedisce agli studenti del II anno che vincono la borsa di laurearsi nella sessione di luglio e partecipare s u b i t o alle prove di dottorato, costringendoli, invece, ad aspettare 9 o 6 mesi per tentare nell’autunno successivo. L’assurdo è quindi che il bando pone gli studenti interessati a proseguire nella ricerca di fronte all’alternativa tra passare un periodo di studio per la tesi all’estero o laurearsi presto e partecipare subito ai concorsi di ammissione ai dottorati. E in generale questo si inquadra in una certa mentalità diffusa nella nostra Facoltà secondo la quale lo studente che va per un periodo all’estero è normale che paghi lo scotto di andare un po’ fuori corso o perdere comunque del tempo dopo la laurea.
Anzitutto complimenti per l’articolo! Solleva dei punti davvero interessanti.
Alcuni commenti/osservazioni:
- Questa cosa delle due versioni differenti del bando, se è vera, è assolutamente inaudita! Io ad esempio l’anno scorso mi trovavo esattamente nella condizione di non poter partecipare per l’assurdo vincolo a doversi laureare *prima* della durata legale del titolo di studio.
- Un’altra cosa che mi lascia perplesso riguardo alla tempistica del bando, data l’alta probabilità che la maggior parte dei vincitori decida di partire verso il mese di settembre (come giustamente si fa notare nell’articolo), è che volendosi ipoteticamente laureare nella sessione di dicembre, molti studenti non sarebbero effettivamente a Roma durante tutto il periodo delle scadenza burocratiche, prenotazioni, firme relatori e correlatori, pagamento tassa di laurea, e tutta la trafila amministrativa che conosciamo. Come si comportano le segreterie in questi casi? Sarebbe possibile risolvere tutte le incombenze burocratiche dall’estero, magari tramite una persona delegata? Qualche dubbio io ce lo avrei… (un mio amico ad esempio è dovuto tornare dalla Svezia per cose simili).
- Infine avrei un paio di domande per Chiara, la ragazza che vinto il bando l’anno scorso: che tipo di peso hanno dato alla media rispetto al rapporto crediti ottenuti/da ottenere? Dal bando non è molto chiaro il meccanismo di applicazione dei criteri elencati e questo può senza dubbio fare la differenza (ci sono stati bandi dove l’aver fatto anche solo 6 crediti in più contava come 3 punti di media!). Tu ad esempio avevi finito tutti gli esami o te ne mancavano alcuni? E poi le conoscenze linguistiche contano per caso qualcosa, visto che si tratta di andare all’estero?
Scusate la prolissità ma l’argomento è davvero spinoso.