
Atac, da giugno l'adeguamento delle tariffe: la corsa singola rincara a 1,50€ e si annunciano novità non proprio piacevoli per gli studenti.
La delibera 53 varata dalla giunta Alemanno lo scorso 29 febbraio è una realtà con la quale dovremo tristemente avere a che fare, molto presto (per la precisione a partire dal 1 giugno).
Il Comune di Roma non va famoso per le sue politiche giovanili: ignora forse di ospitare più di 250.000 studenti universitari e il maggior numero di atenei d’Italia (dati di Link). I trasporti sono un tasto particolarmente dolente: disservizi e scioperi sono all’ordine del giorno, i lavori per le nuove linee metro procedono molto a rilento, il piano del trasporto pubblico sembra concepito da una mente piuttosto caotica. Senza dimenticare gli scandali della parentopoli venuta alla luce qualche tempo fa.
Roma è una delle poche città italiane a prevedere sconti per gli abbonamenti solo in misura minima. Possono usufruirne infatti soltanto i residenti o i fuori sede vincitori di borsa di studio. Non certo un’idea brillante. Spesso i fuori sede, non possedendo mezzi propri, non hanno altri modi di spostarsi, affollano le periferie e devono raggiungere le sedi universitarie con mille difficoltà (e molte bestemmie). Anziché risolvere al ribasso, la giunta ha pensato bene di uniformare gli abbonamenti al rialzo, ed eliminare qualsiasi genere di riduzione su base mensile. Come se non bastassero le frotte di controllori che già battono a tappeto le linee maggiormente frequentate dagli universitari, specie (casualmente) nei pressi del capolinea del Verano. Soggetti che è più facile trovare senza biglietto (nessuna giustificazione, semplice dato di fatto) e che stanno fruttando fior di quattrini alle casse esangui dell’azienda di trasporti.
Ci sono solo due cose che possiamo fare.
La prima è firmare la petizione per ripristinare e allargare le riduzioni, e sensibilizzare al problema attraverso i social network.
La seconda è correre a fare l’abbonamento annuale. Con un ISEE fino a 20000 € infatti è possibile pagare al massimo 150 € per 365 giorni dal momento della richiesta (resta naturalmente il vincolo di essere vincitori di borsa di studio). La formula in sé sarebbe anche abbastanza conveniente. Il problema è che non tutti gli studenti possono permettersi di sborsare più di 100 euro in un’unica soluzione, e il Comune di Roma sembra sordo alle proteste.






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