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…continuavano a chiamarla FiLeSUSO

Il Consiglio di facoltà del 10 luglio era atteso da tempo, almeno da un anno. Come ben sapete, a seguito dei riaccorpamenti imposti dallo “Statuto Frati” dalle ceneri delle facoltà umanistiche della Sapienza (a loro volta frutto della scissione della storica Facoltà di Lettere e Filosofia istituita assieme all’Ateneo) è nata una nuova struttura, battezzata a suo tempo FiLeSUSO. Abbiamo già parlato delle ragioni che hanno portato i docenti ad adottare questo nome, che risulta essere, lo ricordiamo, l’acrostico delle facoltà precedentemente esistenti, e dell’imbarazzo che spesso questo nome provoca in studenti e docenti (per non parlare, poi, delle battute: il sottoscritto si è sentito dire le cose più disparate).

Per ovviare a questa situazione la Presidenza ha avviato da tempo una serie di consultazioni informali fra i vari dipartimenti, in modo tale da poter coagulare il maggior consenso possibile attorno a una rosa di nomi, il più possibile ristretta, da presentare al Consiglio di Facoltà, unico organo deputato a stabilire il nuovo nome di quest’entità. Dopo mesi e mesi di sondaggi, discussioni, incontri e confronti, la Giunta di facoltà ha preso atto della convergenza dei vari dipartimenti attorno a due proposte: “Lettere e Filosofia” e “Studi Umanistici”. Le modalità attraverso cui i dipartimenti siano giunti a formulare queste denominazioni sono, mi dispiace dirlo, sconosciute, così come tutte le discussioni avvenute all’interno della Giunta: sebbene da oltre un anno i Presidi (e nello specifico il vicepreside Nicolai) si siano impegnati a inoltrare i verbali dei loro incontri ai membri del Consiglio, ad oggi non è pervenuto alcun documento a riguardo.

Sorvoliamo, per il momento, sulla questione della trasparenza di alcuni dei momenti decisionali nella nostra facoltà e torniamo al consiglio del 10 luglio. Secondo l’ordine del giorno redatto dalla Preside, uno dei punti in discussione  (gli altri erano la proposta di una laurea honoris causa al filosofo francese Jean-Luc Marion e la proposta dell’emeritato per i docenti Cavallo, Delogu, Sacconi, Pàroli) era la votazione di un nuovo nome per la facoltà. Come c’era da aspettarsi (o forse no, visto che di un semplice nome si tratta) gli animi del chiarissimo consesso si sono incupiti; sono intervenuti i professori Lettieri, Bevilacqua, Marchetta e Paratore, ma molti altri avrebbero sicuramente voluto far sentire la propria voce, incluso il sottoscritto.

Se il professor Lettieri ha richiamato l’attenzione su una mozione, che lo vede fra i firmatari,  volta in primo luogo ad ammettere alla votazione il nome “Lettere e Filosofia” (in un primo tempo si era pensato di escludere dalla rosa dei nomi le denominazioni delle precedenti facoltà), il professor Mirko Bevilacqua ha espresso, con toni abbastanza energici, la sua disapprovazione per l’operato della Giunta la quale, a suo avviso, ha operato in maniera poco chiara e niente affatto trasparente: immediata è stata la replica della preside, anch’essa altrettanto robusta.

Il professor Marchetta, invece, ha cercato di analizzare alcune incoerenze che a suo dire andrebbero ravvisate nelle dichiarazioni della Giunta, che ha più volte definito il nome “Lettere e Filosofia” «squalificato e inadatto». Tramite una serie di esempi, alcuni dei quali particolarmente dotti ed eruditi (sono state scomodate nientepopodimeno che Matidia Maggiore e Matidia Minore), il professore ha cercato poi di dimostrare come il nome “Lettere e Filosofia” debba intendersi come un ritorno non alla facoltà omonima sorta dalla scissione del 2001, bensì alla precedente Lettere e Filosofia, più volte definita “Urfakultaet”, “facoltà primigenia” dal Dipartimento di DiSGIS; la conclusione (arrivata, dispiace dirlo, precocemente a causa dei fischi e del chiasso di parte dell’uditorio, visibilmente infastidito da ciò che probabilmente riteneva essere una perdita di tempo) è stata alquanto lapidaria: «Sappiate che lettere non vuol dire letteratura, ma, secondo l’uso latino, indica cultura». Ultimo è arrivato il professor Paratore, ex preside della Lettere e filosofia pre-scissione; in maniera alquanto roboante Paratore ha richiamato il prestigio della storica facoltà e ha elencato i nomi dei grandi personaggi che hanno insegnato nella Lettere e filosofia di una volta.

Terminati gli interventi si è dato il via alle operazioni di voto. La preside, dichiarando che le votazioni sarebbero state valide se uno dei due nomi avesse conseguito la maggioranza dei presenti, ha dato l’avvio alla chiama: i docenti, in ordine alfabetico, si sono recati al seggio, hanno firmato e hanno ricevuto la scheda; a votazione finita si è proceduto con lo spoglio.

Immagino siate curiosi di sapere cosa sia accaduto, visto che la votazione c’è stata ma il nome non è stato individuato; ebbene, pur avendo ottenuto 155 voti a favore, il nome “Lettere e Filosofia” non si è imposto sul rivale “Studi Umanistici”. A sorpresa, infatti, ai pochi docenti rimasti pazientemente in attesa la Preside ha comunicato che la votazione era da considerarsi non valida in quanto i presenti erano  310 e la soglia necessaria era 156 voti; a nulla sono valse le obiezioni dei professori (fra cui quella, a mio dire autorevole, di Guido Pescosolido, anch’esso ex preside): secondo molti docenti il quorum dovrebbe essere calcolato non in base al numero dei presenti all’apertura del Consiglio, ma in base ai votanti. L’aver richiesto le firme al momento della scheda, infatti, si configurerebbe giuridicamente come una verifica del numero legale: momento che, in ogni assemblea, ridetermina la consistenza della maggioranza e quindi rimodula il quorum da conseguire. L’irremovibilità della Preside è stata pressoché totale, nonostante la proposta, avanzata da qualcuno, di chiedere un parere addirittura al preside di Giurisprudenza.

Stando così le cose, in conclusione, la presidenza sembra aver stabilito in maniera irrevocabile l’infruttuosità della votazione: toccherà tenerci ancora per un po’ il “codice fiscale” FiLeSUSO.

P.S. Allego i dati inoltrati dalla Presidenza a fine giornata

Presenti: 310

Votanti: 290

Schede votate: 290

 

Hanno ottenuto voti:

Lettere e Filosofia: 155

Studi Umanistici: 128

Lettere: 2

Scienze Umanistiche: 1

Lettere e Filosofia – Humanities: 1

Humanitas: 1

Schede nulle: 2

Passaparola:

3 Risposte: a …continuavano a chiamarla FiLeSUSO

  1. Elena Spangenberg Yanes Elena Spangenberg Yanes says:

    L’insanabile immobilismo dell’attuale presidenza è ben noto e non merita ulteriori commenti; varrebbe la pena, invece, riflettere sul gran senso civico dimostrato da quei 20 membri del consiglio che -come i ginnasiali alle assemblee d’istituto- hanno preso la presenza e se ne sono andati senza votare…

  2. giuseppe forino says:

    Che tristezza. Circola ancora gente come Paratore, mariuolo come pochi?

  3. Pingback: Intervista alla prof.ssa Rita Cosma | Il Giornale di Letterefilosofia.it

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