Sapienza, Senato Accademico del 15 maggio 2012. Il Presidente, il Rettore Luigi Frati, presenta una relazione riguardante l’organizzazione di “eventi ludici” nella Città Universitaria che si conclude con queste parole:
«Il Presidente ritiene, quindi, necessario di dover sospendere tutti gli eventi ludici organizzati dagli studenti nel periodo estivo e precisamente dal 22 giugno 2012 al 20 settembre 2012».
Non entreremo nel merito della decisione, sulla quale comunque sarebbe lecito e opportuno produrre una discussione, a meno che non si ritengano le decisioni inerenti all’università appannaggio di un piccolo gruppo di docenti. Ma non è questo il luogo per tale discussione. Si prenda invece atto della decisione del Rettore, così come ne hanno preso atto il Senato Accademico e il Consiglio d’Amministrazione.
Gli studenti, tra ultimi esami della sessione estiva e primi esami della sessione autunnale, non possono svagarsi nemmeno per una sera: così detta il sobrio e rigoroso messaggio. È dunque detta l’ultima parola? A quanto pare, no. In questi ultimi giorni avrete notato molte locandine di un evento, organizzato dall’associazione studentesca Sapienza In Movimento, che sembra possedere tutte le caratteristiche della festa.
La festa non solo è “approvata” da «autorevoli fonti occupanti i piani alti di piazzale Aldo Moro», come scritto in un editoriale a firma Tommaso Nelli sul sito ufficiale di SapienzaCup, ma addirittura patrocinata dalla Sapienza e pubblicizzata sullo stesso sito del nostro Ateneo. Prima del “summer party” serale, le finali del torneo Sapienza Cup 2012 (altro evento organizzato da Sapienza in Movimento e patrocinato, oltre che dalla Sapienza, da Roma Capitale), con tanto di campo di calcetto smontabile in erba sintetica e misure regolamentari. Insomma, se non campeggiasse il logo di Sapienza in Movimento, con contatti telefonici, social network e sito dell’associazione, potrebbe sembrare una festa preparata dal Rettore in persona. Ma non sembra paradossale «sospendere tutti gli eventi ludici organizzati dagli studenti» e, contemporaneamente, patrocinare un evento di questo tipo? Il Rettore Frati, il Direttore Generale Carlo Musto D’Amore il Delegato alle Attività Sportive Maurizio Saponara, nel dubbio, hanno presenziato all’evento assieme al Delegato alle Politiche Sportive di Roma Capitale Alessandro Cochi.
Noi invece, nel dubbio, siamo andati a intervistare i ragazzi di Sapienza in Movimento per capire il loro punto di vista sulla vicenda. Ha risposto alle nostre domande Antonio Scigliano, studente di ingegneria di 26 anni che si è definito «uno dei vecchi dell’associazione, un tesoriere senza tesoro». Dopo averci raccontato un po’ la storia dell’evento SapienzaCup, giunto al terzo anno e partecipato da un buon numero di studenti (oltre settanta squadre, tra sezione maschile e femminile, in quest’ultima edizione), ci ha spiegato di essere «a conoscenza del decreto rettorale che vieta le feste, ma nessuno ci è venuto a dire niente direttamente, a darci un foglio in cui si vieti l’evento» e la motivazione che ci ha fornito è che «l’evento era stato autorizzato ben prima del divieto, tra fine febbraio e inizio marzo, dal prof», cioè dal Rettore. Ha anche detto che l’associazione «non ha avuto nessun fondo da parte dell’ateneo né da parte del Comune di Roma» per l’organizzazione dell’evento e che le due istituzioni si sono limitate a un «patrocinio simbolico».
Dunque, se le cose stessero come ci ha raccontato Antonio Scigliano, come andrebbe interpretata l’intera vicenda? Ci troviamo di fronte a una mancanza delle autorità accademiche che, dopo aver diffuso un divieto, hanno dimenticato di darne repentino avviso ai diretti interessati? Dovevano farlo? Oppure, non ammessa l’ignoranza del divieto (anche vista la conoscenza che doveva averne l’associazione Sapienza in Movimento, vantando rappresentanti in Senato Accademico e in Consiglio d’Amministrazione), la mancanza è da imputare all’associazione che lo ha deliberatamente ignorato? O non ci troviamo di fronte ad alcuna mancanza? O entrambe le parti in causa, ateneo e Sapienza in Movimento, hanno commesso delle irregolarità?
Questioni che rimangono aperte mentre, inesorabili, si avvicinano le elezioni studentesche che dovranno tenersi quest’autunno, per le quali potrebbero essere determinanti la popolarità e la propaganda ottenute grazie alle feste universitarie.
Michelangelo Pecoraro & Fabio Poroli








Cari colleghi studenti, è proprio vero. Il lavoro del cronista è un lavoro difficile e faticoso, e in questo lavoro è obbligatorio raccogliere non solo la notizia ma anche verificare la fonte. Dunque quale è la notizia che avete riportato? non si capisce. Trapela un velato sospetto di inciucio tra i piani alti dell’Ateneo e l’associazione sapienza in movimento. A quale scopo? Ebbene è meglio chiarire subito come stanno le cose.
i) il torneo Sapienza Cup di sapienza in movimento si organizza ogni anno a partire da novembre con autorizzazioni, permessi, raccolta fondi, patrocini e tanto altro.
ii) hanno prestato gratuitamente la loro opera per l’organizzazione 136 studenti di tutte le facoltà e hanno partecipato alla serata finale e all’intera manifestazione, in modo diretto e indiretto, circa 4500 studenti.
iii) l’evento finale e tutta l’organizzazione non ha avuto nessun costo per l’Ateneo.
iiii) l’INGRESSO era completamente GRATUITO e i bar della Festa sono stati completamente gestiti dai bar dell’Ateneo.
So che a voi sembra strano che una associazione riesca a gestire il tutto senza chiedere soldi e utilizzare solo le proprie forze e le proprie risorse umane, ma alle spalle di tutto ciò c’è solo il lavoro di molti studenti che applicano, attraverso questi eventi, quello che imparano nei propri corsi di studio (economia, gestione di risorse, comunicazione, ingegneria, architettura, scienze umane). Avete mai sentito parlare di trasparenza e buona gestione? Questa è un gruppo di studenti che si sta formando e che vuole legare allo studio una simulazione di partecipazione alla vita reale. (non abbiamo nessuna confessione religiosa alle spalle e ne tanto meno nessun partito che ci finanzia) Perchè non avete mai pubblicato nulla sulle nostre attività di volontariato sociale come: le cene per i poveri, la raccolta di indumenti per i senza tetto, la raccolta dei volontari per l’Africa ecc.
P.S. per concludere il discorso sul difficile ruolo del giornalista vi invito ad andare a ricercare la delibera del cda sulla sospensione delle feste da voi citato sopra «Il Presidente ritiene, quindi, necessario di dover sospendere tutti gli eventi ludici organizzati dagli studenti nel periodo estivo e precisamente dal 22 giugno 2012 al 20 settembre 2012» e leggere il verbale completo che dice: “FATTA ECCEZIONE DELL’EVENTO SAPIENZA CUP CHE HA CHIESTO L’AUTORIZZAZIONE BEN 4 MESI PRIMA DI QUESTA DELIBERA”
grazie per aver creato quel giusto velo di mistero tra i molti studenti che vi seguono…..
Cari colleghi di Sapienza in Movimento,
una delle cose che ci premuniamo sempre di fare è verificare quello che scriviamo, prima di scriverlo. Ovvio che non si è mai totalmente al sicuro dalla possibilità di commettere errori, ma cerchiamo sempre di fornire ai nostri lettori le informazioni di cui possiamo entrare in possesso tramite i canali a nostra disposizione. In questo caso, visto che i verbali della Sapienza sono – ahinoi – di difficile reperimento e soggetti a grandi quantità di *OMISSIS* abbiamo fatto ricorso ad un documento contenente la “relazione” presentata dal Presidente del Senato Accademico, prof. Frati, e la “presa d’atto” formale del CdA che chiunque può leggere al seguente link: http://www.uniroma1.it/sites/default/files/estratti/presaattoaffarisociali8_2.pdf .
Neppure nel verbale disponibile online della seduta del Senato Accademico del 15 maggio è presente la questione di cui abbiamo trattato, ecco il link dove chiunque può verificarlo: http://www.uniroma1.it/ateneo/circolari/senato-accademico-del-15-maggio-2012 .
Insomma, noi abbiamo verificato tutte le fonti disponibili pubblicate dal nostro Ateneo. Ci chiedete se abbiamo mai sentito parlare di trasparenza? Forse bisognerebbe cominciare a parlarne seriamente, vista la problematicità nel reperimento di moltissima documentazione interna al nostro ateneo (vedi anche un articolo scritto qualche tempo fa dal titolo “Breve storia non scritta delle facoltà umanistiche della Sapienza”).
Ora, anche qualora il “verbale completo” del Consiglio d’Amministrazione presenti effettivamente il testo che ci avete gentilmente fornito, il problema che ha stimolato la redazione dell’articolo non cambia. Cioè come mai si è deciso di “fare un’eccezione” per tale festa?
La motivazione data nel testo che ci avete fornito è la stessa che ci ha dato il ragazzo della vostra associazione che abbiamo intervistato, Antonio Scigliano, e che quindi abbiamo dato la possibilità di valutare a ciascun lettore: la richiesta era stata fatta mesi prima. Rimane il fatto che, se alla base della sospensione ci sono fondati motivi per sospendere le feste, potrebbe anche apparire come non significativo il dato cronologico relativo alla richiesta dell’autorizzazione.
Noi non abbiamo suggerito alcun “inciucio tra i piani alti dell’ateneo e l’associazione”, ci siamo limitati a fornire una serie di dati e anzi, proprio perché rispettiamo la diversità delle opinioni e dei punti di vista, abbiamo ampiamente riportato il vostro, nel paragrafo in cui raccontiamo l’intervista con Scigliano (intervista svoltasi, oltretutto, in un clima molto cordiale). Siamo rimasti ben impressionati al punto che abbiamo inserito qualche dato anche non strettamente pertinente all’argomento trattato nell’articolo (ad esempio il successo in termini di partecipazione alla SapienzaCup), proprio per cercare di completare il contesto con dati che potrebbero risultare significativi per il lettore.
Quello che abbiamo cercato di fare non è “creare un velo di mistero” ma, piuttosto, cercare di fare chiarezza (quindi una metafora più calzante potrebbe essere quella dello “svelamento”) su alcune modalità di organizzazione, gestione e decisione interne al nostro ateneo.
scusa nel testo precedente manca un pezzo-
il documento al quale fai riferimento è la sola presa d’atto portata in senato accademico come documento del cda del 22 maggio – (un documento contenente la “relazione” presentata dal Presidente del Senato Accademico, prof. Frati, e la “presa d’atto” formale del CdA che chiunque può leggere al seguente link: http://www.uniroma1.it/sites/default/files/estratti/presaattoaffarisociali8_2.pdf) – “tale documento essendo arrivato in senato la settimana successiva non ha recepito in tempo utile le osservazioni del cda”.
Naturalmente, come saprai la fonte primaria è il verbale del cda e non quello del senato che riporta la forma parziale delle prese d’atto (ecco gli omissis) dell’organo centrale deliberante, vedi verbale del cda del 22 maggio, oggetto: eventi ludici organizzati nella città universitaria, pp. 89-90-91.
Dunque non dovresti far riferimento ad un verbale del senato se la presa d’atto è stata portata, in termini temporali, prima al cda, il verbale di riferimento è quello del cda con gli interventi dei componenti, le discussioni e le eventuali modifiche alla presa d’atto.
Inoltre vorrei dirti che, i verbali vengono esposti e resi disponibili a tutti in modo integrale e cartaceo presso la bacheca del Rettorato piano terra.
Comunque torno a ripetere che il tutto è stato possibile solo grazie alla disponibilità di studenti volenterosi e con grande spirito di servizio nei confronti del nostro Ateneo. vorremmo costruire un mondo migliore senza invidia e senza guerre… un mondo dove chi ha più capacità e più risorse possa mettersi a disposizione di chi è più in difficoltà… non ci dispiace avere delle critiche, anzi, ci piace confrontarci; spero che questo chiarimento possa essere stato utile per capire che l’Ateneo non è quel mostro cattivo da cui difendersi ma solo una complicata macchina burocratica con cui confrontarsi…. fuori dall’università il mondo non è molto diverso…..
[Per favorire una migliore fruizione della discussione da parte dei lettori è stato eliminato il vostro precedente commento, quello in cui mancava un pezzo, ed è stato lasciato solo quello completo.]
Non è chiaro a quale documento appartenga (e se appartenga a un documento) la frase “tale documento essendo arrivato in senato la settimana successiva non ha recepito in tempo utile le osservazioni del cda”.
Comunque abbiamo fatto riferimento ai documenti che si trovavano nelle sezioni “Estratti delibere del CdA” ed “Estratti delibere del Senato”, quindi non abbiamo prediletto una fonte sull’altra, abbiamo semplicemente reperito il documento in uno solo dei due canali (quello relativo al CdA, non quello relativo al Senato).
Comunque torno a ripetere che, anche inglobando nell’analisi la parte di testo di cui ci avete informato, lo stimolo alla base dell’articolo rimane invariato: perché “approvare un’eccezione”? E inoltre l’autorizzazione riguarda l’evento finale del SapienzaCup o il relativo “Summer Party”? Le due cose potrebbero non essere necessariamente collegate.
Sul fatto che i verbali vengano “esposti e resi disponibili a tutti in modo integrale e cartaceo” potremmo discutere a lungo, visto che spesso cose che dovrebbero esser fatte in teoria, in pratica vengono eluse, dilazionate nel tempo, fatte in modo approssimativo (ad esempio se vengono attaccati tre fogli uno sull’altro dentro una bacheca chiusa a chiave, io posso leggere solo il foglio in cima).
Sulla disponibilità degli studenti volenterosi non penso che qualcuno abbia nulla da eccepire, ma sul fatto che questo chiarimento “possa essere stato utile per capire che l’Ateneo non è quel mostro cattivo da cui difendersi ma solo una complicata macchina burocratica con cui confrontarsi” ho alcuni dubbi, non necessariamente connessi all’evento che stiamo qui commentando (nel nostro giornale trattiamo di molti casi che fanno dubitare del fatto che alla Sapienza l’unico problema sia quello di “una complicata macchina burocratica”).
Il dubbio di fondo, insomma, rimane intatto. Per quale motivo è stata scelta questa misura eccezionale del blocco delle feste? E per quale motivo, non contrastante con i motivi che hanno dettato tale misura eccezionale (quindi presumibilmente non motivi cronologici), è stata autorizzata egualmente la festa della vostra associazione?
Se posso intromettermi: non credo che sia in discussione né la popolarità e le capacità organizzativa di Sapienza in Movimento né la correttezza e la deontologia professionale degli autori dell’articolo.
Per come ho letto io si è posta una questione di rispetto delle regole. E’ l’ateneo e i suoi organi che devono valutare la possibilità di rispondere ai dubbi e alle questioni poste nell’articolo non certo l’associazione che ha legittimamente organizzato un evento di grande successo.
Il rispetto delle regole è fondamentale perché su questo si fonda la fiducia e il rapporto tra l’ateneo e il resto della comunità universitaria.
Si annunciano tempi durissimi per l’università. Il rispetto delle regole, la trasparenza, la fiducia e il dialogo tra noi e l’istituzione sono fondamentali per affrontare le difficoltà. Tutti insieme.
P.S. Sapienza in Movimento dovrebbe – secondo noi – evitare quel riflesso auto-giustificativo per cui ogni volta che si sollevano critiche si reagisce con l’idea che la loro popolarità, capacità eccetera giustifichi qualsiasi cosa. Siete bravi e nessuno lo nega. Siate bravi pure a gestire il vostro successo.
Per noi il rispetto delle regole viene prima di tutto ed è per questo che ci siamo resi disponibili nel pubblicare la presa d’atto del cda del 22 maggio. Nella stessa presa d’atto si autorizza l’associazione sapienza in movimento a dare seguito alla serata conclusiva programmata da 4 mesi. Ci dispiace se questa decisione ha provocato dei malumori (nessun riferimento a questa redazione). Vorrei ricordare inoltre che l’associazione sapienza in movimento non ha mai organizzato nell’ateneo una festa negli ultimi 3 anni. In questi 3 anni e mezzo abbiamo organizzato più di 170 iniziative che potete vedere sul nostro sito internet. Ci dispiace, però, leggere che le feste determinano il successo di una associazione (ecco perchè ci siamo messi sulla difensiva), anche perchè crediamo che il ruolo delle associazioni non sia quello di organizzare feste e fare campagna elettorale, ma quello di proporre iniziative, aprire confronti, aiutare l’ateneo a migliorare i propri servizi, affiancare gli studenti nei piccoli problemi quotidiani….. Questo ed altro l’associazione sim sta cercando di farlo da più di 5 anni ogni giorno, senza mai chiedersi quando ci saranno le elezioni. Sappiamo già che tra qualche mese usciranno fuori decine di associazioni che prometteranno miracoli e che, finanziate da……., probabilmente riceveranno migliaia di consensi. E dopo? E dopo si ripartirà con la solita solitudine dei numeri primi, nessun rappresentante e nessuna associazione per altri 3 anni fino a quando qualcuno si accorgerà di sapienza in movimento non per tutte le iniziative fatte ma solo perchè si stanno avvicinando le elezioni.
scusate per lo sfogo ma è la storia che ci hanno raccontato i nostri predecessori e che noi vorremmo farvi conoscere.
Concludo sottolineando, ancora una volta, lo spirito dell’evento del 6 luglio che ha visto coinvolti moltissimi studenti ai quali non è stato chiesto neanche un euro all’ingresso (vi inviterei a fare un sopralluogo durante le altre feste di facoltà e di ateneo) ed ha visto aperti i bar dell’università con gli stessi prezzi del servizio diurno.
grazie per la paziente attenzione
a presto
Salve, intanto mi complimento anch’io molto sinceramente per l’iniziativa e per l’organizzazione.
A proposito di rispetto delle regole, ho notato che nella pagina facebook che avete allestito con le foto dell’evento, campeggia, giustamente, la scritta “tutte le foto pubblicate sono coperte da copyright” (ecc…). Vorrei segnalare, però, che anche il cherubino sapienza, nonché il nome Sapienza sono protetti da copyright e l’utilizzo di questi elementi è regolamentato da uno specifico protocollo d’uso pubblicato sul sito di ateneo:
http://www.uniroma1.it/sites/default/files/allegati/protocollo.pdf
L’utilizzo “disinvolto” del nome e del marchio Sapienza dal parte dell’Associazione (vedi link riportati di seguito) non rientra propriamente in questo quadro di rispetto delle regole e la cosa ci dispiace perché, per fare un esempio, avremmo voluto linkare le foto dell’evento (peraltro bellissime) sui nostri canali social ufficiali ma non abbiamo potuto farlo perché le nostre policy non ci consentono di fare collegamenti a pagine che presentano un utilizzo improprio del nome o del marchio logo Sapienza.
Abbiamo discusso spesso la cosa nel Comitato editoriale web, di cui faccio parte, e vorremmo davvero invitare gli amici di Sapienza in movimento a cercare di comprendere l’importanza anche di questi aspetti che magari possono risultare secondari rispetto ai risultati ottenuti con il loro lavoro, ma che rientrano pur sempre nel segno della professionalità e del rispetto.
Dal punto di vista operativo, l’ufficio Comunicazione è sempre a disposizione per delucidazioni e indicazioni: in futuro basterà far riferimento a loro. Confidiamo pertanto che vengano sistemate quanto prima le seguenti pagine:
https://www.facebook.com/#!/SapienzaCup
https://www.facebook.com/#!/pages/Sapienza-Universita-di-Roma/49498667665
Grazie
Emi Cipriano (Comitato editoriale web Sapienza)
Gentile dott.ssa Cipriani è vero che spesso il logo e il nome della Sapienza viene utilizzato in modo improprio dall’associazione. ma come potrà verificare questo accade solo su fb e non sul materiale cartaceo come da da regolamento: http://www.uniroma1.it/sites/default/files/allegati/protocollo.pdf.
il riferimento a fb non è casuale anche perchè abbiamo più volte chiamato fb per cambiare il nome da Sapienza-Università di Roma a Studenti Sapienza università di roma e fb ci ha sempre risposto che il nome non può essere sostituito, riportandoci a vedere questo gruppo della coca cola come esempio: http://www.facebook.com/Pizza.Cocacola?ref=ts Naturalmente essendo un argomento e considerandosi dei consumatori del famoso marchi nessuno – dice fb – può impedire l’uso di quel marchio. Dice sempre fb: se i consumatori o gli utenti di un marchio non offendono o denigrano il marchio stesso, ma al contrario lo pubblicizzano o lo valorizzano senza ricavare profitto alcuno, non sussiste nessun problema.
Per ultimo ci sembra opportuno segnalare una delle tante pagine fb di una delle università più prestigiosa del mondo dove a scrivere e gestire i contenuti non è l’amministrazione ma gli stessi utenti: http://www.facebook.com/pages/OXFORD-UNIVERSITY/233364075929?ref=ts
è possibile secondo lei che per una volta, visto che fb sapienza ufficiale è gestito dall’amministrazione centrale, nella classifica delle università siamo più bravi di OXFORD? naturalmente la mia è solo una battuta ma si capisce che i contenuti di fb, fonte prettamente libera dagli schemi per eccellenza, probabilmente non dovrebbero essere quelli tradizionali, che possono essere trovati sul sito d’ateneo, ma quelli di iniziative proposte da studenti, con un minimo di filtro sulle stronzate.
P.S. comunque ci farebbe veramente piacere se “per una volta” il CIAO o l’ufficio comunicazione prendesse da fb sapienza in movimento alcune foto di un’iniziativa e le pubblicasse senza dire nulla. Anche perchè questa è l’unica Università che difficilmente valorizza le belle cose degli studenti. Spesso ci dimentichiamo che i protagonisti delle università sono gli studenti e non i docenti o il personale.
comunque cercheremo di cambiare il logo
grazie ancora
Salve,
vorrei segnalare che la pagina facebook è stata creata ed è tutt’ora gestita da me e non da “sapienza in movimento”, quindi errore mio.
Ringrazio Emi Cipriano per la segnalazione, provvederò quanto prima ad eliminare il logo incriminato. Nel caso si presentassero ulteriori problemi con la pagina in questione o si volessero richiedere i diritti di utilizzo delle foto (che cedo volentieri gratuitamente, se richiesti) vi prego di segnalarlo direttamente al sottoscritto.
Grazie
@Sapienza in movimento:
1. facciamo esperimento: domani voi aprite una pagina fb che si chiama Coca-Cola (non pizza e cocacola, solo Coca-Cola, come questa https://www.facebook.com/#!/cocacola), e sopra la bottiglietta ci appiccicate il bollino di Sapienza in movimento. Proviamo a vedere cosa succede?
2. Fb Sapienza, ripeto, non vede l’ora di valorizzare le iniziative degli studenti: questa conversazione nasce infatti proprio dal nostro rammarico per non averlo potuto fare. In ogni caso ho visto che il logo sulla pagina delle foto è stato cambiato: se mi mandate delle immagini con licenza io le pubblico volentieri.
Comunque per eventuali approfondimenti possiamo anche scriverci tra noi: chiedo scusa ai redattori per questa discussione “off topic”…
Le abbiamo mandate anche sulla posta privata di CIAO.
https://www.facebook.com/SapienzaCup