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	<title>Il Giornale di Letterefilosofia.it</title>
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		<title>Piccoli e grandi bulli</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 00:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Goliardica]]></category>
		<category><![CDATA[Provocazioni]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
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		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La Gelmini contro i bulli: nuovo episodio esilarante per il Ministro più divertente di tutti i tempi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/09/gelmini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2034" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/09/gelmini-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><a href="http://www.ilgiornale.it/milano/ san_siro_la_gelmini_incontra_calciatori_milan_e_inter/06-09-2010/articolo-id=471545-page=0- comments=1">Nasce il progetto “La scuola e lo sport contro la violenza”</a>, sia chiaro, secondo le leggi della natura: con una mamma e un papà, anzi due, ché, almeno per una volta, il triangolo si può fare senza sollevare questione morale alcuna. Franco Baresi, Massimo Moratti e Mariastella Gelmini esporranno il fiocco azzurro oggi pomeriggio, in una sala dello stadio Meazza. Palazzo Grazioli, purtroppo, non era disponibile causa legittimi impedimenti. E mentre il governo pare stare come d’autunno sugli alberi le foglie, salutiamo con favore il neonato progetto, che vedrà alcuni calciatori del Milan e dell’Inter nelle improbabili, ma indubbiamente comiche, vesti di insegnanti di bon ton, allo scopo di arginare l’aumento dei casi di bullismo nelle nostre sempre più magre scuole.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’obbligatoria conferenza in italiano fluente, per fare bella figura con i restanti alfabetizzati, partirà la fase operativa: i piccoli arrabbiati verranno immobilizzati a turno su una comoda poltrona, verrà applicato loro un collirio ogni pochi secondi attraverso un ingegnoso macchinario, e infine saranno approntate proiezioni fiume di filmati ultraviolenti. Tipo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=PRhmDOKf0mg">questo</a>, o ancora meglio, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=81Hi0ksXnZ8">questo</a>. Al termine della terapia i ragazzi dovrebbero smettere di arrovellarsi il Gulliver in cerca di cosa fare della serata e diventare esempi di tolleranza, imparando ad amare il loro prossimo come loro stessi. Certo, l’idea non è nuova, ma pare buona e non c’è dubbio che sarà gradita e compresa dai ragazzi, sempre disposti a seguire i buoni esempi . Un unico dettaglio, squisitamente tecnico: in che lingua la si illustrerà ai giocatori?</p>
<p style="text-align: right;">Marta Malaguti</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Italia dei premi/culi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 21:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Goliardica]]></category>
		<category><![CDATA[Provocazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[Michela Murgia]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Campiello]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Avallone]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco cosa può accadere a una premiazione se il presentatore è nientemeno che Bruno Vespa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/09/Bruno-vespa-con-Avallone-300x225.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2025" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/09/Bruno-vespa-con-Avallone-300x225-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><strong>VENEZIA</strong> &#8211; <a href="http://www.corriere.it/cultura/10_settembre_06/vespa-avallone-campiello_f2af3118-b97e-11df-90df-00144f02aabe.shtml">È una serata importante</a>, un raffinato vezzo radical-chic, un salottino culturale sapientemente diretto dalla garbata presenza scenica di Bruno Vespa. È il Premio Campiello e il volto meritevole di questa 48esima edizione è quello di Silvia Avallone, autrice di <em>Acciaio</em>. Una donna, la Avallone, senza alcun dubbio avvenente, avvolta in quel suo bel vestito bianco, che non manca di attirare lo sguardo lascivo e i bisogni tardo-adolescenziali di Vespa. Si apre così, nel fremito degli astanti, l’angosciante calcolo delle probabilità: quanto ci metterà Vespa a gettar vergogna sulla nostra nazione? L’esito è ovvio: poco, pochissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">La Avallone sale sul palco e il conduttore, già accecato da cotanta femminea presenza, si abbandona ad una serie di commenti imbarazzanti sul decolleté dell’autrice, richiedendo con veemenza alla regia che venga meglio inquadrato. Un Vespa, insomma, dalle brillanti doti di seduttore, degno erede del suo Maestro Silvio. Questo spirito giocherellone non viene notato dalla Avallone, visibilmente troppo emozionata per darvi peso. Il buon Vespa può così concedersi di tenerla stretta al proprio corpo in un gesto amichevole e paterno come solo i preti nel giorno delle prime comunioni sanno fare. «La sto toccando e nonostante il grande successo vi assicuro che vibra ancora di emozione», dice. E l’occhio gli precipita nei meandri della scollatura della scrittrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno spettacolo raccapricciante se si pensa che non era <em>Il Bagaglino</em>, né il giorno delle prime comunioni, bensì un’importante premiazione. La polemica nasce dall&#8217;indignazione di un’altra scrittrice, Michela Murgia, che sostenuta da Gad Lerner, ospite anche lui della serata, commenta: «In altre tv d&#8217;Europa a un conduttore non sarebbe permesso comportarsi così». E dice bene. In altre televisioni. Di altri paesi. Non nella televisione dell’Italia delle veline, dei favori sessuali al governo, del maschilismo gentile. Vespa, ferito nel suo orgoglio di barzellettista, ribatte subito accusando la Murgia di scarso <em>sense of humor</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto la Avallone sdrammatizza con leggerezza: «Innanzitutto bisogna valutare il contesto in cui certe cose si dicono. Non eravamo in un&#8217;aula universitaria. L&#8217;evento, certo, riguardava un premio culturale; tuttavia, in un&#8217;atmosfera di levità». Ed è proprio in un contesto culturale tanto decadente che mi chiedo curiosa come diamine le passi per la testa di sdrammatizzare. Spiegaglielo con meno sottigliezza intellettualoide che ti stanno premiando per qualcosa che hai scritto e non per le tette che ti porti a spasso! Ridurre la faccenda con un «Comunque, è ovvio che vengono prima i libri dei vestiti» non è tanto diverso dal “No, la Carfagna e la Gelmini non conoscono nemmeno l’etimologia della parola pom-pi-no”. Non basta, insomma. Non basta.<br />
Ma non distraiamoci, il sodo della questione è un altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza particolari slanci da suffragetta irritata mi chiedo se sia possibile pretendere rispetto e/o sinceri riconoscimenti in un posto dove «le donne hanno imparato a tirare dritto quando capitano cose simili», come dice la Avallone.<br />
L’Italia rimarrà il Paese dei culi? Il Paese in cui si tramandano storie di studentesse che prendono 30 se indossano la minigonna?</p>
<p style="text-align: justify;">“Il bacio accademico, signorina… sì, grazie. Si abbassi un po’ di più”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin sotto la scrivania, prego.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: right;">Giulia Trapuzzano</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fallout: satira e poesia in una manciata di pixel</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 13:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Videogame]]></category>
		<category><![CDATA[Fallout 3n New Vegas]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa del nuovo Fallout, la storia di uno dei videogiochi più belli di sempre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2013" title="Schermata 2010-09-04 a 14.32.50" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/09/Schermata-2010-09-04-a-14.32.50.png" alt="" width="304" height="276" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un crepitio in sottofondo, l’immagine che si sintonizza, un ragazzotto che saluta sorridente per poi essere blindato da una gigantesca serratura, uno spot che reclamizza immensi bunker sotterranei al riparo dalle esplosioni nucleari. E poi un notiziario che riferisce di politica estera (gli Stati Uniti hanno appena invaso il Canada) e un patriottico invito all’acquisto di buoni del Tesoro. A questo punto il campo visivo si allarga, si delineano i contorni di un televisore in bianco e nero e, d’improvviso, l’atmosfera di ottimismo viene spazzata via dalle pareti diroccate della stanza e da uno scenario di edifici in rovina sullo sfondo. Sulle note malinconiche di &#8220;Maybe&#8221;, un classico anni ’40, l’apparecchio persevera nel suo delirio pubblicitario, tra automobili retrò e improbabili robot che portano a spasso il cane. Poi, l’immagine sobbalza, la musica singhiozza, e tutto tace. Il vento dell’olocausto nucleare sibila nella più completa desolazione, per tramutarsi in un <em>continuum</em> sonoro cadenzato da gocce di note acute, angosciante leitmotiv che accompagna una narrazione degli eventi che hanno portato all’epilogo della civiltà umana.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WkBNKa2KXZE">http://www.youtube.com/watch?v=WkBNKa2KXZE</a></p>
<p style="text-align: justify;">Tredici anni fa, sui catodici schermi del globo terracqueo faceva capolino un gioiello che non avrebbe sfigurato nelle sale di un cinema o sulle pagine di un’opera letteraria. Ai più, oggi il termine &#8220;videogioco&#8221; evoca un mero divertimento fine a sé stesso, fantasmagorici effetti sonori e visivi dal potere assuefante ed improbabili linguaggi gergali sciorinati senza tema di pubblico ludibrio, magari appannaggio di soggetti sociofobici perennemente segregati in bui anfratti casalinghi. Oggi, metti l’implacabile spinta del marketing, metti la crescita esponenziale delle possibilità offerte dal comparto grafico e dal gameplay, metti l’ascesa del mercato delle console, siamo invasi da prodotti spettacolosi ma superficiali nel contenuto, di consumo immediato, adatti ad un pubblico non troppo maturo che si rende complice nel rafforzare la percezione generale del videogioco quale passatempo-perditempo. Eppure, tredici anni fa, quando non tutto era stato sacrificato sull’altare dell’apparenza, in sede di progettazione una certa concezione artistica poteva ancora trovare spazio e spiriti visionari dare forma alle proprie originalissime fantasie.</p>
<p style="text-align: justify;">Apparso al culmine di quella che i nostalgici del genere considerano l’epoca d’oro, il primo episodio di Fallout proponeva un’ambientazione estremamente profonda e affascinante, che traeva linfa da un variopinto humus pop-culturale riassumibile sotto il nome di &#8220;retro-futurismo&#8221;, ovvero l’interesse per come le epoche del passato si rapportavano al proprio futuro, tra invenzioni e progressi tecnologici sempre favoleggiati e puntualmente mai realizzati. L’utopia tecnologica disattesa (e la satira della stessa) è, difatti, il tema centrale dell’opera, collocata in un periodo in cui il protagonista deve fare i conti con le tragiche conseguenze del fallimento. A rendere il tutto più complesso (e qui sta buona parte del fascino), una prospettiva cronologica che propone non soltanto un futuro immaginato, come in tanta, spesso banale produzione fantascientifica, ma anche un passato alternativo, biforcatosi dalla storia così come la conosciamo a partire dagli anni ’50 dello scorso secolo, e trascorso su binari ovviamente diversi: eventi fittizi, ma anche filoni tecnologici che hanno seguito un tasso di evoluzione diverso dalla nostra realtà. Così, nel ventunesimo secolo, automi evoluti coesistono con televisioni in bianco e nero, immancabili armamenti laser con computer ancora delle dimensioni di un armadio e via dicendo. A coronare questa meravigliosa sensazione di bizzarria, ci si immagina che la zeitgeist dell’America anni ’50 si sia conservata intatta nei secoli, ivi compresa l’atmosfera da Guerra Fredda e tutto ciò che attiene allo stile audio-visivo dell’epoca, dall’abbigliamento alle automobili, dalla musica agli spot pubblicitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 1998 vide la comparsa di un seguito, sempre di livello notevolissimo, dopodiché calò momentaneamente il sipario sulla serie. A distanza di quasi un decennio si diffusero voci di un ulteriore sequel, ma con un team di sviluppatori diverso. Soprattutto, i tempi erano mutati, e quella splendida vena creativa degli anni ’80-’90 era diventata un ricordo del passato. Eppure, il terzo episodio (2008), proprio cedendo alle lusinghe tridimensionali del mercato di massa, è riuscito, specie sul piano scenografico e musicale, a sviluppare al massimo quelle enormi potenzialità che i capostipiti della serie avevano lasciato solo intuire, confinate nei ristretti limiti di un comparto grafico arretrato anche per gli standard dell’epoca. I puristi letterati storceranno il naso, ma a tratti sembra di rivivere una poesia tradotta in immagini e suggestioni sonore. Nato e cresciuto nei claustrofobici ambienti di un Vault, i bunker di cui sopra organizzati in piccole comunità indipendenti, il protagonista trascorre la propria adolescenza nell’apparente sicurezza di uno spazio protetto, ma ormai in progressivo declino sociale e materiale. Tra risorse ridotte al lumicino e un’anarchia serpeggiante, infestazioni di scarafaggi mutati dalle radiazioni e ribellioni contro il dispotico sovrintendente, ci ritroviamo tutt’a un tratto a dover fuggire dal nido per scoprire un mondo (quello reale, di superficie) a noi del tutto sconosciuto. L’enorme portone blindato si chiude fragorosamente alle nostre spalle, e un tunnel scavato nella roccia è la nostra unica via di uscita. In fondo, un chiarore, la prima luce naturale ad imprimersi sulle nostre retine. Passo dopo passo, il corridoio si fa sempre più luminoso, raffiche di vento materializzano la nostra inquietudine, ed infine giungiamo alla fatidica porta, trasfigurata dagli spiragli di luce che filtrano tra le assi di legno. “Exit to the Wasteland”, e il brivido della scoperta si impossessa di noi. Pochi secondi di caricamento e siamo fuori, all’aria aperta. Un cielo plumbeo sovrasta un monotono panorama dai toni grigio-verdognoli, qua e là si riconoscono tracce di manti stradali dissestati, spezzoni di viadotti rimasti troncati da secoli, pali della luce dalle linee interrotte. Tutto sembra essersi congelato nel tempo. Ben presto ci ritroviamo a vagare per le lande desolate ascoltando in radio la voce di Billie Holiday (combinazione audio-visiva tra le più riuscite della storia), ad esplorare abitazioni abbandonate immerse in una soffusa penombra, e a girare con il naso all’insù per i monumenti di una Washington deserta, tra la cupola disastrata del Campidoglio e lo scheletro metallico dell’Obelisco messo a nudo dagli eventi bellici. Il fascino maestoso della decadenza in tutta la sua suggestiva potenza espressiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo 22 ottobre, dopo alcune espansioni che ne hanno tenuto viva l’attesa (notevolissima per le ambientazioni Point Lookout, senza infamia né lode le altre), verrà alla luce il quarto episodio della serie. Stessa casa produttrice e stessa filosofia creativa. Ogni prodotto deve necessariamente confrontarsi con il suo diretto predecessore e se Fallout 3, in questo senso, poteva dirsi avvantaggiato dall’enorme scarto tecnologico che lo separava dal secondo episodio, il rischio con Fallout New Vegas è che si vada a creare un doppione del terzo, ulteriormente raffinato dal punto di vista tecnico, ma sostanzialmente privo di innovazione. In caso contrario si confermerà, nella sua unità di quadrilogia, un’opera d’arte al pari di tanti capolavori cinematografici, né più, né meno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Iscriversi a Lettere e Filosofia: tutte le date da ricordare</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 12:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Carrera</dc:creator>
				<category><![CDATA[ASU]]></category>
		<category><![CDATA[Il nostro Ateneo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tra poche settimane partiranno le prove d’ingresso per la verifica delle conoscenze necessarie all’iscrizione a tutti i corsi di laurea di Lettere e Filosofia alla Sapienza. Riportiamo qui le date e le informazioni di prima necessità, utili a tutte le matricole disorientate dall’impatto con la burocrazia.
Innanzitutto, leggete attentamente il bando relativo alle modalità di ammissione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/09/20100626_universita_sapienza_lettere.jpg"><img class="size-medium wp-image-2017 aligncenter" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/09/20100626_universita_sapienza_lettere-300x117.jpg" alt="" width="259" height="101" /></a></p>
<p>Tra poche settimane partiranno le prove d’ingresso per la verifica delle conoscenze necessarie all’iscrizione a tutti i corsi di laurea di Lettere e Filosofia alla Sapienza. Riportiamo qui le date e le informazioni di prima necessità, utili a tutte le matricole disorientate dall’impatto con la burocrazia.</p>
<p>Innanzitutto, leggete attentamente il bando relativo alle modalità di ammissione, che trovate a questo indirizzo: <a href="http://servizi.uniroma1.it/offertaformativa-documentazione/corsidilaurea/bandi/14617.pdf">http://servizi.uniroma1.it/offertaformativa-documentazione/corsidilaurea/bandi/14617.pdf</a></p>
<p>Per iscriversi alla prova occorre:</p>
<ol>
<li>Registrarsi      al sistema informativo Infostud  <strong><a href="http://www.uniroma1.it/studenti/infostud/procedure/iscrizioneprove.php">[istruzioni]</a></strong></li>
<li>Stampare      il bollettino di €35  <strong><a href="http://www.uniroma1.it/studenti/infostud/procedure/iscrizioneprove.php">[istruzioni]</a></strong></li>
<li>Effettuare      il pagamento presso la  <strong><a href="http://www.uniroma1.it/studenti/bancadiroma.htm">Banca di Roma</a></strong></li>
</ol>
<p>Ricordiamo a chi si immatricola in quest’anno accademico (2010/2011) che l’ordinamento è sempre “DM 270/04” e il tipo di corso è “Corso di laurea”.</p>
<p>Le sedi della prova saranno pubblicate sul sito <a href="http://www.uniroma1.it/">www.uniroma1.it</a> nei giorni indicati.</p>
<p><strong>Archeologia e Culture dell&#8217;Oriente e dell&#8217;Occidente</strong></p>
<ul>
<li>Codice Corso : <strong>14463</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14617</strong></li>
<li>Classe: <strong>L-1</strong></li>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 20-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 24-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 27-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 4-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 5-nov-2010</li>
</ul>
<p><strong>Letteratura Musica Spettacolo</strong></p>
<ul>
<li>Codice Corso : <strong>14465</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14617</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-10</strong></li>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 20-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 24-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 27-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 4-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 5-nov-2010</li>
</ul>
<p><strong>Lettere classiche</strong></p>
<ul>
<li>Codice Corso : <strong>14466</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14617</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-10</strong></li>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 20-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 24-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 27-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 4-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 5-nov-2010</li>
</ul>
<p><strong>Lettere moderne: Studi italiani</strong></p>
<ul>
<li>Codice Corso : <strong>14467</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14617</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-10</strong></li>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 20-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 24-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 27-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 4-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 5-nov-2010</li>
</ul>
<p><strong>Lingue e culture del mondo moderno</strong></p>
<ul>
<li>Codice Corso : <strong>15250</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>15250</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-11</strong></li>
<li>Modalità di accesso : <strong>Prova      di ammissione</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 6-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 13-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 15-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 22-set-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 29-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria I subentro :</strong> 6-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazioni I subentro :</strong> 13-ott-2010</li>
<li><strong>Graduatoria II subentro :</strong> 20-ott-2010</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Scadenza immatricolazioni II      subentro :</strong> 27-ott-2010</li>
<li><a href="http://servizi.uniroma1.it/offertaformativa-documentazione/corsidilaurea/bandi/15250.pdf"><strong>Leggere      il bando [PDF]</strong></a></li>
</ul>
<p><strong>Scienze Geografiche</strong></p>
<ul>
<li>Facoltà : <strong>Interfacoltà : Scienze Geografiche (seg. Lettere e Filosofia)</strong></li>
<li>Codice Corso : <strong>14457</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14617</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-6</strong></li>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 20-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 24-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 27-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 4-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 5-nov-2010</li>
</ul>
<p><strong>Scienze archivistiche e librarie</strong></p>
<ul>
<li>Facoltà : <strong>Interfacoltà : Scienze archivistiche e librarie (seg. Lettere e Filosofia)</strong></li>
<li>Codice Corso : <strong>14471</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14617</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-1</strong></li>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 20-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 24-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 27-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 4-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 5-nov-2010</li>
</ul>
<p><strong>Scienze della moda e del costume</strong></p>
<ul>
<li>Facoltà : <strong>Interfacoltà :      Scienze della moda e del costume (seg. Lettere e Filosofia)</strong></li>
<li>Codice Corso : <strong>14460</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14460</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-3</strong></li>
<li>Modalità di accesso : <strong>Prova      di ammissione</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 3-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 10-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 14-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 22-set-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 29-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria I subentro :</strong> 6-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazioni I subentro :</strong> 13-ott-2010</li>
<li><strong>Graduatoria II subentro :</strong> 20-ott-2010</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Scadenza immatricolazioni II      subentro :</strong> 27-ott-2010</li>
<li><a href="http://servizi.uniroma1.it/offertaformativa-documentazione/corsidilaurea/bandi/14460.pdf"><strong>Leggere      il bando [PDF]</strong></a></li>
</ul>
<p><strong>Storia medievale, moderna e contemporanea</strong></p>
<ul>
<li>Codice Corso : <strong>14468</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14617</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-42</strong></li>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 20-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 24-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 27-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 4-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 5-nov-2010</li>
</ul>
<p><strong>Studi storico-artistici</strong></p>
<ul>
<li>Codice Corso : <strong>14464</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14617</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-1</strong></li>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 20-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 24-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 27-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 4-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 5-nov-2010</li>
</ul>
<p><strong>Studi storico-religiosi</strong></p>
<ul>
<li>Codice Corso : <strong>14469</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14617</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-42</strong></li>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 20-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 24-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 27-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 4-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 5-nov-2010</li>
</ul>
<p><strong>Teorie e pratiche dell&#8217;antropologia</strong></p>
<ul>
<li>Codice Corso : <strong>14470</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14617</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-42</strong></li>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 20-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 24-set-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 27-set-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 4-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 5-nov-2010</li>
</ul>
<p><strong>Cooperazione internazionale e sviluppo</strong></p>
<ul>
<li>Facoltà : <strong>Interfacoltà : Cooperazione internazionale e sviluppo (seg. Scienze Politiche)</strong></li>
<li>Codice Corso : <strong>15282</strong></li>
<li>Codice Prova : <strong>14620</strong></li>
<li>Classe : <strong>L-37</strong></li>
<li><strong>Iscrizioni alla prova dal :</strong> 20-lug-2010 <strong>al :</strong> 29-set-2010</li>
<li><strong>Pubblicazione sedi :</strong> 4-ott-2010</li>
<li><strong>Data della prova :</strong> 7-ott-2010</li>
<li><strong>Graduatoria :</strong> 14-ott-2010</li>
<li><strong>Scadenza immatricolazione :</strong> 5-nov-2010</li>
</ul>
<p><a href="http://servizi.uniroma1.it/offertaformativa-documentazione/corsidilaurea/bandi/14620.pdf"><strong>Leggere il bando [PDF]</strong></a></p>
<p>In bocca al lupo!</p>
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		<item>
		<title>Se il mercato di Bergen parla italiano</title>
		<link>http://www.letterefilosofia.it/2010/08/se-il-mercato-di-bergen-parla-italiano/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 12:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Spangenberg Yanes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca&Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bergen]]></category>
		<category><![CDATA[laureati italiani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del pesce]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti laureati italiani finiscono a vendere pesce tra i fiordi norvegesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2008" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/08/DSCF20412.jpg"><img class="size-medium wp-image-2008 " src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/08/DSCF20412-300x225.jpg" alt="Il mercato del pesce di Bergen" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il mercato di Bergen - foto a cura di Elena Spangenberg Yanes</p></div>
<p> </p>
<p style="text-align: justify">Sono capitata a Bergen un sabato di agosto, in una mattinata di nebbia fitta e pioggia sottile e fastidiosa; arrivata con uno degli ottimi treni norvegesi e in attesa di muovermi nuovamente verso nord non ho potuto evitare un giro nel mercato del pesce, uno dei simboli della città anseatica. L&#8217;impressione è stata ben diversa dal quadretto pittoresco che mi ero figurata, soprattutto per la componente auditiva: ebbene sì, la lingua che si ode più spesso nel mercato del pesce di Bergen, emblema della Norvegia patria del salmone affumicato, è l&#8217;italiano! Non posso muovere due passi parlando con gli amici senza che da un banco e dall&#8217;altro ci riconoscano subito per italiani, anzi romani, e ci chiamino a chiacchierare.  </p>
<p style="text-align: justify">Stefano, genovese, <strong>laureato in Lingue</strong>, è a Bergen da tre anni, del lavoro al banco del pesce non si lamenta ed è tanto integrato nei costumi norvegesi da sostenere che sia vivace la vita notturna della città, dove per strada dopo le 23 ci sono solo ubriachi vacillanti o già accasciati per terra. Ci racconta di un suo amico, <strong>studente di Biologia marina</strong>, che, arrivato a Bergen per l&#8217;Erasmus, ci è rimasto dopo la laurea per lavorare al mercato e ora si trasferirà insieme alla sua ragazza norvegese in Australia, dove ha trovato lavoro. Per il concorrente banco accanto lavora Luca, milanese, <strong>laureato in Economia</strong>.  </p>
<p style="text-align: justify">Francesca, di Torino, invece, vende cartoline e souvenir qualche metro più in là; è arrivata da poco, reduce da una <strong>laurea in Filosofia</strong>, sta cercando di imparare il norvegese e vorrebbe mettere da parte un po&#8217; del suo stipendio per visitare i fiordi. Ripete per l&#8217;ennesima volta la difficoltà di trovare un lavoro adeguato al proprio titolo di studi in Italia ma anche all&#8217;estero e ci pronostica dopo la laurea la disoccupazione; tra tutti è la più amareggiata, guarda il grigio uguale del cielo e dell&#8217;acqua del porto e sospira il clima di casa, ma possiamo parlarle solo per poco perché viene subito richiamata al dovere dalla proprietaria del banco.  </p>
<p style="text-align: justify">Marco, anche lui del nord Italia, vende tazze e coltelli ma, a differenza degli altri ragazzi, viene a lavorare a Bergen solo nei mesi estivi per fare un po&#8217; di soldi: in Norvegia si guadagna bene ma il costo della vita è molto caro, meglio tornare a “svernare” in Italia in attesa di un impiego o, più probabilmente, dell&#8217;estate successiva.  </p>
<p style="text-align: justify">Per pranzo il panino al salmone è d&#8217;obbligo, mentre parlo in inglese con il ragazzo che mi sta servendo ci accorgiamo di essere entrambi italiani; due suoi colleghi, un norvegese e uno spagnolo, chiedono insistentemente a me e ai miei amici se siamo di Palermo: chissà, forse qualche altro precario italiano passato per il banco veniva da lì&#8230;  </p>
<p style="text-align: justify">Stefano, il primo italiano che abbiano incontrato, non ha nessuna intenzione di tornare in Italia, dove dice che lo aspetta solo la disoccupazione da cui è scappato; unico ricordo, sul grembiule, la scritta “Belìn”!</p>
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		<title>Non (ti)vedo non (ti) sento non (ti) parlo &#8211; le università italiane e le tre scimmiette</title>
		<link>http://www.letterefilosofia.it/2010/08/non-tivedo-non-ti-sento-non-ti-parlo-le-universita-italiane-e-le-tre-scimmiette/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 11:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Di Iorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Goliardica]]></category>
		<category><![CDATA[Provocazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Il medioevo della modernità colpisce anche l'università.]]></description>
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