Il progetto del Giornale di Letterefilosofia.it ha preso corpo con uno scopo ben preciso: parlare di ciò che studiamo, di come e di dove lo studiamo, discutendone tra colleghi e non solo. La partecipazione al progetto è assolutamente libera, chiunque può proporsi ed entrare a far parte della Redazione del giornale in qualunque momento, l’unico requisito richiesto è l’appartenenza ad una facoltà umanistica, sia essa Lettere e Filosofia, Scienze Umanistiche, Filosofia, Studi Orientali o altro ancora, ovunque si trovi. Per ulteriori informazioni sul Giornale e su come partecipare apri questo link.
Il giornale è apartitico, non apolitico. Potrete trovare riferimenti alle riforme attuate o proposte dal Ministero dell’Istruzione e da quello dei Beni Culturali, per esempio, e siamo disponibili a pubblicare articoli filo-governativi, anti-governativi, di stampo anarchico e quanto altro si possa immaginare, senza pregiudizi o sbarramenti. Il filo rosso, però, deve essere quello di un dibattito aperto e pluralistico riguardo ai temi di interesse comune: istruzione, la vita della facoltà, i problemi e le speranze di noi studenti. Abbiamo deciso di non occuparci di temi più generali, anche se potrebbero comunque interessare gli studenti, come la fame nel mondo, gli omicidi, le politiche economiche e la politica in generale qualora non siano attinenti alla sfera educativa. Una scelta senza dubbio discutibile, ma che abbiamo fatto per inquadrare bene il tipo di articoli che potete proporci e che troverete leggendoci. Naturalmente, come ogni regola, può presentare eccezioni per casi particolarmente significativi.
Speriamo che questo spazio cibernetico rappresenti un ulteriore passo in avanti, se non per la qualità dei prodotti (cosa in cui, comunque, ci impegniamo al massimo), almeno per la discussione cui ogni articolo può dar luogo. Siamo lieti di dare spazio alle risposte di chiunque, sia studenti che professori. Accettiamo con gioia qualsiasi apprezzamento o critica ci rivolgiate, perché ci fa capire di aver suscitato una qualche reazione, di aver stimolato un qualche dibattito, sia pure interiore.
Non mi resta che augurarvi una buona lettura e augurarmi che passiate spesso a ritrovarci.
Michelangelo Pecoraro



