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	<title>Il Giornale di Letterefilosofia.it &#187; affitti</title>
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		<title>Nuove detrazioni fiscali per gli studenti fuori sede</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 20:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Micheli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca Universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[affitti]]></category>
		<category><![CDATA[agevolazioni fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti fuori sede]]></category>

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		<description><![CDATA[Buone nuove sul fronte degli affitti.
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Buone notizie per i tanti studenti fuori sede che vivono in affitto, <a title="Affitti per i fuori sede" href="http://www.letterefilosofia.it/2011/01/sulla-pelle-degli-studenti-i-soprusi-degli-affittuari/" target="_blank">non sempre nelle migliori condizioni</a> possibili,  in una città lontana dalla propria. Con la pubblicazione della legge Comunitaria 2010, avvenuta lo scorso 2 gennaio, viene esteso a decorrere dal 2012 il regime di <strong>detraibilità </strong>dall’IRPEF dei canoni relativi a <strong><a title="Affitti fuori sede" href="http://www.letterefilosofia.it/2010/10/il-prezzo-dei-fuori-sede/" target="_blank">contratti di locazione</a></strong> e di ospitalità stipulati da studenti universitari <strong>fuori sede</strong> in Italia e in qualunque paese dell’ UE. Per il ritardo con cui aveva istituito questa agevolazione fiscale, l’Italia, nel 2009, era stata oggetto di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea. Al fine di ottemperare tale procedura e adeguarsi alla normativa europea, il governo Monti ha inserito questa tanto agognata detrazione fiscale, la quale si applica «<em>a</em> <em>decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 1ºgennaio 2012».<a class="lightbox" title="studenti-fuori-sede" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=10625"><img class="alignright size-medium wp-image-10625" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2012/03/studenti-fuori-sede-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a> </em></p>
<p>È importante fare chiarezza sui requisiti da soddisfare per poterne beneficiare:</p>
<p>-il Comune di residenza dello studente deve appartenere a una Provincia diversa da quella in cui è situata l’università;</p>
<p>-l’università deve essere ubicata in un comune distante almeno <strong>100 km</strong> da quello di  residenza dello studente;</p>
<p>-il contratto di locazione deve essere di tipo abitativo e <strong>registrato regolarmente</strong>;</p>
<p>-l’unità immobiliare deve trovarsi nello stesso comune dell’università o in un comune limitrofo.</p>
<p>Con la Finanziaria 2008, inoltre, la norma è stata estesa anche ai contratti di ospitalità e agli atti di assegnazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fini di lucro e cooperative.</p>
<p><a class="lightbox" title="agenzia_delle_entrate" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=10626"><img class="alignleft size-medium wp-image-10626" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2012/03/agenzia_delle_entrate-300x139.jpg" alt="" width="240" height="111" /></a>Nel caso in cui siano soddisfatti tutti i requisiti, si può ottenere una detrazione pari al 19%  del canone pagato calcolata su un importo non superiore a 2633 euro: ogni famiglia potrà quindi risparmiare, al massimo, <strong>500 euro</strong> per ogni figlio. Il contribuente deve indicare le spese sostenute per pagare il canone di locazione nel rigo E18 del 730/2010.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I documenti necessari per beneficiare della detrazione sono la copia del contratto di affitto o di ospitalità e la ricevuta del canone di locazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agenzia degli affitti</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 19:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca Universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[ADISU]]></category>
		<category><![CDATA[affitti]]></category>
		<category><![CDATA[affitto case]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia degli Affitti]]></category>
		<category><![CDATA[opportunità studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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		<description><![CDATA[Se qualcuno dei lettori non ha ancora sentito parlare dell&#8217;Agenzia degli affitti di Laziodisu, non c&#8217;è ragione di sbalordire, perdere gli ultimi due quinti di  <a href="/2011/05/agenzia-degli-affitti/">Leggi il resto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="affittasi" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=6394"><img class="alignleft size-full wp-image-6394" title="affittasi" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2011/05/affittasi.jpeg" alt="" width="250" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se qualcuno dei lettori non ha ancora sentito parlare dell&#8217;<a href="http://www.laziodisu.it/default.asp?id=778">Agenzia degli affitti</a> di Laziodisu, non c&#8217;è ragione di sbalordire, perdere gli ultimi due quinti di autostima, autoaccusarsi di disinformazione o scagliarsi contro il Giornale di Lettere che non fornisce un servizio sufficiente (ma come vedete, si cerca di rimediare).  Non se ne fa in effetti un gran parlare, eppure l&#8217;argomento sembra di qualche interesse, considerato quanti di noi vivono in affitto e quanti di altri vivono dei nostri affitti. In poche parole: l&#8217;Agenzia gestisce il rapporto tra locatore e potenziali inquilini &#8220;dal contatto al contratto&#8221;, come da brochure. Un proprietario di casa che sia interessato ad affittare a studenti, può rivolgersi all&#8217;ufficio, fornendo la planimetria e una serie di altre informazioni. Sulla base dei dati, un consulente messo a disposizione dalla regione stabilisce il canone da proporre, non trattabile. Un annuncio viene pubblicato sul <a href="http://www.laziodisu.it/default.asp?id=1185">sito </a>, e un bel giorno, presentatisi gli interessati e previa visita di rito, un regolare contratto viene firmato (non senza aver preso gli auspici, e bruciato orzo salato ai Penati).  Il tutto senza alcun costo aggiuntivo: l&#8217;Agenzia non guadagna sulla consulenza, non chiede nulla per l&#8217;annuncio, regala il contratto: offre lo stato.</p>
<p style="text-align: justify;">A chi volesse passare all&#8217;esperienza diretta, basterebbe imboccare il cancello al n°24/b di via De Lollis, il secondo dopo la mensa scendendo verso il Verano, per capirsi. Il portiere lo indirizzerebbe in un ufficio da due scrivanie, una grande carta di Roma distesa contro una parete. E&#8217; qui che abbiamo incontrato Orsola Collinet, che si occupa del servizio. L&#8217;agenzia, ci spiega la signora, collabora con i sindacati degli inquilini (Sicet, Sunia, Uniat, Unione Inquilini, Federcasa) e dei proprietari (UPPI e ASPPI). I vantaggi sono per gli studenti, che ricevono i servizi di una agenzia immobiliare senza spese aggiuntive. E per i proprietari, che oltre alle garanzie offerte dall&#8217;agenzia beneficiano di alcune agevolazioni fiscali. L&#8217;unico problema, prosegue, è che gli studenti non sanno, e capita che le case restino vuote: mancano i soldi per la pubblicità. E non stentiamo a crederlo, se consideriamo le difficoltà in cui versa di recente l&#8217;Ente per il Diritto agli Studi Universitari nel Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;">E  dopo la buona réclame, passiamo alla morale. E&#8217; con servizi come questo che lo stato reagisce all&#8217;evasione sugli affitti: bene, la burocrazia è semplificata, si evita qualche costo amministrativo.  Ma la risposta non può essere efficace finché affitto in nero significa un centinaio di euro in meno sul canone mensile, di studenti per i quali la prospettiva di un alloggio gratuito o di un contributo sull&#8217;affitto diventa sempre più remota. Di questo la brochure non fa parola. Possibile non vederlo?</p>
<p style="text-align: right;"><em>Marco Lapenna &amp; Mauro Genovese</em></p>
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		<title>Laziodisu: il vantaggio di essere idonei.</title>
		<link>/2011/02/laziodisu-il-vantaggio-di-essere-idonei/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 18:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca Universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[affitti]]></category>
		<category><![CDATA[laziodisu]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli studenti universitari del Lazio possono far riferimento all’agenzia Laziodisu per ricevere, in caso di reddito patrimoniale basso, una sostanziosa borsa di studio. Questo è  <a href="/2011/02/laziodisu-il-vantaggio-di-essere-idonei/">Leggi il resto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="annunciaff" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=4811"><img class="alignleft size-medium wp-image-4811" title="annunciaff" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2011/02/annunciaff-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Gli studenti universitari del Lazio possono far riferimento all’agenzia <a href="http://www.laziodisu.it/">Laziodisu </a>per ricevere, in caso di reddito patrimoniale basso, una sostanziosa borsa di studio. Questo è almeno lo slogan<em> </em>che viene esibito sui siti e negli uffici del prestigioso ente del diritto allo studio.</p>
<p>Quello che compare nel bando di concorso, oltre a una miriade di scadenze e clausole, è una <strong>irremovibile tabella di reddito</strong> posta nei limiti di 16.000 euro annui. Al reddito viene affiancata la tabella di punti di credito, ossia gli <strong>esami </strong>sostenuti, che forma insieme al reddito il quadro perfetto dello studente borsista. Nel bando è inoltre specificato che, per ricevere la borsa di studio nella categoria di <strong>studente fuori sede</strong>,  è necessario sottoscrivere al momento della domanda, nel mese di <strong>settembre</strong>, un <strong>contratto di affitto</strong> (<a href="http://www.letterefilosofia.it/2011/02/a-a-a-appartamento-vendesi-a-san-lorenzo/">se gli riesce</a>) nella città di Roma. Ma c’è la possibilità che lo studente, per strani criteri interni al sistema Laziodisu, risulti in seguito solo <strong>idoneo </strong>( quindi non vincitore di borsa di studio). L’idoneo sarà solo esonerato dalle tasse universitarie e non riceverà <strong>mai un centesimo</strong> dalla regione Lazio. Come farà fronte, allora, al contratto di affitto sottoscritto in precedenza e alle spese universitarie? Non certo con l’idoneità!</p>
<p>Il sistema in cui ci troviamo è il seguente: per la <strong>mancanza di fondi</strong>, che di anno in anno vengono tolti alle università pubbliche, Laziodisu si riserva la possibilità di tagliare borse di studio. Su quale base, però? Si innesca una sorta di competizione, <strong>il reddito più basso tra i redditi già bassi</strong>. Ovvero, tra tutti gli studenti inseriti nel sistema Laziodisu, hanno diritto a ricevere la borsa di studio solo quelli con un reddito dallo zero ai 6.000 euro annui. Per tutti gli altri ci sarà un idoneità, che vuol dire: si hanno i requisiti per prendere la borsa di studio ma la regione Lazio non ha soldi per erogarla!</p>
<p>In pratica potrebbe essere più corretto abbassare la soglia del reddito <strong>al momento della domanda</strong> ed evitare che migliaia di studenti si facciano carico di contratti di affitto e spese che non possono affrontare perdendo l’unico sostegno economico: la borsa di studio. Se cambiasse il meccanismo, se venisse solo specificato in maniera più chiara questa possibilità nel bando,  la regione, forse, perderebbe una gran parte del guadagno che ruota intorno  agli affitti e agli studenti.</p>
<p>Laziodisu a tutt’oggi, perciò, si riserva di informare solo nel mese di dicembre i mal capitati risultati idonei: si può sempre ritentare il prossimo anno, sperando che alla regione o al governo cambi qualcosa, o qualcuno.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fabiana Lucciola</em></p>
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		<title>A. A. A.  Appartamento Vendesi a San Lorenzo</title>
		<link>/2011/02/a-a-a-appartamento-vendesi-a-san-lorenzo/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 15:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vanessa Iacoacci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Cronache di San Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[affitti]]></category>
		<category><![CDATA[fuorisede]]></category>
		<category><![CDATA[San Lorenzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa succede quando assisti all'agente immobiliare che cerca di vendere la casa dove sei in affitto?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="agente-immobiliare" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=4721"><img class="alignleft size-full wp-image-4721" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2011/02/agente-immobiliare.jpg" alt="" width="290" height="227" /></a>Siamo a San Lorenzo. Un proprietario speculatore che non ne può più di combattere con giovani universitari insolventi decide, essendo estremamente stanco di ciò, di mettere in vendita la sua reggia. Leggi appartamento di 50 mq non ristrutturato. In fondo per una famiglia al giorno d’oggi cosa sono 550 euro al mese, con 100 euro di condominio mensile e 40 euro bimestrali per il riscaldamento, l’inverno? I giovani inquilini vengono avvisati,  previa telefonata dall’agenzia con la quale il proprietario si è messo in affari,  per concordare giorni e orari degli appuntamenti.  E così si assiste alla migliore prova di muscettiana “onesta dissimulazione”.<br />
I giovani si trovano ad aprire le porte stile “Benvenuti alla Sapienza” a tutti. E ridono sotto i baffi delle future grane degli ignari acquirenti che, dopo aver perlustrato la reggia, iniziano a dialogare con il messo di Mefistofele, colui in grado di vendere anche la propria zia pur di avere la percentuale: l’agente immobiliare con contratto a tempo determinato.<br />
«Come vedete la casa è spaziosa, ariosa, illuminata.  Con doppio affaccio, sia sul cortile interno che sulla strada. E poi c’è anche il balcone.»<br />
«Sì, in effetti non è male. Ma ci sono lavori da fare?»<br />
«No, la casa è completamente ristrutturata. Solo sarebbe da rivedere un attimo l’impianto del bagno e quello della corrente elettrica. Ma per sicurezza. Sa, l’antiquariato va tenuto bene.»<br />
«Capito. Ma quelle crepe?»<br />
«No, guardi, quelle sembrano crepe, ma in realtà con un po’ di stucco e una verniciatina il muro torna come nuovo.»<br />
«Capito. Ma la sera c’è confusione?». L’agente si gira con sguardo esplicito verso gli studenti, della serie “Se parlate siete finiti!”, accompagnato da un sorriso tiratissimo (ovviamente gli inquilini durante la perlustrazione fanno parte dell’arredamento e non hanno diritto di parola, nonostante la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo sancisca qualcosa di diverso).<br />
“No! Assolutamente! Cioè, semmai il fine settimana, ma massimo mezzanotte e mezza, toh, l’una ed è finito tutto!»<br />
«Ma tanto ci sono i doppi vetri, no?»<br />
«No, sarebbero da mettere.»<br />
«Vabbè, ma comunque è un quartiere tranquillo? Se ne sentono tante su San Lorenzo!»<br />
«No, ma assolutamente. Qui è tranquillissimo! Certo siamo in una metropoli, gli inconvenienti capitano a tutti. Ma meglio vivere in un quartiere affollato come questo piuttosto che vivere in zone isolate, dove se chiedi aiuto non esce nessuno!»<br />
«Ma si dice che ci siano diversi fenomeni di violenza, poi proprio qui sotto…»<br />
«Ma no! Macché violenza, al massimo qualche buffettone tra amici!»<br />
«Ma possiamo chiedere ai ragazzi se …»<br />
«NO! I ragazzi stanno studiando!»<br />
«Beh, va bene. Allora, quanto verrebbe?»<br />
«Mah, siccome è una casa ben tenuta e ristrutturata intorno ai 400.000 mila euro. Ma trattabilissimi!»<br />
«Bene. Allora le facciamo sapere! Arrivederci ragazzi! Scusate l’intrusione!»<br />
E i giovani, che hanno riavuto finalmente la libertà d’espressione: «Arrivederci!»</p>
<p style="text-align: justify;">Traduzione:<br />
«Ma come vedete la casa di per sé è un buco, e poi quella specie di ringhiera attaccata alla finestra: quello, quello è il balcone. E ‘na caciara dalla strada. Per disperazione verrete ad affacciarvi sul cortile interno.»<br />
«Sì, vabbè. Ma che ce dovemo mette pure le mani sopra?»<br />
«Le mani sopra? Le mani sopra? A ci, n’hai capito che qua la corente salta se accendi la luce in bagno e hai attaccato il ferro da stiro? E i tubi dell’acqua? Hanno fatto il &#8217;15-&#8217;18!»<br />
«Ma quelle che so&#8217;, crepe?»<br />
«Pare proprio de si. Visto che i proprietari hanno finto di riverniciare.»<br />
«Annamo bene. Ma almeno se dorme dentro sto cesso de casa?»<br />
«Ma de che! ‘Na caciara. E il fine settimana peggio. Gente che urla, gente che canta, gente che ti piscia sotto la finestra de casa!»<br />
«E i doppi vetri?»<br />
«Quanno li monti!»<br />
«Ma è vero, non si può stare tranquilli in questo quartiere?»<br />
«Se ti dice bene, provano solo a portarti via la borsa. O il cellulare. O un po’ di spicci.»<br />
«Ma se menano pure?»<br />
«A da vede le bottiate che voleno! Mortè. Ma a livelli de intifade! E poi certe risse. C’hai presente i film d’azione? Qua li vedi tipo al Grande Fratello: live 24/7! E poi se si mettono a litiga’ gli spaccini…»<br />
«Davvero ragazzi?»<br />
«Ma lasciali sta&#8217; a ‘sti mammalucchi! So&#8217; affittuari derubati!»<br />
«Ammazza che casa de mmerda! E quanto costa sto scherzo?»<br />
«Mah, stamo sui 400 mila, ma i proprietari cor cazzo che calano! Certi ladri!»<br />
«Ah sì? Allora me la compro forte! Annamo va!»</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sulla pelle degli studenti: i soprusi degli affittuari</title>
		<link>/2011/01/sulla-pelle-degli-studenti-i-soprusi-degli-affittuari/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 19:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[affitti]]></category>
		<category><![CDATA[Alloggi]]></category>
		<category><![CDATA[Questione abitativa]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti fuori sede]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno studente fuori sede, vittima dei soprusi del proprio locatore, ci racconta la sua esperienza.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="annunci con studenti" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=4445"><img class="alignleft size-medium wp-image-4445" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2011/01/annunci-con-studenti-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Gentile redazione, ho deciso di scrivere anonimamente al Giornale di Lettere e Filosofia in merito alla problematica abitativa che attanaglia gli studenti fuori sede a Roma.</p>
<p>A differenza dei casi che sulle pagine di questo giornale sono stati trattati, io non ho mai usufruito della casa dello studente Adisu. Ho sempre cercato privatamente stanze in affitto, più o meno costose, più o meno vicine alla città universitaria. Costanti, però, sono stati i dissidi e &#8211; spesso &#8211; gli alterchi tra noi inquilini e i proprietari di casa. Il cui atteggiamento non sempre è dei più <strong>dignitosi ed onesti</strong>.</p>
<p>Durante i primi due anni di vita a Roma ho vissuto in due appartamenti differenti, in entrambi i casi con contratto di locazione annuale <strong>regolarmente </strong>registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Già al termine del primo contratto subii dei soprusi da parte del proprietario in sede di restituzione della cauzione. Ma il mio <strong>secondo anno</strong> accademico si è concluso con una vicenda che ritengo esemplare (benché un po’ estrema, forse) del genere di speculazione di cui noi fuori sede siamo vittime. E si noti come tale <strong>speculazione </strong>sia, spesso, <strong>pienamente legale</strong>.</p>
<p>All’epoca occupavo una singola in un appartamento abitato, oltre che da me, da altri quattro studenti e studentesse, di cui una era la nipote del locatore e io il <strong>solo </strong>ad avere un contratto registrato. E per non abitare in nero (<strong>allora </strong>la legalità era ancora una mia prerogativa etica), la mia quota d’affitto era maggiorata rispetto a quella dei miei coinquilini.</p>
<p>Si dà il caso che il proprietario, più volte durante l’anno, si fosse recato a Roma (risiedeva in una cittadina del centro sud) per trascorrervi dei fine settimana. In tali occasioni alloggiava a casa nostra, <strong>con l’intera famiglia</strong>. Considerandolo un ospite di sua nipote, nessuno di noi ha mai ritenuto che quel comportamento fosse scorretto. Quindi l’anno trascorse tranquillo e i nostri rapporti con il proprietario erano improntati a cordialità e rispetto reciproci.</p>
<p>Verso la fine di giugno il suo giovane <strong>figlio </strong>si trovava a Londra per svolgere un periodo di studio di qualche settimana. Malauguratamente, il povero ragazzo era ospitato proprio in uno di quei college inglesi in cui si propagava la fantomatica influenza <strong>A/H1N1</strong>. A casa arrivò l’informazione che lui stesso e molti suoi compagni si erano ammalati e per questo il rientro dei ragazzi sarebbe stato anticipato. Benché fosse previsto un servizio di trasporto per scortare la scolaresca dall’aeroporto di Fiumicino fino alla cittadina di residenza, la famiglia del nostro proprietario volle recarsi direttamente a Roma per cercare il ragazzo. Pensarono, dunque, che fosse il caso di pernottare a Roma e, con alcuni giorni di anticipo, mi chiesero se il ragazzo potesse dormire <strong>nel mio letto</strong> (quel fine settimana io sarei andato a trovare i miei genitori). Ovviamente spiegammo al nostro locatore che eravamo piuttosto preoccupati per la situazione e che in quel periodo molti di noi erano particolarmente impegnati per via della sessione d’esami, esortandolo ad usufruire, stavolta, dell’<strong>altro appartamento</strong> romano di sua proprietà.</p>
<p>Fu la nostra educata ribellione a provocare la sua <strong>reazione</strong>, che io ritengo ignobile: di lì a una settimana ci comunicò che a fine luglio tutti gli inquilini &#8211; salvo la nipote &#8211; dovevano <strong>lasciare l’appartamento</strong>. Il che turbò notevolmente i miei coinquilini, che a metà luglio dovettero improvvisare un trasloco. Il mio contratto, invece, terminava al <strong>31 luglio</strong>, tantoché i miei progetti non furono sconvolti. Tornai nella mia città d’origine, che è la stessa in cui il mio locatore risiedeva. Nel lasciare l’appartamento <strong>trattenni le chiavi</strong>, con l’intenzione di restituirle al proprietario di persona, quando ci saremmo visti anche per la restituzione della cauzione e il pagamento di alcuni consumi. Sennonché lui, appreso che le chiavi erano ancora in mio possesso, <strong>evitò di incontrarmi per oltre un mese</strong>. A metà settembre gli telefonai per l’ennesima volta per ricordargli che di lì a tre giorni sarei partito per l’estero e non avremmo più avuto occasione di vederci. A questo punto capii in quale tranello ero cascato. Infatti, lui mi intimò di <strong>rimanere in silenzio</strong> e di non fare storie per la restituzione della cauzione, altrimenti avrebbe potuto farmi pagare anche il <strong>fitto del restante mese e mezzo</strong> in cui avevo trattenuto le chiavi.</p>
<p>Mi recai presso un <strong>sindacato</strong>, dove, però, non poterono aiutarmi. Chiesi allora un consulto presso uno studio legale e mi dissero che il locatore era dalla parte della <strong>legalità </strong>e che mi conveniva, per quanto stessi subendo un sopruso, mostrarmi mansueto, <strong>chiedere scusa per iscritto</strong> nel restituire le chiavi e sperare di non dover sborsare altro denaro. La prima cosa che pensai fu a come, tutto sommato, la sorte dei miei coinquilini fosse stata più indulgente: nell’abbandonare l’appartamento non pagarono mai più i consumi arretrati di diversi anni né l’ultimo mese di fitto, grazie al fatto che erano in nero. Mentre io avevo un contratto <strong>regolare </strong>che non mi tutelava.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Lettera anonima</em></p>
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		<title>Alloggi e problemi con Laziodisu</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 14:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[affitti]]></category>
		<category><![CDATA[borse di studio]]></category>
		<category><![CDATA[Casa dello studente]]></category>
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		<description><![CDATA[Varie complicazioni che si presentano ogni anno per gli occupanti degli alloggi Laziodisu.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3968" title="avviso" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/12/avviso-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quando fa richiesta per la prima volta a Laziodisu per un posto alloggio, nel settembre dello scorso anno, Marco è iscritto al terzo anno alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Quando gli esiti definitivi del concorso vengono resi noti siamo già alla fine di novembre. In queste graduatorie Marco risulta “idoneo non vincitore”. Ciò significa che Marco ha il diritto di domiciliare in una casa dello studente, ma Laziodisu non può fornirgli materialmente il posto letto, data l’insufficienza delle strutture. Marco, intanto, ha già preso in affitto un posto letto in stanza doppia presso un privato, ad un prezzo nettamente più alto rispetto a quello richiesto dall’Adisu. Viene poi pubblicata la <a href="http://www.laziodisu.it/default.asp?id=619">seconda assegnazione</a> dei posti letto, e scopre che un letto, per lui, è finalmente disponibile. Siamo, però, al 22 luglio 2010. Marco è dunque indeciso se accettare o meno l’alloggio. Per non pagare la penale di 300€ che Laziodisu gli imporrebbe in caso di rinuncia, accetta e recede dal suo contratto particolare (dove, d&#8217;altronde, non è esentato da spese di recessione). Tra le pratiche di accettazione del posto letto e la chiusura della maggior parte delle residenze universitarie nel mese di agosto, entra finalmente in possesso della camera a settembre 2010 inoltrato. Ma il suo diritto al posto letto, come da bando, termina al 30 novembre successivo. Ovvero, tre mesi dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo Marco partecipa di nuovo al concorso (2010/11), stavolta come matricola iscritta al primo anno di una laurea specialistica (dovrà conseguire la laurea triennale nella seduta di dicembre 2010). Eppure, per risultare ancora vincitore nelle graduatorie definitive, dovrebbe pagare le tasse di iscrizione alla specialistica entro il 30 novembre, come afferma l’articolo 6 del <a href="http://www.laziodisu.it/DOCUMENTI/1808201094406.pdf">bando 2010/11</a>. Però è impossibile: la sua segreteria amministrativa, infatti, non gli permette di immatricolarsi prima di gennaio 2011, quindi dopo aver già conseguito la laurea. Insomma, da una parte Marco non può vincere di nuovo il posto alloggio per il successivo anno accademico, dall’altra rischia di essere sfrattato da Laziodisu il 30 novembre o di occupare abusivamente il suo letto fino al giorno della tesi (il che comporta il pagamento di una penale di 20€ al giorno!).</p>
<p style="text-align: justify;">Parlando con altri studenti, Marco scopre di non essere il solo a trovarsi in questa condizione. Anzi, molti suoi compagni di corso o vicini di stanza temono, come lui, un trasloco coatto a una settimana dalla tesi. Si uniscono e presentano varie istanze a Laziodisu. «Noi non siamo numeri. L’Adisu ci considera pacchi da far traslocare ad ogni evenienza: ad agosto, quando l’unica casa dello studente a rimanere aperta è Casalbertone, nel corso dell’anno, quando bisogna ristrutturare qualcosa, e addirittura una settimana prima della tesi. Laziodisu dovrebbe lavorare per noi studenti, non complicare il nostro percorso di studi» afferma Giovanni, vicino di Marco. Dopo ripetute proteste, Laziodisu si decide finalmente a concedere una proroga al 14 gennaio per il pagamento delle tasse. Il che permette a Marco e agli altri di essere ammessi alle graduatorie definitive del 25 novembre 2011 e di risultarvi, stavolta, “vincitori sotto condizione”, obbligati cioè a regolarizzare la loro iscrizione all’università entro i limiti stabiliti dalla proroga.<br />
«Paradossalmente, sarebbe stato tutto più semplice se mi fossi laureato in ritardo, iscrivendomi al primo anno fuori corso della triennale,» ci dice Marco. «Avrei pagato le tasse ad ottobre, senza problemi con Laziodisu. Il punto della questione è che Laziodisu non tiene conto della continuità didattica nel sistema 3+2. Per esempio, io mi sono laureato in corso con 110 e lode. Ma per Laziodisu sono una matricola, quindi non contano né il voto di laurea né la mia carriera pregressa. Nulla di nulla. I miei meriti, nel concorso, sono totalmente azzerati, come si intuisce chiaramente dall’articolo 7 del bando.»<br />
Giulia, invece, fa notare come «benché il problema, quest’anno, sia stato risolto con la proroga, l’anno prossimo si ripresenterà, e ancora grave». Infatti, nel lodevole tentativo di anticipare l’assegnazione dei posti in casa dello studente a fine ottobre, Laziodisu ha stabilito, per quest’anno accademico, che il possesso del posto alloggio da parte dello studente durerà non più fino al 30 novembre, bensì fino al 31 ottobre 2011 (art. 14 del bando 2010/11). Il che significa che l’anno venturo si renderà necessaria una proroga di tre mesi per supplire all’inadeguatezza del bando Laziodisu rispetto ai tempi dell’anno accademico.<br />
Ma fino a quando le proroghe riusciranno a mettere una toppa alle tante falle di una gestione che, evidentemente, non è in grado di adattare il bando di concorso alle esigenze degli studenti di università diverse, di facoltà diverse, con tempi e modalità di studio differenti?</p>
<p style="text-align: justify;">I nomi di Marco, Giovanni e Giulia sono, naturalmente, fittizi.</p>
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		<title>Il prezzo dei fuori sede</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 18:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca Universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Il nostro Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[affitti]]></category>
		<category><![CDATA[fuorisede]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mercato finanziario che ruota intorno le università italiane]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/10/annuncio.jpg"><img src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/10/annuncio-200x200.jpg" alt="" title="annuncio" width="200" height="200" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2895" /></a>   L’istruzione universitaria sembra essere diventata sempre più un bene prezioso. Se da una parte, nel territorio italiano, sono nate nel giro di pochi anni numerose università pubbliche, dall’altra, sembra  che questo fiorire di università nel nostro paese non faciliti o riduca affatto le spese che ogni singolo studente è costretto ad affrontare per terminare i propri studi. L’ideale contemporaneo di raggiungere a tutti i costi un titolo universitario asseconda  il gioco di chi, al potere, può speculare e guadagnare sui giovani e l’istruzione. In qualunque provincia italiana in cui sorge un’università  statale si assiste ad aumento non giustificato di affitti e costi della vita. Siamo di fronte al prezioso mercato degli studenti  universitari. </p>
<p>La Sapienza di Roma, che ospita in Italia il numero maggiore di studenti, crea intorno ad essa un mercato finanziario che potremmo definire dei ‘fuori sede ’: studenti  emigrati dal sud o dal nord dell’Italia, per costruirsi un futuro in quella che è una delle università più grandi e prestigiose di Europa, ovvero la Sapienza. Visto, però, l’aumento esponenziale del prezzo degli affitti, di un appartamento o di una singola camera, per studenti nella città di Roma, già tempo addietro fu emanato un decreto dal Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, in rapporto alla <strong>legge del 9 dicembre 1998, n. 431</strong>, il quale prevedeva che il canone di locazione di un appartamento venisse definito sulla base dell’accordo territoriale depositato il 6 agosto 1999 ( <strong>prot. n. 4473</strong>) presso l’Assessorato alla Casa del Comune di Roma. Un decreto che doveva tutelare gli studenti universitari dalle speculazioni sugli affitti da parte dei proprietari di casa intenti, ovviamente, a risollevare e tutelare solo le proprie finanze.</p>
<p> In questo modo, in base alla metratura dell’immobile da affittare, vennero stabilito un tetto massimo e uno minimo ( ad esempio: un appartamento adiacente alla sapienza all’incirca di 75 metri quadri, composto da circa tre camere, cucina e bagno, con un regolare contratto di locazione di natura transitoria per studenti universitari, dovrebbe prevedere un canone non superiore a 1.000 euro mensili). Tutto più semplice per gli studenti da quando nel ’99 è entrata in vigore questa legge?  Ovviamente no. </p>
<p>Come per ogni legge italiana che si rispetti è stato immediatamente trovato un <em>escamotage </em>che, guarda caso, intende sempre favorire chi ha più potere e denaro.  Il decreto che sancisce e limita  un canone massimo per l’affitto a studenti universitari prevedeva infatti allo stesso tempo anche una piccola agevolazione fiscale  per il proprietario di una casa, in quanto quest’ultimo registra un contratto di breve durata (minimo tre mesi, massimo trentotto). Ma  il proprietario di casa,  non potendosi accontentare di un canone limitato dal comune e di una agevolazione sulle tasse, preferisce trovare un’altra strada:  una famosa carta privata che riporta lo studente nella stessa situazione in cui si trovava prima del decreto che, per così dire, intendeva  tutelarlo. </p>
<p>Se il proprietario di un appartamento ritiene che il suo immobile debba essere affittato, facendo un esempio, ad un canone di 1.600 euro mensili, rifacendosi alla legge 431/1998, stipula un contratto di 1.000 euro mensili e, però, affianca a quest’ultimo una bella carta privata richiedendo altri 600 euro mensili per manutenzioni straordinarie, di fatto, inesistenti. Insomma,  lo Stato che tanto sembra disinteressato ai cittadini e ai giovani qualcosa ogni tanto sembra fare, ma è luogo comune sapere che sui soldi non si può scherzare  e, quindi, si fa presto a trovare soluzioni anche poco legali per raggirare le famose leggi e, soprattutto, chi vuole solo investire in un futuro, ‘forse’, migliore.</p>
<p><em>Fabiana Lucciola</em></p>
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