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	<title>Il Giornale di Letterefilosofia.it &#187; BAM</title>
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		<title>Biblioteche della Filesuso: i servizi bibliotecari ai tempi della crisi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 19:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Chiocchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca Universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[BAM]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Angelo Monteverdi]]></category>
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		<category><![CDATA[sezione filologia greca e latina]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Vitobello]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Mazzotta]]></category>

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		<description><![CDATA[Meno borsisti, meno fondi, personale che va in pensione non sostituito: uno sguardo alle biblioteche umanistiche della Sapienza.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’accorpamento delle facoltà ha portato non poche <strong>incomprensioni</strong>, sia sul piano amministrativo che su quello didattico. Ma ora <a title="Filesuso" href="http://www.letterefilosofia.it/2011/05/cosa-accade-in-facolta-a-un-anno-dallo-statuto-frati/">Filesuso </a>è una realtà e i dipartimenti, anch’essi modificati grazie a rimescolamenti e <strong>improbabili scissioni</strong>, si sono dovuti adeguare. Come è stato già spiegato ai nostri lettori, i poteri decisionali sono passati dalle facoltà ai dipartimenti e ai dipartimenti è affidata le gestione delle biblioteche. Poco male, si potrebbe pensare; e invece no.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <a title="Biblioteche Filesuso" href="http://www.filesuso.uniroma1.it/?q=node/76">biblioteche</a> delle vecchie facoltà (Lettere e Filosofia, Scienze Umanistiche, Filosofia, Studi Orientali, SSAB) ora devono essere amministrate dagli otto dipartimenti: qualcuno ricorda quante erano le biblioteche sparse per i quattro piani dell’edificio di P.le Aldo Moro? Aggiungete le biblioteche che hanno sede presso la Facoltà dell’ex <strong>Scuola speciale per archivisti e bibliotecari</strong>, quelle presenti presso l&#8217;edificio dell&#8217;ex <strong>Vetrerie Sciarra</strong> e, infine, quelle di <strong>Villa Mirafiori</strong> e dell’ex <strong>Caserma Sani</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la loro tutela sia passata ai dipartimenti, si potrebbe obiettare che, essendo state alcune biblioteche  <strong>interdipartimentali</strong> e centri di spesa autonoma, queste non saranno gestite dai dipartimenti. Tuttavia, l&#8217;ipotesi di quest&#8217;ultime non è prevista e, pertanto, mancano  linee guida per questa tipologia di biblioteca. Come è evidente, oltre ad esserci una grande confusione, si palesa un’enorme <strong>falla nel sistema normativo</strong> che ha previsto la gestione dipartimentale delle biblioteche.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo non può non interessare lo studente, specialmente lo studente di una facoltà umanistica. Chi presiede attualmente la Facoltà, la Professoressa <strong>Fattori</strong>, <a title="Intervista Fattori" href="http://www.letterefilosofia.it/2010/11/intervista-alla-prof-ssa-marta-fattori-preside-della-facolta-di-filosofia-lettere-scienze-umanistiche-e-studi-orientali/">nello scorso Novembre</a> riteneva assurdo e fuori luogo che le biblioteche chiudessero “solo” alle 18 o alle 19 e non alle 24. La <strong>politica dei tagli</strong> ha imposto alle biblioteche una decurtazione del numero degli studenti vincitori di borse di collaborazione presso le suddette che ha del clamoroso, con il risultato che  i servizi e gli orari di apertura verranno ulteriormente ristretti e una chiusura al pubblico per le ore 18 può sembrare ora una vera <strong>utopia</strong>, figuriamoci una chiusura “notturna”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per indagare sull’attuale situazione delle biblioteche di <strong>Filesuso</strong> ho raccolto le considerazioni dei responsabili (poiché ora i direttori sono i direttori degli specifici dipartimenti) di tutte le biblioteche (comprese le sezioni e sottosezioni) per chiedere direttamente a loro quali cambiamenti e variazioni subiranno o hanno già subito. Rimango però alquanto curioso nei confronti delle biblioteche che non hanno voluto o potuto rispondere alle nostre domande. Qualora queste trovassero il modo e il tempo di renderci partecipi delle loro idee al riguardo saremo ben lieti di accoglierle.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima voce ascoltata è quella della Dott.ssa <strong>Ferrante</strong>, responsabile della biblioteca del dipartimento di <strong>Scienze dell’Antichità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione di questa biblioteca è particolarmente complessa perché è una biblioteca considerata unica, dal punto di vista formale e amministrativo, ma costituita da <strong>ben 10 biblioteche con 9 punti di servizio</strong> dislocati tra il primo, secondo, terzo piano dell’edificio centrale e uno a via Palestro 63.<a class="lightbox" title="Catturabb" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=8724"><img class="alignleft size-medium wp-image-8724" title="Catturabb" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2011/11/Catturabb-300x146.png" alt="" width="300" height="146" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La dott.ssa Ferrante ha constatato una riduzione dei borsisti già per l’anno accademico precedente (da 58 a 40) e la sua enorme preoccupazione è come garantire un servizio di qualità sapendo che per quest’anno sono destinati all’intera facoltà Filesuso solo 135 borse di collaborazione, di cui 80 previsti per tutte le biblioteche degli 8 dipartimenti. Se a questo si aggiunge che all’interno della Biblioteca del Dipartimento di Scienze delle antichità ci sono stati dei <strong>pensionamenti</strong> senza alcun <em>turn over</em>, pare inevitabile una gestione dei servizi differente rispetto a quella degli anni passati (orari di apertura e chiusura etc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla paventata ipotesi di una biblioteca unica di facoltà la Ferrante esprime tutti i suoi dubbi,  per questioni ovviamente logistiche in quanto non esiste, allo stato attuale, uno spazio che possa ospitare tutto il patrimonio librario.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo contattato anche il responsabile della sezione di Filologia greca e latina, il dott. <strong>Walter Mazzotta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mazzotta reputa assolutamente necessaria una politica di investimenti e di potenziamento degli organici, onde poter riattivare o migliorare servizi attualmente carenti e, eventualmente, ampliare gli orari di apertura. Senza questa politica sarebbero effimeri i privilegi dei vari accorpamenti. Anche Mazzotta dà poca fiducia all’ipotesi di un’unica biblioteca di facoltà, visto che questo proposito cozza sicuramente con la politica di <strong>investimenti mirati</strong> e a rendere ancor più poco credibile questa eventualità c&#8217;è la drastica riduzione del numero degli studenti collaboratori che non coprirebbe la reale necessità di borsisti. Un punto sul quale il responsabile della sezione di Filologia Greca e Latina insiste è che la tendenza generale vuole che si consideri come servizio di una biblioteca esclusivamente l’apertura al pubblico, mentre c&#8217;è un consistente <strong><em>back-office</em></strong> che quotidianamente impegna il personale per inventario, catalogazione, <em>reference on line</em>, prestito interbibliotecario e <em>document delivery</em>, ecc. di cui si tiene scarsamente conto ma che deve essere sbrigato per poter rendere <strong>operativa</strong>, a tutti gli effetti, una biblioteca. Ovviamente tutto ciò viene reso ancor più difficile dai pensionamenti e da quel mancato <em>turn over</em> di cui facevamo cenno in precedenza. Esiste una circolare del 12 Settembre c.a. che dovrebbe (Mazzotta si auspica che divenga operativa quanto prima), attraverso il progetto <strong>SOUL</strong>, offrire <strong>tirocini formativi curriculari</strong>, ma al momento pare che non sia ancora possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La dott.ssa <strong>Lucia Cosi</strong>, responsabile della biblioteca di <strong>Storia della Musica</strong> (IV piano), non crede che la biblioteca nella quale lavora abbia subito sostanziali variazioni. La biblioteca di cui è responsabile apparteneva al dipartimento AGEMUS ma ora fa parte del dipartimento di Studi greco–latini, italiani e scenico musicali e l’unica modifica subita è la direzione da parte del direttore del suddetto dipartimento e la supervisione del direttore amministrativo, anch’esso facente parte del dipartimento, ma per il resto questa biblioteca continua ad avere un’organizzazione autonoma dei servizi e dei borsisti, considerando anche il fatto che allo stato attuale è l’unica biblioteca del dipartimento.</p>
<div id="attachment_8717" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a class="lightbox" title="Fabio Stassi" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=8717"><img class="size-full wp-image-8717" title="Fabio Stassi" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2011/11/Fabio-Stassi.jpg" alt="" width="180" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">Fabio Stassi</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fabio Stassi</strong>, responsabile della biblioteca di <strong>Studi Orientali</strong>, si rassegna e prende di petto questo nuovo anno accademico che verrà. Tra le <strong>preoccupazioni</strong> principali non può mancare ovviamente il numero dei borsisti drasticamente ridotto (Stassi tiene a sottolineare che si riduce un numero che era già insufficiente). La Biblioteca di Studi Orientali è divisa in due sezioni, distanti tra loro ma la direzione, il personale, le risorse e il patrimonio sono unici. I servizi e gli orari, essendo due le sedi &#8220;geograficamente&#8221; separate, naturalmente sono doppi, come se si trattasse di due biblioteche distinte e separate. Quindi non si potrà evitare la contrazione degli orari proprio quando invece si sperava di poterli aumentare. La previsione è che questa biblioteca non possa rimanere aperta per più di 3 ore al giorno. Nonostante tutte le difficoltà del caso, la biblioteca non si è persa d’animo ed è riuscita ad avviare un processo di <strong>riorganizzazione interna</strong>. È stata creata una sala lettura, aperta dalla mattina alla sera, di 16 posti (<strong>Sala Guidi</strong>) raccogliendo il fondo Guidi (prima spezzettato tra armadi e magazzini) dove è possibile solo studiare con libri propri; il fondo non è però consultabile per l’assenza di sorveglianza, cosa che sarebbe possibile con un borsista presente in sala.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ufficio periodici è stato realizzato in una sala, mentre presso l’ex Caserma Sani si prova a raddoppiare il numero dei posti della biblioteca utilizzando un ufficio in disuso. L&#8217;obiettivo di Stassi è di <strong>ristrutturare</strong> la biblioteca attraverso l&#8217;acquisto di tende e macchinari entro la fine dell’anno. Altro proposito è quello di creare un <strong>nuovo sito</strong> della biblioteca (indispensabile punto di riferimento) e aggiornare i cataloghi in rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Stassi non può però far finta di non reputare altamente penalizzante il taglio sui borsisti. Alla biblioteca di Studi Orientali dovrebbero essere destinati solo nove studenti, divisi tra la Biblioteca dell&#8217;edificio di P.le Aldo Moro e quella dell&#8217;ex Caserma Sani. In tutto sono quindi quattro e mezzo a sala (ognuno lavora 150 ore per 3 ore al giorno che equivalgono a 2 mesi e mezzo continuativi: l&#8217;orario è quindi presto fatto e obbligato: poco più di 10 mesi per sole 3 ore al giorno e con un solo studente alla distribuzione).</p>
<div id="attachment_8713" class="wp-caption alignright" style="width: 417px"><a class="lightbox" title="Cattura" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=8713"><img class="size-full wp-image-8713 " title="Cattura" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2011/11/Cattura.png" alt="" width="407" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Vincenzo Vitobello nell&#39;intervista di Valerio Chiocchio per Letterefilosofia.it</p></div>
<p style="text-align: justify;">La biblioteca che probabilmente è tra le più danneggiate da questa situazione è la biblioteca <strong>Angelo Monteverdi</strong>. Come si accennava in precedenza questa biblioteca era un “centro di servizi interdisciplinare” e “centro di spesa autonomo”. La disattivazione di questi centri ha avuto come attore principale il prorettore vicario Prof. <strong>F. Avallone</strong>, che è anche presidente del Comitato per il sistema delle biblioteche di Sapienza, grazie ad una delibera del Senato Accademico e confermata dal Consiglio di Amministrazione. <a title="Intervista a Vincenzo Vitobello" href="http://www.letterefilosofia.it/2010/06/intervista-a-vincenzo-vitobello-direttore-della-bam/"><strong>Vincenzo Vitobello</strong></a>, ex direttore ma attuale responsabile della biblioteca, soffre questa situazione di incertezza provocata dagli organi di governo dell’ateneo e di fatto vede negata quella <strong>autonomia amministrativa e quel profilo istituzionale</strong> che ha sempre contraddistinto la Monteverdi. La proposta di concedere la gestione amministrativa &#8211; contabile della biblioteca ad uno dei dipartimenti interessati (studi greco-latini, italiani e scenico musicali; scienza documentarie, linguistico – filologiche e geografiche; studi europei, americani e interculturali) sulla base di una <strong>turnazione triennale</strong> non è stata considerata percorribile, sia per la natura interdipartimentale della Monteverdi sia per l’ingente onere che nessuno dei tre dipartimenti può permettersi. L&#8217;ipotesi che attualmente viene coltivata è quella di affidare la gestione amministrativa e contabile della biblioteca alla segreteria amministrativa della presidenza di Lettere, anche nella prospettiva di costituire un primo nucleo di un polo di biblioteche umanistiche che comprenda di seguito la Biblioteca di Filosofia (altro centro di servizio disattivato, ma attualmente di natura monodipartimentale) e quella di Lingue e letterature straniere moderne, entrambi con sede a Villa Mirafiori.</p>
<div id="attachment_8719" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a class="lightbox" title="francesco-avallone" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=8719"><img class="size-full wp-image-8719" title="francesco-avallone" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2011/11/francesco-avallone1.png" alt="Prof. F. Avallone" width="120" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">Prof. F. Avallone</p></div>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di tutto questo credo avrebbe un certo senso ipotizzare che il servizio bibliotecario d&#8217;ateneo dovrebbe avere un&#8217;<strong>organizzazione verticale</strong> (e in questo senso varrebbe la pena pagare un dirigente bibliotecario capace di organizzarlo), per la pertinenza strettamente tecnica, e quanto più possibile vicina e utile alle <strong>esigenze scientifiche e culturali</strong> di tutte le strutture dipartimentali. Il motore di questa organizzazione avrebbe potuto essere la costituzione progressiva proprio di centri di servizio come quelli che sono stati appena soppressi, creati a seguito di accorpamenti di biblioteche sulla base di affinità disciplinare rigorosamente intesa e dotati di autonomia amministrativa anche in un periodo, come l&#8217;attuale, di aggravata scarsità di risorse. Si potrebbero costruire buone e solide reti organizzative anche con meno soldi. Chi distrugge organizzazioni affidabili solo per ridimensionarne la capacità di spesa rischia di creare un serio squilibrio del sistema: si è rotto un equilibrio senza pensarne un altro. L’unica certezza è che al momento la biblioteca verrà amministrata dalla presidenza della Facoltà di Filesuso. Sul piano istituzionale si abbozza una prospettiva che vede la Monteverdi, eventualmente insieme alle biblioteche di Filosofia (il cui unico destino, sempre in base alla stessa delibera del senato accademico, dovrebbe essere quello di diventare semplicemente la biblioteca del Dipartimento di Filosofia) e di Lingue, come primo nucleo che potrebbe costituire, insieme a varie altre biblioteche della facoltà, il <strong>Polo delle biblioteche umanistiche</strong>, di cui si parla ciclicamente da anni. Secondo il responsabile della Monteverdi questa prospettiva non è affatto scontata e alquanto incerta persino sul piano pratico, quello appunto amministrativo &#8211; contabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla totale <strong>ambiguità</strong> della situazione (il centro di spesa autonomo non può esistere, a maggior ragione se interdisciplinare e interdipartimentale, ma non è prevista soluzione alcuna) si aggiunge l’inevitabile riduzione del numero dei borsisti destinati alla Monteverdi: dai 35 dell’a.a. precedente agli 8 previsti per l’a.a. che nasce. Vitobello afferma che queste riduzioni, volgarmente attribuite alla scarsità dei fondi, sarebbero state decise da <strong>indicatori</strong> usati per formare un algoritmo che ha condannato senza spiegazioni le varie biblioteche. Con solo 8 borse di collaborazione la BAM rischia seriamente di chiudere i battenti nei primi giorni di Maggio 2012 e non prima dell’anno corrente solo perché Vitobello ha ottenuto l’autorizzazione a utilizzare le borse dell’anno 2010-11 fino a Marzo 2012. Nelle settimane passate il responsabile della Monteverdi si è impegnato a coinvolgere i presidenti dei corsi di studio delle discipline di pertinenza della Bam perché incoraggino gli studenti dei loro corsi a svolgere le &#8220;<strong>altre attività formative</strong>&#8221; (centocinquanta ore per sei cfu) presso la biblioteca. Il riscontro è stato per ora piuttosto modesto e parziale, e comporterà comunque un&#8217;organizzazione del tutto particolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di tutto questo pare invitabile che, in modi tanto più appropriati quanto più efficaci, sarebbe venuto il momento che dalla platea di studenti e studiosi venisse &#8220;battuto almeno un colpo&#8221;. In mancanza di questo, sarà molto più difficile evitare un <strong>epilogo infausto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le dichiarazioni e le considerazioni qui riportate sono del tutto ineccepibili. Se una facoltà umanistica rischia di non poter usufruire di un immenso patrimonio librario è evidente che stiamo letteralmente <strong>toccando il fondo</strong>. Il taglio delle borse per gli studenti collaboratori è un danno enorme per le biblioteche, ma il fatto che senza quest’ultimi le biblioteche rimangano chiuse direi che sia abbastanza eloquente. L’importanza dello studente nel coadiuvare i servizi bibliotecari è innegabile, ma non deve essere un pretesto per non prendere delle misure più importanti relative ad un ampliamento dell’organico. La carenza maggiore non è, a giudizio di chi scrive, il taglio dei borsisti, ma l’assenza di un<em>’équipe</em> di bibliotecari adeguata alle esigenze di un’utenza importante, quale può essere quella formata da studiosi, docenti e studenti di una prestigiosa facoltà umanistica. Quello che dovrebbe essere imprescindibile è la presenza di più <strong>personale stabile</strong> all’interno delle biblioteche. Il borsista o stagista (tranne in alcuni casi) non può avere quella dedizione, formazione e cura del libro come oggetto da salvaguardare, come sapere da conservare fisicamente secondo norme ben precise. La vera insufficienza non è quella dei borsisti. Non possiamo nasconderci dietro la carenza degli studenti collaboratori; se una biblioteca senza borsisti che collaborano non può essere aperta per lo stesso studente, vuol dire che il problema è strutturale e radicato in questa <strong>italiana politica del risparmio</strong>, che nega l’ampliamento dell’organico a scapito dei servizi. A pagare l’inefficienza dei servizi sono ancora una volta gli studenti, ai quali vengono aspramente negati <strong>servizi e diritti</strong>, puntualmente <strong>tassati</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista video a Vincenzo Vitobello &#8211; Direttore della BAM</title>
		<link>http://www.letterefilosofia.it/2010/06/intervista-a-vincenzo-vitobello-direttore-della-bam/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 12:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Chiocchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste varie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Monteverdi]]></category>
		<category><![CDATA[BAM]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Angelo Monteverdi]]></category>
		<category><![CDATA[Centro interdipartimentale]]></category>
		<category><![CDATA[filologia romanza]]></category>
		<category><![CDATA[romanistica]]></category>
		<category><![CDATA[video intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Vitobello]]></category>
		<category><![CDATA[Vitobello]]></category>

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		<description><![CDATA[Scheda riassuntiva Centro interdipartimentale di servizi per gli studi filologici, linguistici e letterari  &#8211; Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; Il suo patrimonio librario  <a href="http://www.letterefilosofia.it/2010/06/intervista-a-vincenzo-vitobello-direttore-della-bam/">Leggi il resto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="579" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SNGd1geuRpA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="579" height="349" src="http://www.youtube.com/v/SNGd1geuRpA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="579" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0HSk-t66D1A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="579" height="350" src="http://www.youtube.com/v/0HSk-t66D1A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Scheda riassuntiva</strong></p>
<p>Centro interdipartimentale di servizi per gli studi filologici, linguistici e letterari  &#8211; Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;</p>
<ul>
<li>Il suo patrimonio librario è costituito da circa <strong>140.000 monografie</strong> e da<strong> 700 testate di periodici </strong>(250 quelli correnti) e comprende alcuni importanti fondi storici: per lo studio della filologia romanza (<strong>Fondo Monaci</strong>,<strong> Fondo Crescini</strong>, <strong>Fondo Monteverdi</strong>), della letteratura italiana (<strong>Fondo Pelaez</strong>,<strong> Fondo Sechi</strong>), della letteratura spagnola e ispanoamericana (Fondo Puccini) e della lusitanistica (<strong>Fondo Stegagno</strong>)</li>
</ul>
<ul>
<li>La sua funzione istituzionale è favorire lo studio e la ricerca nell&#8217;ambito delle <strong>discipline linguistiche, filologiche e letterarie</strong> mediante la selezione, l&#8217;acquisizione, la conservazione, il mantenimento e la messa a disposizione della produzione scientifica in queste materie</li>
</ul>
<ul>
<li>Il suo statuto prevede l&#8217;afferenza di tre dipartimenti: <strong>Dipartimento di italianistica e spettacolo</strong>; <strong>Dipartimento di studi filologici, linguistici e letterari</strong>; <strong>Dipartimenti di Studi Europei e Interculturali</strong>.</li>
</ul>
<ul>
<li>L&#8217;organizzazione del Centro è articolata in settori scientifici che documentano diverse competenze disciplinari:
<ul>
<li>Lingue e letterature romanze (italiano, antico francese, provenzale, spagnolo, ispanoamericano, catalano, rumeno, portoghese, brasiliano ecc.)</li>
<li>Comparatistica</li>
<li>Teoria della letteratura</li>
<li>Storia della critica letteraria</li>
<li>Filologia (filologia dantesca, filologia iberoromanza, filologia italiana, filologia romanza)</li>
<li>Linguistica (dialettologia italiana, filosofia del linguaggio, lessicologia e lessicografia italiana, storia della lingua italiana)</li>
</ul>
</li>
<li>Quali servizi offre la biblioteca:
<ul>
<li>la consultazione a scaffale aperto</li>
<li>l&#8217;assistenza di sala, che è fornita da bibliotecari specializzati, disponibili a turno tutti i giorni, per tutto l&#8217;orario di apertura</li>
<li>il servizio di distribuzione dei volumi che non sono a scaffale aperto, fornito dagli studenti borsisti</li>
<li>il prestito e le fotocopie</li>
<li>il prestito interbibliotecario</li>
<li>i libri per gli esami riportati nelle guide dei dipartimenti</li>
<li>i cd-rom e Internet</li>
<li>il deposito, che consente di riservare fino a tre libri in lettura per la settimana</li>
<li>Le informazioni bibliografiche</li>
<li>i lettori di microfilm e microfiches</li>
<li>la stampa dei risultati delle ricerche bibliografiche</li>
</ul>
</li>
<li>L&#8217;orario di apertura è<strong> dal lunedi al giovedi</strong>, <strong>dalle ore 9.00 alle 19.00</strong>; <strong>il venerdì dalle 9.00 alle 14.00</strong> (Le richieste di libri e periodici possono essere presentate fino ad un&#8217;ora prima della chiusura).</li>
</ul>
<ul>
<li>Peculiarità: centro di spesa autonomo.</li>
</ul>
<ul>
<li>Collocazioni esterne: Laboratorio Stefano Arata, magazzino sito nei locali di fronte Aula Vetri (sotto la copisteria Mirafiori), Mediolatino (I piano), studio 5 del dISp. e in altri studi di alcuni docenti della facoltà.</li>
</ul>
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