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	<title>Il Giornale di Letterefilosofia.it &#187; Proteste studenti</title>
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		<title>Occupata la nuova sede della Scuola Superiore di Studi Avanzati</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 05:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Santarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[merito]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste studenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Scuola Superiore di Studi Avanzati]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella tarda mattinata di ieri un gruppo di studenti ha occupato l'ex ospedale Regina Elena, nuova sede della scuola di eccellenza della Sapienza.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15989" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="lightbox" title="527473_10151058517231981_1979327854_n" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=15989"><img class="size-medium wp-image-15989" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2012/10/527473_10151058517231981_1979327854_n-300x179.jpg" alt="La facciata del complesso occupato" width="300" height="179" /></a><p class="wp-caption-text">La facciata del complesso occupato</p></div>
<p>Ormai il <strong>No Monty day</strong> del <strong>27 ottobre</strong>  è alle porte. In preparazione alla grande manifestazione prevista, ieri un gruppo di studenti della nostra università ha <strong>occupato</strong> il complesso ristrutturato dell’<strong>ex Regina Elena</strong>, sede indicata <a href="http://www.uniroma1.it/sites/default/files/estratti/estrattodelibera185_18_09_12.pdf">da poco più di un mese</a> per gli uffici della Direzione e dell’amministrazione della <a href="http://www.uniroma1.it/strutture/scuola-superiore-di-studi-avanzati" target="_blank"><strong>Scuola Superiore di Studi avanzati</strong></a>, nonché, pare, per alloggi e moderne strutture ricreative.</p>
<p>Tale istituzione, al suo secondo anno di vita, ha suscitato anche in passato <strong>numerose polemiche</strong>, di cui <a href="http://www.letterefilosofia.it/2011/08/sapienza-fa-rima-con-eccellenza/">questo giornale</a> si è già occupato: a partire dalla figura del nominato direttore, <strong>Alessandro Schiesaro</strong>, professore di Lingua e letteratura latina nella nostra facoltà e collaboratore dell’ex ministro Gelmini, fino ad arrivare alla mole di <strong>fondi ministeriali</strong> che mobilitò per assicurare agli studenti ammessi tasse universitarie, attività formative extra e alloggio gratuiti. Si parla di cifre da capogiro: il sindacato universitario <strong>Link</strong> indica l’ammontare in <strong>30 milioni</strong> <strong>di euro</strong>– somma che pare sia maggiore dell’intero fondo nazionale per le borse di studio &#8211; per quanto riguarda la didattica e <strong>20</strong> <strong>milioni</strong> per gli interventi strutturali.</p>
<p>La Scuola è assurta per questo a simbolo di una situazione più generale: mentre la forbice sociale si allarga, e le politiche governative le danno una grande mano, perfino nel mondo universitario pubblico, martoriato da sempre maggiori tagli, vengono istituiti <strong>centri elitari</strong> che garantiscono un livello avanzato e altamente internazionalizzato degli studi, ma solo per pochissimi, togliendo ulteriori fondi ad interventi che potrebbero invece riguardare tutta la comunità studentesca.</p>
<p>Ecco perché ieri dal balcone del complesso, tra fumogeni rossi, pendeva uno striscione con su scritto &#8220;<strong>Siamo tutti meritevoli</strong>, occupata scuola d&#8217;eccellenza&#8221;, per denunciare una politica ritenuta iniqua, che ha come risultato il p<a class="lightbox" title="Sapienza-occupata1" href="http://www.letterefilosofia.it/?attachment_id=15994"><img class="alignright size-medium wp-image-15994" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2012/10/Sapienza-occupata1-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>rivilegio di alcuni contro il disagio della massa (una novità insomma…) mentre il secondo striscione, &#8220;Piazze invase contro la Troika, è l&#8217;Europa che ce lo chiede&#8221;, richiamava a chiare lettere la mobilitazione per il 27, facendo il verso ad uno slogan che ormai ci viene propinato come un anestetico ad ogni nuova misura impopolare, confidando nella proverbiale arrendevolezza del popolo italico.</p>
<p>In effetti siamo un popolo di <strong>curiosi</strong> più che di coraggiosi, ed anche ieri in molti si fermavano incuriositi, ma sull’altro lato dell’ampio viale, come per non rischiare di essere coinvolti. Speriamo che prima o poi gli anestetici diventino inefficaci, i divani un po’ meno comodi e le lotte smettano di essere di pochi, insieme ai <strong>privilegi</strong>.</p>
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		<title>Il percorso e i traguardi della protesta umanistica</title>
		<link>http://www.letterefilosofia.it/2010/07/cosa-determinano-le-proteste-di-lettere/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 12:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo Pecoraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[DDL Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[Preside Franco Piperno]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[proteste studentesche]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[A quali risultati hanno portato le proteste della Facoltà di Lettere della Sapienza? Come sono andate?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1748" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/07/DSC02510.jpg"><img class="size-medium wp-image-1748" title="DSC02510" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/07/DSC02510-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Esami all&#39;aperto la mattina del 12 luglio - Foto Giornale di Lettere</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ieri è stato l&#8217;ultimo giorno di esami tenuti in modalità alternativa a scopo di protesta, alla Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza. Le mattinate di questi tre giorni (dal 12 al 14 luglio) sono state contrassegnate da uno svuotamento delle aule e degli studi della Facoltà, per far svolgere gli esami all&#8217;aria aperta, all&#8217;ombra degli alberi. Momenti di ilarità, come quando i docenti erano costretti a spostare le cattedre per sfuggire ai terribili raggi del sole, e momenti di riflessione, di consapevolezza riguardo ai danni che deriveranno dall&#8217;approvazione dei tagli in finanziaria e del &#8220;DDL Gelmini&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro ieri, poi, è stato il momento degli esami in notturna. Atmosfera stupenda: fiaccole sulle scalinate della Facoltà, la maggior parte dei docenti presenti (non solo quelli che dovevano esserci per far svolgere gli esami) a discutere con gli studenti, con i giornalisti, alcuni addirittura a leggere poesie insieme ai ragazzi che hanno organizzato la <a href="http://www.letterefilosofia.it/2010/07/letture-notturne-alla-sapienza/">maratona di letture</a> a sostegno della protesta; interviene persino il Preside Piperno,<a href="http://www.youtube.com/watch?v=O6pIhg0n8kM"> leggendo due quartine</a> petrarchesche e cogliendo il giusto plauso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Noi del Giornale, assieme ai ragazzi dell&#8217;associazione <a href="http://www.uduroma.it/wip/linkroma.html">Link</a>, abbiamo distribuito <a href="http://www.letterefilosofia.it/2010/07/noi-studenti/">il volantino</a> di sostegno alla protesta, caffè, acqua, succhi di frutta e cornetti a tutti i presenti. Abbiamo discusso con i docenti, abbiamo spiegato ai giornalisti presenti per quale motivo fossimo là a fare tutte quelle cose. Tutto è andato ottimamente. Anche il Rettore Frati ha voluto evitare polemiche, in una serata di compattezza palpabile come questa, e ha dichiarato il proprio sostegno alla protesta, rettificando le dichiarazioni fatte nei giorni scorsi.</p>
<div id="attachment_1749" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/07/Untitled-Scanned-021.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1749" title="Untitled-Scanned-02" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/07/Untitled-Scanned-021-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Vignetta di Antonio Plescia </p></div>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, però, viene da chiedersi se l&#8217;aver compattato le categorie degli enti in formazione (almeno del mondo universitario) e l&#8217;essere riusciti ad avere un certo risalto mediatico serva a qualcosa. Da alcuni giorni è il dubbio che ronza in testa a tutti ed il primo ad averlo espresso pubblicamente è stato il prof. Ferroni nelle dichiarazioni <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_13/esami_per_strada_contro_la_gelmini_alessandro_capponi_132e1958-8e51-11df-864f-00144f02aabe.shtml">rilasciate ieri al CorSera</a>. &#8220;Non credo serva&#8221; ha detto il professore.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il dubbio è lecito, specialmente ripensando alla scarsità di effetti pratici positivi derivati dalle ultime proteste, anche clamorose come quella dell&#8217;Onda. Tanto più che è ormai stato approvato il maxi-emendamento alla finanziaria che non restituisce nulla alle università. Quindi è stato tutto inutile?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Direi di no, per alcuni motivi. Innanzitutto si è verificata ora una circostanza assente persino nel periodo delle proteste dell&#8217;Onda: la quasi totalità di studenti, ricercatori e docenti si è trovata compatta; questo è un risultato di per sé e, insieme, un punto di partenza per qualsiasi dialogo o finalità da perseguire nel futuro prossimo. Poi è adesso chiaro a tutti (o dovrebbe esserlo), anche ai neodiplomati, che a partire dal prossimo anno accademico ci saranno dei seri problemi per le nuove immatricolazioni: probabilmente verrà inserito il numero chiuso in molte Facoltà in cui prima era assente, a causa dell&#8217;impossibilità di far partire corsi per più di un certo numero di studenti, visti gli scarsi fondi ora a disposizione. Oltre a ciò, ci sarà una drastica diminuzione dei moduli e delle materie già a partire dal prossimo anno, problema  che riguarda tutti, anche chi è già iscritto all&#8217;Università. Ci saranno aule sempre più affollate, si accorcerà l&#8217;orario di apertura di biblioteche e laboratori.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/245807/"></a></p>
<div id="attachment_1746" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/07/atriolettereconesami.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1746" title="atriolettereconesami" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/07/atriolettereconesami-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Esami notturni nell&#39;atrio della Facoltù - Foto Giornale di Lettere</p></div>
<p style="text-align: justify;">Alcuni articoli hanno detto che, con queste proteste, noi studenti difendiamo la casta dei baroni. Visti i problemi appena elencati, soprattutto, visto che la &#8220;riforma Gelmini&#8221; diminuirà il numero dei docenti, lasciando tutto il potere in mano ai pochi ordinari che sopravviveranno ai pensionamenti in massa di questi anni, pensiamo che sia proprio la signora Ministro e i giornalisti di testate come &#8220;Il Riformista&#8221; a non aver capito che noi siamo assolutamente contrari ai fenomeni di baronato che affliggono l&#8217;Università italiana. Lo andiamo dicendo da molto, molto tempo, ma i grilli parlanti e i Catoni dell&#8217;ultima ora non si degnano di leggere l&#8217;opinione degli studenti e l&#8217;analisi che fanno, si limitano a scrivere editoriali basandosi sui titoli dei giornali e sulle chiacchiere da bar.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La battaglia della cultura va avanti, nonostante i Della Loggia, i Panebianco, i docenti che collaborano attivamente alla messa in ridicolo dell&#8217;Università pubblica, ogni giorno, accettando di insegnare anche in un istituto privato o raccogliendo lavoro per i propri studi professionali. Perché è una battaglia necessaria, ancor più necessaria visto l&#8217;abbrutimento politico e televisivo che congiunge la nazione e le più alte istituzioni.</p>
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		<title>Contro cosa protestano i professori?</title>
		<link>http://www.letterefilosofia.it/2010/06/contro-cosa-protestano-i-professori/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 14:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[blocco-esami]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono a tutti note le delibere del Consiglio di facoltà del 23 giugno: “il rinvio degli appelli calendarizzati dal primo luglio alla data del prossimo  <a href="http://www.letterefilosofia.it/2010/06/contro-cosa-protestano-i-professori/">Leggi il resto...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2458.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1548" title="DSC_2458" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/06/DSC_2458-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a> Sono a tutti note le delibere del Consiglio di facoltà del 23 giugno: “il rinvio degli appelli calendarizzati dal primo luglio alla data del prossimo Consiglio di Facoltà e la partecipazione alla giornata nazionale di protesta indetta per il primo luglio”- come si legge nel Documento della Facoltà di Lettere e Filosofia sullo stato di agitazione di docenti e ricercatori.</p>
<p>È doveroso, però, ricordare ed approfondire le motivazioni che hanno spinto i docenti, in larga maggioranza, ad una così drastica decisione: la famigerata <strong>riforma Gelmini dell’università</strong>, ora discussa in Parlamento, e la <strong>manovra finanziaria</strong>, in particolare il Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78.</p>
<p>L’urgenza e l’improrogabilità della protesta derivano proprio dal fatto che il suddetto DL attende nelle aule parlamentari la conversione in legge.   Nello specifico, il Decreto-Legge 31 maggio 2010, n.78 recante &#8220;Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica&#8221; contiene alcune interventi pericolosi per la  stessa sopravvivenza dell’Università statale in Italia, a causa del netto taglio dei finanziamenti ordinari e della sostanziale decurtazione del corpo docente.</p>
<p>Principale fonte di entrata per le università statali, il Fondo di Finanziamento Ordinario subirà un calo del 17% nel 2011, passando dai 7,2 miliardi del 2010 a 5,9 miliardi, per poi fermarsi nel 2012 a poco più di 6 miliardi (fonte: <a href="http://www.ilsole24ore.com/">Il Sole 24 ore</a>). Le conseguenze per la qualità, già non certo eccellente, dei servizi (ad esempio biblioteche e laboratori) e dell’insegnamento sono facilmente immaginabili nella direzione di un generale peggioramento.</p>
<p>La decurtazione del corpo docenti è causata dal blocco del turnover; secondo la Flc Cgil, si produrrà, di riflesso, una fuoriuscita massiccia di personale da qui al 2015, stimata in circa un terzo di professori e amministrativi di ruolo.  Bisogna ricordare anche il congelamento degli scatti d’anzianità per 3 anni negli stipendi del corpo docente universitario e la misura secondo cui le Università “possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell&#8217;anno 2009” – cito dal DL.</p>
<p>Quando poi l’articolo 44 del suddetto DL “Incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti all&#8217;estero” propone innegabili  vantaggi ed effettive agevolazioni fiscali per favorire il rientro di cervelli, non si può non evidenziare l’incoerenza della linea politica di questo governo. La domanda sorge spontanea: rientrati in Italia, questi ricercatori avranno la possibilità di fare il loro lavoro?</p>
<p>Ecco contro cosa protestano i professori; con le modalità dichiarate, cioè blocco degli esami di luglio, a pagarne le spese sono gli studenti, soprattutto “i più deboli”: studenti borsisti, fuorisede, lavoratori, Erasmus. Ma noi studenti non siamo disposti a rinunciare a qualcosa per tentare di intervenire nella creazione di un futuro migliore?</p>
<p>L’auspicio è, allora, che il Consiglio di Facoltà straordinario del 30 giugno possa portare alla definizione di una linea condivisa di protesta dal corpo docenti e dagli studenti della facoltà, per far sentire la voce fino ai luoghi dove si decide del futuro dell’Università.</p>
<p>Nel frattempo il rettore Frati dalle colonne del Messaggero del 26 giugno tuona: «Io garantisco che tutti gli esami verranno portati avanti, i professori possono protestare nei giorni in cui viene proclamato uno sciopero dalla sigle sindacali. Se per caso uno studente mi venisse a dire che non ha fatto l’esame causa blocco dei docenti, io sarei costretto a denunciare il professore per interruzione di pubblico servizio». Senza dubbio una buona notizia per chi teme la soppressione degli appelli di luglio, un po’ meno per chi ha a cuore le sorti della pubblica istruzione ed è legittimato ad interrogarsi se il rettore della più grande università d’Europa sia mosso da medesimo sentimento e sia intenzionato a contrastare in qualche modo l’azione del governo.</p>
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		<title>Il blocco degli esami e la protesta silenziosa</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 10:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo Pecoraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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		<description><![CDATA[La protesta, il blocco degli esami e la totale noncuranza dei media. Cosa fanno i docenti?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1517" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/06/asseml.jpg"><img class="size-medium wp-image-1517" title="asseml" src="http://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2010/06/asseml-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Assemblea di Facoltà in Aula I - Foto Giornale di Lettere</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il blocco degli esami a luglio, ora come ora, è un dato di fatto e, anche se già circolano liste di docenti che defezioneranno, la maggior parte di essi ha aderito alla protesta. Ovviamente il Consiglio di Facoltà del 30 giugno sarà decisivo per le sorti della contestazione, sia che essa prosegua su questa via, sia che cambi direzione e venga portata avanti da studenti e docenti insieme. Un problema, però, è evidente fin da questo momento: l&#8217;assoluta noncuranza dei media.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il sette giugno venne bloccata, per volontà del Rettore Frati, l&#8217;iniziativa del cinema-gay alla Sapienza. In poche ore la notizia rimbalzò su tutte le maggiori testate e su un profluvio di siti. Ancora, per esemplificare, bisogna notare come Rainews 24, l&#8217;ANSA e il Messaggero (per citare solo le testate maggiori) abbiano dato risalto, ieri, alla notizia di <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/marche/2010/06/24/visualizza_new.html_1845752457.html">una simpatica vecchina di 94  anni giunta alla quarta laurea</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora le cause di questa noncuranza possono essere due. In primis la scarsa godibilità della notizia: in un periodo di proteste e scioperi diffusi in tutta Italia, causati dalla finanziaria sanguinaria del Ministro Tremonti, dare spazio solo a questo genere di notizia causerebbe una netta diminuzione dell&#8217;interesse da parte della clientela dell&#8217;informazione. Quindi largo alle amabili vecchiette plurilaureate, ai simpatici cani parlanti della foresta pluviale e via dicendo. Ovviamente, in questo caso, la colpa va imputata quasi esclusivamente ai media e al loro sempre peggiore livello qualitativo.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda causa, però, va ricercata nella scarsa capacità comunicativa dei docenti. È vero che, avvezzi come sono a praticare biblioteche e convegni di antichistica, probabilmente la maggior parte di loro non ha buoni rapporti neanche con lo strumento computer. Altrettanto vero, però, che sono molti i docenti giovani, a contratto, associati o ricercatori, che potrebbero quantomeno affaticarsi e tentare di diffondere la notizia online. Oppure si potrebbero contattare i molti giornalisti che, sicuramente, gli ordinari conoscono a dozzine. Insomma: dei metodi per amplificare la protesta ci sarebbero. Se è vero che il blocco-esami ha, come scopo, quello di amplificare il risalto mediatico, ci chiediamo per quale motivo la notizia non si sia già diffusa a tutte le maggiori testate nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora, dato che lo sforzo per diffondere la notizia è, al momento, minimo, speriamo che siano minime anche le ricadute sugli studenti; i quali non sono certo disposti a sopportare la perdita di borse di studio per sport, senza che sia apparso neanche un trafiletto sulla penultima pagina di Vanity Fair.</p>
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